Una sosta in un lussuoso caffé ben frequentato, denso di profumi, camerieri vestiti in modo ricercato, porcellana ed argenterie e fiori freschi.
Si parla di Amore. Il difficile bellissimo rapporto fra Uomo e Donna... Ma anche di altre forme di Amore: per la Vita, la Musica, l'Arte, di Sogni. Della Natura Femminile, della Luna e di Streghe.
domenica, gennaio 22, 2006
Se fair plaisir
Una sosta in un lussuoso caffé ben frequentato, denso di profumi, camerieri vestiti in modo ricercato, porcellana ed argenterie e fiori freschi.
sabato, gennaio 14, 2006
Ricordi preziosi
Dopo la cena nella suntuosa Salle des Etoiles dello Sporting Club di Montecarlo (costatami mezzo milione per due persone, bevande escluse) - tutto deliziosamente in grandi piatti di fine porcellana e in minuscole quantità - il nostro amatissimo Claudio si esibì per circa un'ora al pianoforte - la scaletta composta di grandi successi - appositamente studiata per i ricchi habitués dell'ambiente monegasco, che forse conoscevano a malapena due o tre di quelle canzoni... ma vuoi mettere? Noi andiamo a mangiare la pizza al Geode con musica dal vivo e a cantare c'è la mia ex collega della TF e poi c'è il Karaoke... loro vanno allo Sporting Club e suona Baglioni! Io però questa serata me la sono concessa come un lusso perchè me la meritavo. Avevo i capelli rossi e corti all'epoca, quella sera indossavo uno stratosferico vestito lungo e verde di Cavalli, scarpe e pochette argento... facevo la mia porca figura, insomma. Una soffiata del personale ci avverte che Claudio sta per uscire dal retro e io, decisa a conquistare il mio primo autografo, considerando che non saremmo stati in molti ad assediarlo mi sono precipitata dove indicato - lasciando la macchina fotografica sul tavolo - porca la miseriaccia zozza! - infatti eravamo in pochi. Io mi ero portata l'ultimo uscito- Acustico - ottima la copertina in cartoncino, per il mio scopo. Ero proprio li, a 3 metri dalla sua macchina che l'attendeva con gli sportelli aperti, transennata. Esce fiondandosi verso l'auto, io lo chiamo mostrandogli il cd, lui si ferma e mi sorride e si dirige verso me. Gli porgo il cd e la penna, lui prende il tutto, poi confabula con il tizio che credo fosse Tognetti che gli porge un pennarello, Claudio mi restituisce la penna e poi... gli cade il cd di mano!!! Io terrorizzata - temendo che sarebbe passato oltre - grido: NOOO!!! E lui, con un sorriso conciliante: Non si preoccupi signora, adesso glielo recuperiamo! E si china per raccoglierlo. Marione (la sua guardia del corpo) lo blocca e si piega lui a raccoglierlo: e di che aveva paura, che gli tirassi una ginocchiata sul naso? Al mio Claudiuccio bello? Sei mica matto!
Poi mi domanda come mi chiamo e dopo che ha iniziato a scrivere mi sorge lo scrupolo "T'immagini avere l'autografo di Claudio e mi scrive male il nome??? Orrore, delusione, sconfitta!!!" - Ehem, Claudio?... Helga si scrive con l'acca eh? - Si, si...
E infatti, come si può vedere ha corretto... con un sorriso. Quando mi ha restituito il cd non ho potuto fare a meno di sfiorargli la mano. Ha dei polpastrelli teneri teneri! :)
giovedì, gennaio 12, 2006
Corra'... fa freddo!
Beh… dopo le ultime divagazioni… che si ritorna o no a parlare d’amore?
Ieri sera per la prima volta in un anno e mezzo ho detto NO al mio ragazzo. Eh si… è arrivato anche quel momento: avevamo deciso di vederci e che sarei stata io a muovermi, dato che lui era venuto da me la sera prima (abitiamo a 50 km di distanza – che pare nulla – a quello che aspetta comodamente seduto davanti ad un Mac!)
Inciso: da quando abbiamo iniziato a frequentarci lui è venuto da me la prima volta il 10 giugno 2004, dopodiché io sono andata da lui 17 volte e lui è tornato da me il 1 novembre 2004! Poi io altre 13 volte da lui e lui è tornato da me il 7 gennaio 2005 per partire insieme per Parigi. Beh… da questo si evince che gli incontri – dopo circa 5 faticosissimi mesi di pazienza – si sono intensificati e che… ho tenuto il conto! Beh, facile con un calendarietto da scrivania, niente di eccezionale… ma utile per rendersi conto del ciclo maschile!
Da gennaio a settembre ho tenuto una media di due viaggi per settimana contro il suo viaggio ogni due settimane… tutto questo solo perché il buon Corrado viveva da solo e quindi potevo restare a dormire da lui e ripartire la mattina, mentre quando viene lui, deve ripartire la sera stessa per poi miseramente addormentarsi all’uscita dell’autostrada nel parcheggio dei camionisti! Adesso facciamo circa fifty fifty ma il mio obiettivo finale è quello di trapiantarlo in zona e possibilmente di viverci insieme! Lui dice che praticamente adesso mi ha raggiunto in quanto a chilometri… possiamo fare due conti? Facciamoli!
Approssimativamente io sono andata su e giù 125 volte minimo!!!! che tradotto in chilometri sono 6.250!!! Lui è venuto da me 45 volte al massimo! 2.250 km!!! Non ci provare a replicare che sono certa di essermi fatta degli sconti e di averti regalato! In ogni caso la differenza è schiacciante: 4.000 km… Strano il termine di valutazione quando si sta da una parte o dall’altra, eh? E adesso? Sono stanca. Ieri per la prima volta ho sentito la stanchezza della distanza, per la prima volta più forte della voglia di vedersi. E’ inverno e fa freddo e certamente il ripresentarsi degli attacchi di panico alla guida, le due ultime volte che ho scollinato il Serravalle non mi hanno aiutato nella decisione. E lui mi dice che è contento… è contento che non mi sono forzata a fare qualcosa che non mi andava e mi sono sentita libera di dirlo. E’ strano il mio uomo. Io non mi forzo mai a fare qualcosa che non mi va, non è proprio nella mia natura. Quindi fino ad oggi mi è sempre andato. E adesso? E adesso mi sono rotta le palle di fare su e giù col trolley in mano! E’ l’ora che tu mi sposi!!!! Muoviti, datti da fare e troviamoci un buco dove appoggiare lo spazzolino da denti senza spostarlo da lì se non per andare in ferie!!! Santa Cleopatra!
Ieri sera per la prima volta in un anno e mezzo ho detto NO al mio ragazzo. Eh si… è arrivato anche quel momento: avevamo deciso di vederci e che sarei stata io a muovermi, dato che lui era venuto da me la sera prima (abitiamo a 50 km di distanza – che pare nulla – a quello che aspetta comodamente seduto davanti ad un Mac!)
Inciso: da quando abbiamo iniziato a frequentarci lui è venuto da me la prima volta il 10 giugno 2004, dopodiché io sono andata da lui 17 volte e lui è tornato da me il 1 novembre 2004! Poi io altre 13 volte da lui e lui è tornato da me il 7 gennaio 2005 per partire insieme per Parigi. Beh… da questo si evince che gli incontri – dopo circa 5 faticosissimi mesi di pazienza – si sono intensificati e che… ho tenuto il conto! Beh, facile con un calendarietto da scrivania, niente di eccezionale… ma utile per rendersi conto del ciclo maschile!
Da gennaio a settembre ho tenuto una media di due viaggi per settimana contro il suo viaggio ogni due settimane… tutto questo solo perché il buon Corrado viveva da solo e quindi potevo restare a dormire da lui e ripartire la mattina, mentre quando viene lui, deve ripartire la sera stessa per poi miseramente addormentarsi all’uscita dell’autostrada nel parcheggio dei camionisti! Adesso facciamo circa fifty fifty ma il mio obiettivo finale è quello di trapiantarlo in zona e possibilmente di viverci insieme! Lui dice che praticamente adesso mi ha raggiunto in quanto a chilometri… possiamo fare due conti? Facciamoli!
Approssimativamente io sono andata su e giù 125 volte minimo!!!! che tradotto in chilometri sono 6.250!!! Lui è venuto da me 45 volte al massimo! 2.250 km!!! Non ci provare a replicare che sono certa di essermi fatta degli sconti e di averti regalato! In ogni caso la differenza è schiacciante: 4.000 km… Strano il termine di valutazione quando si sta da una parte o dall’altra, eh? E adesso? Sono stanca. Ieri per la prima volta ho sentito la stanchezza della distanza, per la prima volta più forte della voglia di vedersi. E’ inverno e fa freddo e certamente il ripresentarsi degli attacchi di panico alla guida, le due ultime volte che ho scollinato il Serravalle non mi hanno aiutato nella decisione. E lui mi dice che è contento… è contento che non mi sono forzata a fare qualcosa che non mi andava e mi sono sentita libera di dirlo. E’ strano il mio uomo. Io non mi forzo mai a fare qualcosa che non mi va, non è proprio nella mia natura. Quindi fino ad oggi mi è sempre andato. E adesso? E adesso mi sono rotta le palle di fare su e giù col trolley in mano! E’ l’ora che tu mi sposi!!!! Muoviti, datti da fare e troviamoci un buco dove appoggiare lo spazzolino da denti senza spostarlo da lì se non per andare in ferie!!! Santa Cleopatra!
mercoledì, gennaio 11, 2006
Fase della Madre
Ieri sera, leggendo e riflettendo (sarà poi questa la causa dei secoli che mi ci vogliono per leggere un libro? sarà perché leggo spesso libri piuttosto impegnativi? sarà perché se ci metto tre giorni mi pare di averlo scorso superficialmente e prima o poi lo rileggo e a volte è talmente interessante che non è mai abbastanza e me lo rileggo ancora?) – insomma – dicevo – riflettendo su concetti che mi parevano già piuttosto chiari mi sono resa conto di aver fatto un ulteriore passo in là… come quando sei dall’oculista e ti mette una lente in quell’aggeggio infernale che ti appoggia sugli occhi e di colpo ci vedi e pensi: eccola la vista perfetta! Poi l’oculista, te ne mette un’altra sopra e ci vedi ancora meglio… 
Più cerchiamo di contrastare la Natura e più la Natura trova la strada di manifestarsi ugualmente, e più intensifichiamo il nostro sforzo per tenerla a bada tanto più Lei si riprende i suoi spazi con violenza. Arrogante piccolo ospite Uomo. Ma questo concetto è quasi banale, inflazionato spero ormai almeno un po’ metabolizzato dalla Società nuova.
Nel piccolo della nostra quotidianità, non ostacolare la Natura significa accettare se stessi. In particolare, la donna. La nostra evoluzione, il nostro percorso è naturalmente diverso da quello dell’uomo. Noi siamo cicliche ed il nostro ciclo è talmente veloce che ci stordisce e non ci capiamo più niente. Come quando giriamo velocemente su noi stessi e perdiamo l’equilibrio.
Accettando ed osservando la nostra ciclicità possiamo diventarne padrone e sfruttare le prerogative di ogni nostro momento. Al contrario, allontanandoci dalla nostra natura, rifiutandola o peggio ancora, cercando di modificarla per farla assomigliare ad un modello preformato, otterremo solo la ribellione della Natura e le sue manifestazioni violente. La forza della Natura viene comunque fuori, se le lasci fare il suo corso naturale, la impari a conoscere e l’assecondi ne puoi trarre beneficio, ci puoi convivere in armonia e ancora di più, può diventare una fedele compagna, accettandola come tua anima. Non conosciamo più la nostra Terra – mio padre è nato contadino, riesce ancora a sapere che tempo farà domani, perché riconosce il vento, ne sente ad istinto la carica, l’umidità, la provenienza, l’intensità, riconosce le nuvole, l’inclinazione della luce, segue la luna e i suoi cicli. Magari non ti sa dire con esattezza che tempo farà fra 3 giorni oppure fuori dal raggio di qualche decina di chilometri, ma sa ancora ascoltare la Natura.
E noi? I nostri figli (che forse un giorno avremo)? Noi donne abbiamo la Natura dentro di noi. Sappiamo ascoltarla? In che momento del tuo ciclo sei? Sai cosa sta avvenendo dentro il tuo corpo in questo preciso istante? Ok… informati sui libri di medicina, ma ogni donna, ogni ciclo è differente: lo sai che se ti osservassi sapresti esattamente cosa sta succedendo dentro il tuo corpo? Che relazione ha il tuo ciclo mestruale con quello lunare? E con il tuo umore? Con la tua creatività, con la tua forza fisica? E’ un enorme sollievo non solo farsi raccontare, ma capire, osservare e constatare che dopo la fase in cui sei intollerante e aggressiva arriva quella in cui sei affettuosa, sensibile e creativa.
Esempi? Riservati di affrontare durante il periodo pre-mestruale qualcuno con il quale hai deciso di chiudere una situazione: in questo periodo sei probabilmente (ma questo devi scoprirlo tu) più decisa, meno facile da manipolare e quindi da far demordere… ma (sempre probabilmente) sei anche piuttosto intollerante e categorica e quindi sarebbe bene non prendere decisioni quando hai questa disposizione d’animo. Le decisioni vanno prese quando sei serena: durante il periodo dell’ovulazione ad esempio. Appena subito dopo le mestruazioni invece ti vengono un sacco di idee, appuntatele e prendile in considerazione, vagliale e mettile in pratica nelle due settimane successive. I tempi non sono statici, sta a te sentire quando sei in questo o il quel momento!

Più cerchiamo di contrastare la Natura e più la Natura trova la strada di manifestarsi ugualmente, e più intensifichiamo il nostro sforzo per tenerla a bada tanto più Lei si riprende i suoi spazi con violenza. Arrogante piccolo ospite Uomo. Ma questo concetto è quasi banale, inflazionato spero ormai almeno un po’ metabolizzato dalla Società nuova.
Nel piccolo della nostra quotidianità, non ostacolare la Natura significa accettare se stessi. In particolare, la donna. La nostra evoluzione, il nostro percorso è naturalmente diverso da quello dell’uomo. Noi siamo cicliche ed il nostro ciclo è talmente veloce che ci stordisce e non ci capiamo più niente. Come quando giriamo velocemente su noi stessi e perdiamo l’equilibrio.
Accettando ed osservando la nostra ciclicità possiamo diventarne padrone e sfruttare le prerogative di ogni nostro momento. Al contrario, allontanandoci dalla nostra natura, rifiutandola o peggio ancora, cercando di modificarla per farla assomigliare ad un modello preformato, otterremo solo la ribellione della Natura e le sue manifestazioni violente. La forza della Natura viene comunque fuori, se le lasci fare il suo corso naturale, la impari a conoscere e l’assecondi ne puoi trarre beneficio, ci puoi convivere in armonia e ancora di più, può diventare una fedele compagna, accettandola come tua anima. Non conosciamo più la nostra Terra – mio padre è nato contadino, riesce ancora a sapere che tempo farà domani, perché riconosce il vento, ne sente ad istinto la carica, l’umidità, la provenienza, l’intensità, riconosce le nuvole, l’inclinazione della luce, segue la luna e i suoi cicli. Magari non ti sa dire con esattezza che tempo farà fra 3 giorni oppure fuori dal raggio di qualche decina di chilometri, ma sa ancora ascoltare la Natura.

E noi? I nostri figli (che forse un giorno avremo)? Noi donne abbiamo la Natura dentro di noi. Sappiamo ascoltarla? In che momento del tuo ciclo sei? Sai cosa sta avvenendo dentro il tuo corpo in questo preciso istante? Ok… informati sui libri di medicina, ma ogni donna, ogni ciclo è differente: lo sai che se ti osservassi sapresti esattamente cosa sta succedendo dentro il tuo corpo? Che relazione ha il tuo ciclo mestruale con quello lunare? E con il tuo umore? Con la tua creatività, con la tua forza fisica? E’ un enorme sollievo non solo farsi raccontare, ma capire, osservare e constatare che dopo la fase in cui sei intollerante e aggressiva arriva quella in cui sei affettuosa, sensibile e creativa.
Esempi? Riservati di affrontare durante il periodo pre-mestruale qualcuno con il quale hai deciso di chiudere una situazione: in questo periodo sei probabilmente (ma questo devi scoprirlo tu) più decisa, meno facile da manipolare e quindi da far demordere… ma (sempre probabilmente) sei anche piuttosto intollerante e categorica e quindi sarebbe bene non prendere decisioni quando hai questa disposizione d’animo. Le decisioni vanno prese quando sei serena: durante il periodo dell’ovulazione ad esempio. Appena subito dopo le mestruazioni invece ti vengono un sacco di idee, appuntatele e prendile in considerazione, vagliale e mettile in pratica nelle due settimane successive. I tempi non sono statici, sta a te sentire quando sei in questo o il quel momento!
domenica, gennaio 08, 2006
Te Faruru
Sabato mattina ci siamo svegliati presto e siamo partiti per Brescia. Un totale di sette ore di viaggio e di un'autostrada orribile quale può essere solo la Cisa per due ore e mezza di pura arte e colore nuovo.Adoro gli impressionisti e soprattutto Gauguin e Van Gogh ed erano insieme rappresentati in un unica mostra. Non so cos'è in particolare che riesce ad attivare fino alla commozione il mio quarto chakra in quelle pennellate... forse nessuno come loro, ma anche come Monet, Cezanne, Degas, Renoir, è mai riuscito a intrappolare la particolare luce che esiste solo a Parigi. Ne sono certa. E' una città magica.
Solo a Parigi c'è quella luce, quell'atmosfera che ti incanta, ubriaca, ipnotizza... di cui non riuscirai mai più a fare a meno. Alcune di queste tele le avevamo già viste al Musée d'Orsay in occasione del nostro primo viaggio insieme. Partimmo esattamente un anno fa, l'8 gennaio - consapevoli che questo viaggio avrebbe rappresentato il punto di svolta nella nostra relazione. E chi lo sospettava che avessimo così tante affinità?lunedì, gennaio 02, 2006
Costruire
Non ho mai ritenuto Niccolò Fabi un genio, non è mai stato fra i miei artisti preferiti, ma devo dire che con questo brano mi ha sorpresa e commossa. Gli invidio sinceramente questa poesia, l’avrei voluta scrivere io.
Vorrei ancora avere l’ingenuità per potermi godere senza pregiudizi e senza l’inibizione dello slancio che la ragione impone ad ogni inizio, ogni prima volta che ancora la vita continua a regalarmi.
Ho notato che molta gente invece vive in modo diverso e forse più terribile le fasi della vita. Nel senso che non le vivono affatto, perché si fermano al gusto inebriante degli inizi, carichi di promesse ed aspettative e non riescono mai ad andare oltre. Per non rischiare delusioni e rifiuti vivono costantemente in bilico fra l’inizio e la fine, senza mai vivere tutto il resto. Senza mai prendere un vero impegno, la responsabilità di un fallimento. Forse è la mia fretta di scendere sul campo di battaglia che mi impedisce di godermi appieno gli inizi… ma li trovo ormai così fasulli e banali. Una tappa obbligata… non si può cominciare dal fondo! Infondo sono milioni i nuovi inizi, ma poche decine quelli veri, perché se non c’è un seguito, sono il principio di nulla, sono pochi e preziosi quelli che davvero ricordi. Se ripenso a quante relazioni, quante amicizie, quante imprese iniziate con entusiasmo si sono arenate ben presto e ben presto mi son sentita stupida per aver dato un po’ di me, prezioso, a qualcosa di sconosciuto e diverso da quel che vedevo o avevo bisogno di vedere.
Ma non sono quelli i momenti che mi fanno desiderare di avere ancora questa capacità. E’ l’odore della vernice nelle case affittate al mare appena ci entravi da bambina, l’odore dei libri di scuola e delle matite nuove. Il profumo dei campi e la sensazione del tempo immobile, quando si giocava assorti, il primo sole della primavera dietro la finestra, il lettone della mamma. La sensazione di meraviglia delle prime frasi che riuscivi a leggere e a coglierne il senso. Il quaderno nuovo. La prima volta che qualcuno ti ascolta e ti segue. L’orgoglio che ti gonfia il petto al primo brava. La curiosità e la paura del primo bacio. La gioia della partenza per le vacanze, la sabbia fredda sui piedi la mattina presto con le orme degli uccellini. L’arcobaleno e le nuvole a forma d’Inghilterra, le pozzanghere variopinte e la prima volta che guardi davvero dentro gli occhi di qualcun altro. Il freddo dell’alba alle partenze per le gite con l’autobus e il pranzo al sacco nella stagnola e la spremuta nella bottiglietta chiusa con il tappino. La prima volta che guardando il cielo stellato di notte hai la sensazione di essere davvero piccola rispetto all’universo. E la gioia di non essere sola. Sentirsi al sicuro. L’illusione che durerà per sempre. Le prime chiavi di casa, le chiavi della tua prima casa.
Ma non baratterei l’ingenuità con il cammino. L’ingenuità con la consapevolezza. Proprio perché le stagioni della vita si susseguono naturalmente. Dopo la primavera, l’estate. Oggi vivo l’estate.
La primavera è il seme con le sue promesse e i suoi progetti. L’estate è lo sviluppo e la messa in pratica di quei progetti. Il fiore apre i suoi petali al Sole. La creazione di nuovi semi e nuove promesse. Le fondamenta del castello sono pronte. Non resta che costruire il castello, con i suoi ponti levatoi e le sue torri.
Costruire.
In alcuni, centralissimi momenti riesco a godermi la sensazione che, comunque vada ogni qualsiasi cosa ho l’illusoria certezza di esserci per me stessa, di essere in grado di cavarmela, di porre rimedio, di essere il luogo sicuro per me stessa.
Ho spaccato il vaso, con coraggio, lo riconosco, ed ho lasciato che le mie radici crescessero nella terra ed ho abbattuto, o almeno credo, il tutore che teneva dritto il mio fusto. Ma non per questo rinuncio ad amare, a dare con generosità sincera e a ricevere con gioia, senza sensi di colpa, ricatti emotivi, schemi sociali. O per lo meno consapevole della loro esistenza e decisa a lavorarci. Lavorare senza isolarsi, senza lasciarsi trasformare.
Al centro di me stessa, quando egocentrismo non significa narcisismo ma coscienza di sé, proiettata in avanti, quando avanti significa movimento e non stagnazione, perché il futuro non esiste. Ho la certezza che non esistono certezze tranne che i propri valori e l’amore di cui siamo intrisi. Ho imparato e vorrei imparare a perdonare l’imperfezione, azione ben diversa e meno facile dall’intransigenza orgogliosa e stupida della prima giovinezza o dalla codarda e passiva cecità che la società ufficiale ti rivende come maturità.
Voglio una casa che sia la culla, il nucleo, la luce, il calore, la protezione e il nutrimento, il riposo e il lavoro, il luogo di partenza e quello di arrivo ma anche di accoglienza. Di verità, di serenità, di lucidità e consapevolezza. Di tanto tanto amore, gioco, contatto, fiducia e rispetto. Di entusiasmo ed ottimismo. Di creatività, di cultura, di esplorazione della vita.
Chiudi gli occhi
immagina una gioia
molto probabilmente penseresti a una partenza
ah si vivesse solo di inizi
di eccitazioni da prima volta
quando tutto ti sorprende e
nulla ti appartiene ancora
penseresti all'odore di un libro nuovo
a quello di vernice fresca
a un regalo da scartare
al giorno prima della festa
al 21 marzo al primo abbraccio
a una matita intera la primavera
alla paura del debutto
al tremore dell'esordio
ma tra la partenza e il traguardo
nel mezzo c'è tutto il resto
e tutto il resto è giorno dopo giorno
e giorno dopo giorno è
silenziosamente costruire
e costruire è potere e sapere
rinunciare alla perfezione
ma il finale è di certo più teatrale
così di ogni storia ricordi solo
la sua conclusione
così come l'ultimo bicchiere l'ultima visione
un tramonto solitario l'inchino e
poi il sipario
tra l'attesa e il suo compimento
tra il primo tema e il testamento
nel mezzo c'è tutto il resto
e tutto il resto è giorno dopo giorno
e giorno dopo giorno è
silenziosamente costruire
e costruire è sapere e potere
rinunciare alla perfezione
ti stringo le mani
rimani qui
cadrà la neve
a breve
Vorrei ancora avere l’ingenuità per potermi godere senza pregiudizi e senza l’inibizione dello slancio che la ragione impone ad ogni inizio, ogni prima volta che ancora la vita continua a regalarmi.
Ho notato che molta gente invece vive in modo diverso e forse più terribile le fasi della vita. Nel senso che non le vivono affatto, perché si fermano al gusto inebriante degli inizi, carichi di promesse ed aspettative e non riescono mai ad andare oltre. Per non rischiare delusioni e rifiuti vivono costantemente in bilico fra l’inizio e la fine, senza mai vivere tutto il resto. Senza mai prendere un vero impegno, la responsabilità di un fallimento. Forse è la mia fretta di scendere sul campo di battaglia che mi impedisce di godermi appieno gli inizi… ma li trovo ormai così fasulli e banali. Una tappa obbligata… non si può cominciare dal fondo! Infondo sono milioni i nuovi inizi, ma poche decine quelli veri, perché se non c’è un seguito, sono il principio di nulla, sono pochi e preziosi quelli che davvero ricordi. Se ripenso a quante relazioni, quante amicizie, quante imprese iniziate con entusiasmo si sono arenate ben presto e ben presto mi son sentita stupida per aver dato un po’ di me, prezioso, a qualcosa di sconosciuto e diverso da quel che vedevo o avevo bisogno di vedere.
Ma non sono quelli i momenti che mi fanno desiderare di avere ancora questa capacità. E’ l’odore della vernice nelle case affittate al mare appena ci entravi da bambina, l’odore dei libri di scuola e delle matite nuove. Il profumo dei campi e la sensazione del tempo immobile, quando si giocava assorti, il primo sole della primavera dietro la finestra, il lettone della mamma. La sensazione di meraviglia delle prime frasi che riuscivi a leggere e a coglierne il senso. Il quaderno nuovo. La prima volta che qualcuno ti ascolta e ti segue. L’orgoglio che ti gonfia il petto al primo brava. La curiosità e la paura del primo bacio. La gioia della partenza per le vacanze, la sabbia fredda sui piedi la mattina presto con le orme degli uccellini. L’arcobaleno e le nuvole a forma d’Inghilterra, le pozzanghere variopinte e la prima volta che guardi davvero dentro gli occhi di qualcun altro. Il freddo dell’alba alle partenze per le gite con l’autobus e il pranzo al sacco nella stagnola e la spremuta nella bottiglietta chiusa con il tappino. La prima volta che guardando il cielo stellato di notte hai la sensazione di essere davvero piccola rispetto all’universo. E la gioia di non essere sola. Sentirsi al sicuro. L’illusione che durerà per sempre. Le prime chiavi di casa, le chiavi della tua prima casa.
Ma non baratterei l’ingenuità con il cammino. L’ingenuità con la consapevolezza. Proprio perché le stagioni della vita si susseguono naturalmente. Dopo la primavera, l’estate. Oggi vivo l’estate.
La primavera è il seme con le sue promesse e i suoi progetti. L’estate è lo sviluppo e la messa in pratica di quei progetti. Il fiore apre i suoi petali al Sole. La creazione di nuovi semi e nuove promesse. Le fondamenta del castello sono pronte. Non resta che costruire il castello, con i suoi ponti levatoi e le sue torri.
Costruire.
In alcuni, centralissimi momenti riesco a godermi la sensazione che, comunque vada ogni qualsiasi cosa ho l’illusoria certezza di esserci per me stessa, di essere in grado di cavarmela, di porre rimedio, di essere il luogo sicuro per me stessa.
Ho spaccato il vaso, con coraggio, lo riconosco, ed ho lasciato che le mie radici crescessero nella terra ed ho abbattuto, o almeno credo, il tutore che teneva dritto il mio fusto. Ma non per questo rinuncio ad amare, a dare con generosità sincera e a ricevere con gioia, senza sensi di colpa, ricatti emotivi, schemi sociali. O per lo meno consapevole della loro esistenza e decisa a lavorarci. Lavorare senza isolarsi, senza lasciarsi trasformare.
Al centro di me stessa, quando egocentrismo non significa narcisismo ma coscienza di sé, proiettata in avanti, quando avanti significa movimento e non stagnazione, perché il futuro non esiste. Ho la certezza che non esistono certezze tranne che i propri valori e l’amore di cui siamo intrisi. Ho imparato e vorrei imparare a perdonare l’imperfezione, azione ben diversa e meno facile dall’intransigenza orgogliosa e stupida della prima giovinezza o dalla codarda e passiva cecità che la società ufficiale ti rivende come maturità.
Voglio una casa che sia la culla, il nucleo, la luce, il calore, la protezione e il nutrimento, il riposo e il lavoro, il luogo di partenza e quello di arrivo ma anche di accoglienza. Di verità, di serenità, di lucidità e consapevolezza. Di tanto tanto amore, gioco, contatto, fiducia e rispetto. Di entusiasmo ed ottimismo. Di creatività, di cultura, di esplorazione della vita.
venerdì, dicembre 30, 2005
Fase della Strega o della Luna Nera
Perché io sono la prima e l'ultima,
Io sono la venerata e la disprezzata,
Io sono la prostituta e la santa,
Io sono la sposa e la vergine,
Io sono la mamma e la figlia,
Io sono le braccia di mia madre,
Io sono la sterile, eppure sono numerosi i miei figli.
Io sono la donna sposata e la nubile,
Io sono colei che da' la luce e colei che non ha mai procreato,
Io sono la consolazione dei dolori del parto.
Io sono la sposa e lo sposo,
E fu il mio uomo che mi creò.
Io sono la madre di mio padre,
Io sono la sorella di mio marito,
Ed egli e' il mio figliolo respinto.
Rispettatemi sempre,
Poiché io sono la scandalosa e la magnifica.
(Inno a Iside, sec. III o IV d.C. ritrovato a Nag Hammadi)
Io sono la venerata e la disprezzata,
Io sono la prostituta e la santa,
Io sono la sposa e la vergine,
Io sono la mamma e la figlia,
Io sono le braccia di mia madre,
Io sono la sterile, eppure sono numerosi i miei figli.
Io sono la donna sposata e la nubile,
Io sono colei che da' la luce e colei che non ha mai procreato,
Io sono la consolazione dei dolori del parto.
Io sono la sposa e lo sposo,
E fu il mio uomo che mi creò.
Io sono la madre di mio padre,
Io sono la sorella di mio marito,
Ed egli e' il mio figliolo respinto.
Rispettatemi sempre,
Poiché io sono la scandalosa e la magnifica.
(Inno a Iside, sec. III o IV d.C. ritrovato a Nag Hammadi)
domenica, dicembre 25, 2005
domenica, dicembre 18, 2005
Undicesimo Raduno Clab
A caldo, caldissimo. Mi sono vergognata di esser seduta vicino agli autori dei fischi. Penso che si possa applaudire o meno se qualcosa piace o non piace, ma i fischi e i rumoreggiamenti negativi sono umilianti per qualsiasi artista. Ho visto chiaramente lo sguardo fulminante di Claudio all'indirizzo del nostro settore. Personalmente mi sono divertita meno, molto meno che al raduno dell'anno scorso. Sicuramente un raduno all'aperto, sotto il sole è più corroborante di uno in pieno inverno dentro un palazzetto. Il ritmo spezzato continuamente dall'introduzione di personaggi ha impedito il crescendo emotivo del raduno. E per questo l'ho trovato più cerebrale e meno emotivo. Ci siamo sentiti certamente meno attori e più spettatori rispetto ad altre occasioni. Certamente è stato diverso, ci ha messo a parte del suo privato artistico, delle sue radici, delle sue collaborazioni. E' stata una sorta di resoconto: ha incontrato un'infinità di vecchi amici facendo loro capire che non li ha dimenticati, smettendo per brevi istanti la maschera dell'uomo di spettacolo, lasciamdo visibile l'Uomo. Ha fatto pace pubblicamente ammettendo proprie colpe davanti al pubblico più fedele avvalorando la sincerità delle intenzioni. Ha dato spazio a nuovi cantanti forse per prepararsi la propria discendenza artistica, in modo che si continui a parlare di lui per molto tempo ancora, con rimpianto e gratitudine. E questo dimostra ancora una volta l'amore e la paura di Claudio nei confronti del tempo che passa.
Mi è piaciuto molto l'esecuzione di Con tutto l'amore che posso e di Quei due, da brivido. Mi è piaciuto Vallesi ed enormemente Marco Masini - Ci vorrebbe il mare l'abbiamo cantata tutti con lui, come avremmo fatto con una canzone di Claudio. Brava anche Mariella Nava. Molto suggestivo l'intervento dei Baraonna. Ho visto Claudio un po' a disagio in alcuni momenti e molto tranquillo in altri. Ha dato un po' di O'Scià anche a chi non è potuto andare a Lampedusa.
Ho apprezzato moltissimo che l'aumento della quota di iscrizione ce l'abbia comunicato personalmente, che ce l'abbia detto in faccia, senza nascondersi dietro comunicati: speriamo che assumano una persona in più al Clab! :) Queste in sintesi le mie considerazioni.
Mi è piaciuto molto l'esecuzione di Con tutto l'amore che posso e di Quei due, da brivido. Mi è piaciuto Vallesi ed enormemente Marco Masini - Ci vorrebbe il mare l'abbiamo cantata tutti con lui, come avremmo fatto con una canzone di Claudio. Brava anche Mariella Nava. Molto suggestivo l'intervento dei Baraonna. Ho visto Claudio un po' a disagio in alcuni momenti e molto tranquillo in altri. Ha dato un po' di O'Scià anche a chi non è potuto andare a Lampedusa.
Ho apprezzato moltissimo che l'aumento della quota di iscrizione ce l'abbia comunicato personalmente, che ce l'abbia detto in faccia, senza nascondersi dietro comunicati: speriamo che assumano una persona in più al Clab! :) Queste in sintesi le mie considerazioni.
giovedì, dicembre 15, 2005
Ricapitolazione
Letti:
Edgar Rice Burroughs (Ciclo Marziano: Sotto le lune di Marte, Il Signore della Guerra di Marte, Thuvia, Fanciulla di Marte, Le Pedine di Marte, La Mente di Marte, Il Guerriero di Marte, Le Spade di Marte, Gli Uomini Sintetici di Marte, Lhana di Gathol del Pianeta Marte; Ciclo Lunare: La Fanciulla Lunare, Gli Uomini della Luna, Il Falco Rosso; Ciclo Venusiano: I Pirati di Venere, Perduti su Venere, Carson di Venere, Odissea su Venere, Il Mago di Venere)
Anaïs Nin (Il Delta di Venere, Uccellini)
Ivo Andric (Il Ponte sulla Drina)
Jacopo Fo (La Scopata Galattica)
Roger Zelazny/Robert Schekley (Voglio la testa del principe azzurro)
Thomas Harris (Hannibal, Drago Rosso, Il Silenzio degli Innocenti)
James Redfield (La Profezia di Celestino)
Anna Filiputti (Ipnosi)
Peter Schellenbaum (Il No in amore – dipendenza e autonomia nella vita di coppia)
Vera Peiffer (Sapersi lasciare)
Michele Scapino (Io sono tornato – il mistero della reincarnazione)
John Gray (Gli uomini vengono da Marte le donne da Venere)
Gilberto Gamberini (Ipnosi)
Thomas A. Harris (Io sono Ok, tu sei Ok )
Brian Weiss (Molte Vite un solo Amore, Messaggi dai Maestri, Lo Specchio del Tempo, Molte Vite molti Maestri)
Paulo Coelho (Il Cammino di Santiago, L’Alchimista, Il Diavolo e la signorina Prim, Sulla sponda del fiume Piedra mi son seduta e ho pianto, Veronika decide di morire, Monte Cinque, Undici minuti, Lo Zahir)
Willy Pasini (A cosa serve la coppia, L’autostima)
Francesco Alberoni (L’arte del Comando, Il Primo Amore)
Olga Kharitidi (Il Maestro dei Sogni)
Antoine de Saint-Exupéry (Il Piccolo Principe)
Spencer Johnson (Chi ha spostato il mio formaggio?)
Mitch Albom (Cinque persone che incontri in cielo)
Mario Pincherle (trad. – Il Quinto Vangelo di Tommaso)
Kahil Gibran (Lettere d’amore del Profeta – a cura di Paulo Coelho)
Hernàn Huarache Mamani (La Profezia della Curandera)
Carlos Castaneda (L’Arte di sognare)
Clarissa Pinkola Estés (Donne che corrono coi Lupi)
In corso:
Eduardo Giannetti (Le bugie con cui viviamo)
Claudio Baglioni (Senza Musica)
Miranda Gray (Luna Rossa - Capire e usare i doni del ciclo mestruale)
Vanna de Angelis (Le Streghe)
Dalaï-Lama (Il Dalaï-Lama parla di Gesù)
Kahil Gibran (Il Profeta)
Manuali:
AAVV (Meravigliose erbe. Cucina, bellezza, salute: guida pratica dalla A alla Z)
Reto Vital (Il Grande Libro della Cristalloterapia)
Il cucchiaio azzurro. Oltre 800 ricette di mare e d'acqua dolce
Ashley Thirleby (Tantra. Un invito a vivere l'affettività, l'amore e l'erotismo in modo libero e completo)
Walter Pedrotti (Tisane semplici per vivere meglio)
Paulo Coelho (Il Manuale del Guerriero della Luce)
I Vangeli degli Apostoli
Haziel (Il grande libro dei sogni, Il nostro Angelo Custode)
Montse Osuna (Le Magie della Strega Moderna)
Prossimamente:
Dan Brown (Il codice Da Vinci)
Vanna de Angelis (Il libro nero della caccia alle Streghe, Dalla parte delle Streghe)
Osho (Ricominciare da Sé)
Leo Buscaglia (Amore)
Da comprare:
Vicki Noble (La Dea Doppia, Il Risveglio della Dea)
Edgar Rice Burroughs (Ciclo Marziano: Sotto le lune di Marte, Il Signore della Guerra di Marte, Thuvia, Fanciulla di Marte, Le Pedine di Marte, La Mente di Marte, Il Guerriero di Marte, Le Spade di Marte, Gli Uomini Sintetici di Marte, Lhana di Gathol del Pianeta Marte; Ciclo Lunare: La Fanciulla Lunare, Gli Uomini della Luna, Il Falco Rosso; Ciclo Venusiano: I Pirati di Venere, Perduti su Venere, Carson di Venere, Odissea su Venere, Il Mago di Venere)
Anaïs Nin (Il Delta di Venere, Uccellini)
Ivo Andric (Il Ponte sulla Drina)
Jacopo Fo (La Scopata Galattica)
Roger Zelazny/Robert Schekley (Voglio la testa del principe azzurro)
Thomas Harris (Hannibal, Drago Rosso, Il Silenzio degli Innocenti)
Anna Filiputti (Ipnosi)
Peter Schellenbaum (Il No in amore – dipendenza e autonomia nella vita di coppia)
Vera Peiffer (Sapersi lasciare)
Michele Scapino (Io sono tornato – il mistero della reincarnazione)
John Gray (Gli uomini vengono da Marte le donne da Venere)
Gilberto Gamberini (Ipnosi)
Thomas A. Harris (Io sono Ok, tu sei Ok )
Brian Weiss (Molte Vite un solo Amore, Messaggi dai Maestri, Lo Specchio del Tempo, Molte Vite molti Maestri)
Paulo Coelho (Il Cammino di Santiago, L’Alchimista, Il Diavolo e la signorina Prim, Sulla sponda del fiume Piedra mi son seduta e ho pianto, Veronika decide di morire, Monte Cinque, Undici minuti, Lo Zahir)
Willy Pasini (A cosa serve la coppia, L’autostima)
Francesco Alberoni (L’arte del Comando, Il Primo Amore)
Olga Kharitidi (Il Maestro dei Sogni)
Antoine de Saint-Exupéry (Il Piccolo Principe)
Spencer Johnson (Chi ha spostato il mio formaggio?)
Mitch Albom (Cinque persone che incontri in cielo)
Mario Pincherle (trad. – Il Quinto Vangelo di Tommaso)
Kahil Gibran (Lettere d’amore del Profeta – a cura di Paulo Coelho)
Hernàn Huarache Mamani (La Profezia della Curandera)
Carlos Castaneda (L’Arte di sognare)
Clarissa Pinkola Estés (Donne che corrono coi Lupi)
In corso:
Eduardo Giannetti (Le bugie con cui viviamo)
Claudio Baglioni (Senza Musica)
Miranda Gray (Luna Rossa - Capire e usare i doni del ciclo mestruale)
Vanna de Angelis (Le Streghe)
Dalaï-Lama (Il Dalaï-Lama parla di Gesù)
Kahil Gibran (Il Profeta)
Manuali:
AAVV (Meravigliose erbe. Cucina, bellezza, salute: guida pratica dalla A alla Z)
Reto Vital (Il Grande Libro della Cristalloterapia)
Il cucchiaio azzurro. Oltre 800 ricette di mare e d'acqua dolce
Ashley Thirleby (Tantra. Un invito a vivere l'affettività, l'amore e l'erotismo in modo libero e completo)
Walter Pedrotti (Tisane semplici per vivere meglio)
Paulo Coelho (Il Manuale del Guerriero della Luce)
I Vangeli degli Apostoli
Haziel (Il grande libro dei sogni, Il nostro Angelo Custode)
Montse Osuna (Le Magie della Strega Moderna)
Prossimamente:
Dan Brown (Il codice Da Vinci)
Vanna de Angelis (Il libro nero della caccia alle Streghe, Dalla parte delle Streghe)
Osho (Ricominciare da Sé)
Leo Buscaglia (Amore)
Da comprare:
Vicki Noble (La Dea Doppia, Il Risveglio della Dea)
mercoledì, dicembre 14, 2005
Meno tre!
Fra tre giorni esatti sarò all’interno del Mandela Forum di Firenze in trepidante attesa dell’inizio del XI Raduno Clab! Approfitterò dell’attesa per conoscere qualche Reginella/o, preparare la macchina fotografica… sgranocchiare qualcosa con il mio amore (che prego di fare di tutto per sopportarmi e supportarmi in questo giorno per me sacro).
Non ho avuto tempo ne’ voglia di preparare nulla, contrariamente all’iniziale entusiasmo e al desiderio di inventare e costruire coreografie per questo raduno. Ho solo il desiderio di arrivare là dentro e godermi il tutto.
Non ho avuto tempo ne’ voglia di preparare nulla, contrariamente all’iniziale entusiasmo e al desiderio di inventare e costruire coreografie per questo raduno. Ho solo il desiderio di arrivare là dentro e godermi il tutto.
lunedì, dicembre 12, 2005
Un lungo week end alle terme…
Yes, ne avevo proprio voglia! Di caldo, di intimità con il mio amore, di natura, di arte.
Siamo partiti venerdì e tornati ieri sera. Un tempo da lupi, vento e acqua e freddo, ideale per stare in ammollo o sotto il piumone. Abbiamo alloggiato all’Agriturismo Le Crete, divorato le crostate di marmellata fatta in casa della signora Patrizia, ci siamo immersi nelle calde piscine dell’Antica Querciolaia e girato in lungo e in largo Le Crete Senesi, fatto un giretto in piazza del Campo e gradito molto il tiepido sole al bordo della piazza del Palio, apprezzato la bellezza della Fonte Gaia di Jacopo della Quercia, ci siamo scaldati con un caffè dal Nannini… pranzato con panini con affettati nostrani e pecorino di Pienza e birra ad Asciano, e con l'Americano ai Cattivi Frati di Buonconvento.
Siamo partiti venerdì e tornati ieri sera. Un tempo da lupi, vento e acqua e freddo, ideale per stare in ammollo o sotto il piumone. Abbiamo alloggiato all’Agriturismo Le Crete, divorato le crostate di marmellata fatta in casa della signora Patrizia, ci siamo immersi nelle calde piscine dell’Antica Querciolaia e girato in lungo e in largo Le Crete Senesi, fatto un giretto in piazza del Campo e gradito molto il tiepido sole al bordo della piazza del Palio, apprezzato la bellezza della Fonte Gaia di Jacopo della Quercia, ci siamo scaldati con un caffè dal Nannini… pranzato con panini con affettati nostrani e pecorino di Pienza e birra ad Asciano, e con l'Americano ai Cattivi Frati di Buonconvento.
martedì, dicembre 06, 2005
Manifesto!
Si precisa
Che ogni donna – sia essa libera o meno – a livello fisico, sociale, politico, religioso, familiare o quant’altro – è intimamente comprensiva sensibile tenera e disponibile – creativa viva vivace e saggia – perché tali qualità fanno parte dell’animo femminile. Ogni presunta o dichiarata mancanza di tali qualità è una mera invenzione del mondo esterno che opprime e comprime il palpitante cuore della donna. Esistono solo donne che hanno iniziato o meno il percorso di crescita personale, donne più o meno risvegliate, donne più o meno connesse all’energia cosmica e alla grande madre (alla Natura). Ma che tale seme è in ogni donna.
Si dichiara
Che il cammino non finisce mai e che ciò crea più gioia che sconforto, in quanto il piacere e il godimento sono nel percorrere il cammino che ha sempre qualcosa da insegnare, piuttosto che nell’ipotetico approdo ad un qualsivoglia dove.
Si avvisa
Che sono i momenti difficili che più insegnano e un momento difficile può essere anche un momento felice in quanto non siamo abituate ad accogliere la gioia perché difficilmente pensiamo di meritarla. Pertanto disporsi ad accoglierla significa mettersi in gioco.
Che provoca più sofferenza la rinuncia a superare un ostacolo che il contrario, perché adagiarsi comodamente in un atteggiamento vittimistico ci esonera dalla lotta ma anche dalla vittoria.
Si rivendica
Il diritto a sbagliare, a non essere buone e comprensive quando questo lede il rispetto e la stima di noi stesse secondo il nostro proprio modo di sentire, ad interrompere una conversazione quando sentiamo che ci provoca una perdita di energia, a dire no nel momento in cui desideriamo dire no, a vivere secondo i nostri cicli interiori, a disobbedire alle regole, a chiedere ciò che desideriamo, a desiderare e provare piacere senza vergogna. Il diritto alle nostre idee, alle nostre aspirazioni, alle nostre emozioni, al nostro punto di vista. Il diritto al tempo per noi stesse, alla cultura, all’immagine di noi stesse, alla nostra mobilità.
Si auspica
Che le donne ancora accecate da questa cultura e visione del mondo ancora prettamente maschile, da questa prevalente energia maschile che permea il pianeta, alzino la testa, volgano lo sguardo amorevole al cielo e aprano il loro sorriso al mondo e con la forza dell’amore si uniscano alle altre donne nella marcia verso la salvezza della Terra e dei suoi figli. Il riequilibrio delle forze.
Che ogni donna – sia essa libera o meno – a livello fisico, sociale, politico, religioso, familiare o quant’altro – è intimamente comprensiva sensibile tenera e disponibile – creativa viva vivace e saggia – perché tali qualità fanno parte dell’animo femminile. Ogni presunta o dichiarata mancanza di tali qualità è una mera invenzione del mondo esterno che opprime e comprime il palpitante cuore della donna. Esistono solo donne che hanno iniziato o meno il percorso di crescita personale, donne più o meno risvegliate, donne più o meno connesse all’energia cosmica e alla grande madre (alla Natura). Ma che tale seme è in ogni donna.
Si dichiara
Che il cammino non finisce mai e che ciò crea più gioia che sconforto, in quanto il piacere e il godimento sono nel percorrere il cammino che ha sempre qualcosa da insegnare, piuttosto che nell’ipotetico approdo ad un qualsivoglia dove.
Si avvisa
Che sono i momenti difficili che più insegnano e un momento difficile può essere anche un momento felice in quanto non siamo abituate ad accogliere la gioia perché difficilmente pensiamo di meritarla. Pertanto disporsi ad accoglierla significa mettersi in gioco.
Che provoca più sofferenza la rinuncia a superare un ostacolo che il contrario, perché adagiarsi comodamente in un atteggiamento vittimistico ci esonera dalla lotta ma anche dalla vittoria.
Si rivendica
Il diritto a sbagliare, a non essere buone e comprensive quando questo lede il rispetto e la stima di noi stesse secondo il nostro proprio modo di sentire, ad interrompere una conversazione quando sentiamo che ci provoca una perdita di energia, a dire no nel momento in cui desideriamo dire no, a vivere secondo i nostri cicli interiori, a disobbedire alle regole, a chiedere ciò che desideriamo, a desiderare e provare piacere senza vergogna. Il diritto alle nostre idee, alle nostre aspirazioni, alle nostre emozioni, al nostro punto di vista. Il diritto al tempo per noi stesse, alla cultura, all’immagine di noi stesse, alla nostra mobilità.
Si auspica
Che le donne ancora accecate da questa cultura e visione del mondo ancora prettamente maschile, da questa prevalente energia maschile che permea il pianeta, alzino la testa, volgano lo sguardo amorevole al cielo e aprano il loro sorriso al mondo e con la forza dell’amore si uniscano alle altre donne nella marcia verso la salvezza della Terra e dei suoi figli. Il riequilibrio delle forze.
lunedì, dicembre 05, 2005
Teorema 3
Parlando del rapporto sano Uomo/Donna invece, qual è la chiave di volta per mantenere in piedi l’arcobaleno dell’animo femminile? Esiste davvero un’unica ricetta, un minimo comun denominatore al quale moltiplicare ogni situazione che ti da sempre il risultato esatto? No di certo. Apparentemente si, se si parla della donna addomesticata. No ed ancora no se quella che hai al tuo fianco è una discendente diretta, una tenace seguace, apprendista della Grande Madre.
In ogni caso la risposta esatta è no.
Mai dare la tua donna per scontata. Prima di tutto, la parola stessa… scontata, ha il sapore di saldi di primavera! Niente da fare, niente sconti. E poi è importante capire per un uomo che la donna è mutevole per natura, ogni donna… a meno che non rinunci alla propria essenza e comunque resta mutevole lo stesso. Non è un’incognita algebrica che se pur incognita resta costante!
Niente panico! Riprendete la calma semplicemente rendendovi conto che è così…. è così da millenni! E’ una mutevolezza da godere e non da contrastare, arginare, mistificare, imbrogliare, asciugare. La forza della Natura contrastata crea disastri climatici ed ecologici. La natura femminile è fonte di nutrimento, di creatività, di gioia, di vita. Questo per dire che non è che una volta che hai fatto la foto alla tua donna, quella è e quella rimane. La dovrai guardare amorevolmente negli occhi ogni giorno e scoprirne la scintilla, il bagliore diverso, lo puoi condividere, ne puoi godere, ci puoi giocare se lei vuole.
In ogni caso la risposta esatta è no.
Mai dare la tua donna per scontata. Prima di tutto, la parola stessa… scontata, ha il sapore di saldi di primavera! Niente da fare, niente sconti. E poi è importante capire per un uomo che la donna è mutevole per natura, ogni donna… a meno che non rinunci alla propria essenza e comunque resta mutevole lo stesso. Non è un’incognita algebrica che se pur incognita resta costante!
Niente panico! Riprendete la calma semplicemente rendendovi conto che è così…. è così da millenni! E’ una mutevolezza da godere e non da contrastare, arginare, mistificare, imbrogliare, asciugare. La forza della Natura contrastata crea disastri climatici ed ecologici. La natura femminile è fonte di nutrimento, di creatività, di gioia, di vita. Questo per dire che non è che una volta che hai fatto la foto alla tua donna, quella è e quella rimane. La dovrai guardare amorevolmente negli occhi ogni giorno e scoprirne la scintilla, il bagliore diverso, lo puoi condividere, ne puoi godere, ci puoi giocare se lei vuole.
Così come annaffi il tuo giardino ogni giorno. Così come il fiore nel giardino da seme diventa germoglio, da germoglio si apre verso il cielo tendendo le giovani foglie ed alzando il capo, apre i petali che rendono la luce al cielo sottoforma di colore ed invitano l’insetto col proprio profumo… per poi appassire e proseguire il ciclo vitale spargendo i semi.
Altrimenti puoi decidere di mettere dei fiori di plastica in giardino, rimangono sempre uguali e non c’è bisogno di annaffiarli. Ma quella non è vita, non è sangue.
venerdì, dicembre 02, 2005
Teorema 2
Per riprendere il discorso… a volte sono rimasta allibita da discorsi sentiti fare con le mie orecchie da amiche che stimo intelligenti, del tipo : “lo sai, a me quando mi stanno troppo addosso mi scadono, per farmi innamorare mi devono tenere un po’ sulla corda!” – Permettete…io non ci credo che le cose stiano proprio così. Diciamo che questo discorso vale se quello appiccicoso non vi piace ma lo tenete in panchina perché gratifica la vostra già provata autostima e per un gusto sadico di vendetta sul genere maschile. Non ci credo che se vi circondasse d’attenzioni uno che vi piace davvero parlereste così. Il problema vero è che vi piacciono i bastardi perché facendo i bastardi s’ammantano di mistero e il mistero è intrigante ed interessante per natura. Se togliessero il velo vi apparirebbero in tutta la loro mediocrità. Perché un po’ di mistero nel gioco della seduzione è d’obbligo, quello recidivo e ad oltranza è codardia. L’uomo interessante anche senza velo, sicuro di sé senza essere arrogante e presuntuoso, colto senza essere noioso, di gradevole aspetto eppur spiritoso (il che pare essere un utopia – ma esiste – ne ho le prove) con vari altri pregi a piacere – non pensate di meritarlo e quindi non lo vedete nemmeno. Eppure anche gli uomini amano e desiderano amare. E sono lì che agognano una donna perfetta per loro. Siccome fino ad oggi quando sono stati spontanei e gentili – appiccicosi - son stati presi a pesci in faccia e hanno visto che i loro amici che facevano i bastardi erano circondati da donne adoranti – hanno preso a odiare le donne e a trattarle come si meritano. Altro discorso sentito spesse volte. Anche se la priorità apparente di un uomo è il lavoro, un uomo senza una donna non è nulla. Un luogo comune, un proverbio, un detto: Dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna. Io credo che riassuma il rapporto naturale uomo donna. Non sono femminista (devo riconoscere al movimento Femminista il merito di enormi necessari imprescindibili passi avanti del genere femminile nella società, se non altro quello di aver scardinato significativamente gli schemi sociali – è quello che hanno proposto che non mi piace e non mi convince) – e detesto il padre padrone che si arroga, con la coercizione, dei compiti di comando coatto che sono un insulto alla creatività femminile. Gli uomini e le donne sono diversi, hanno prerogative, sogni, desideri e aspirazioni, doti e virtù, sensibilità diversi ma alla fine scopi comuni. Insomma, passano per strade differenti ma vanno nello stesso posto. E il fine e il bisogno è quello di formare una solida solidale e felice famiglia. Una donna nasce madre, dal primo secondo di vita ha già tutte le caratteristiche innate della propria natura. Un uomo resta bambino, fino a ottant’anni! Facciamo un esempio. Una mamma, per aiutare il figlioletto a fare una ricerca non gli scrive il compito fisicamente, magari gli mette sotto il naso il libro giusto, finge di cadere distrattamente sull’argomento e lo stimola a fare delle riflessioni costruttive, lo aiuta a superare l’impasse di un ostacolo linguistico, sorveglia che non sprechi il tempo andando fuori tema. Il bambino torna felice a casa mostrando orgoglioso il bel voto ricevuto: mai una madre si sognerebbe di strappar di mano il compito al figlio e spiegargli che il merito non è suo ma proprio!La mamma gioisce e gode della gioia del figlio e si mostra fiera di lui perché ne è fiera davvero! Questo è il rapporto sano Donna/Uomo.
giovedì, dicembre 01, 2005
Teorema
Mi giro intorno e vedo una folla di amiche, colleghe, conoscenti, donne perse fra lacrime unghie e ripicche dietro uomini mediocri che, per darsi un tono da macho fanno i bastardi assicurandosi un folto seguito di femmine. Così come in tenera età impariamo che è piangendo che otteniamo attenzione e nutrimento, così gli uomini hanno imparato che la fedeltà della donna si ottiene – in mancanza della certezza di possedere le doti per farlo in modo naturale - solo diventando il loro tormento in modo da toglier loro la capacità di sentire senza interferenze fuorvianti.
Io sono diversa. Non so per quale arcano motivo ma per fortuna non ambisco al maltrattamento spinto. Lo riterrei un grave oltraggio alla mia persona. Forse qualcuno potrà scambiare la mia femminescenza per presunzione ma un uomo per conquistarmi deve dignitosamente sopportare i miei eccessi di prove più o meno palesi. E la dignità non è meno importante della pazienza, anzi. E se non lo fa, peggio per lui. Non sono mica merce a buon mercato, perché mai dovrei correr dietro all’acquirente! Mi sento un bel negozio di lusso nel quale non si fanno mai i saldi. E se voglio, lo sconto lo faccio io! Io costo... ma vendo roba bella! ;)
Io sono diversa. Non so per quale arcano motivo ma per fortuna non ambisco al maltrattamento spinto. Lo riterrei un grave oltraggio alla mia persona. Forse qualcuno potrà scambiare la mia femminescenza per presunzione ma un uomo per conquistarmi deve dignitosamente sopportare i miei eccessi di prove più o meno palesi. E la dignità non è meno importante della pazienza, anzi. E se non lo fa, peggio per lui. Non sono mica merce a buon mercato, perché mai dovrei correr dietro all’acquirente! Mi sento un bel negozio di lusso nel quale non si fanno mai i saldi. E se voglio, lo sconto lo faccio io! Io costo... ma vendo roba bella! ;)
Come TUTTE le DONNE! Se avessero la pazienza d'attendere l'estimatore giusto...
Solo con Corrado ho avuto una pazienza sovrumana - quasi angelica - che ha rischiato di farmi venire spesse volte un travaso di bile. Ero certa che ne valesse la pena perché avevo riconosciuto fra le sbarre delle prigioni che ci attanagliavano al momento, l’uomo perfetto per me. Sono stata lentamente perseverante senza mai costringermi a compiacere il suo ego. Solo volutamente, a scopo acquisitivo. E non nascondo di aver provato un sottile piacere nel prendermi gioco di questo bisogno maschile. Gratificazione indotta. Insomma, non se n’è mai accorto o comunque non ne ha mai avuto le prove dei miei cedimenti emotivi e questo lo disturbava non poco! Perché voi uomini non ci siete abituati alla donna (solo apparentemente) distrattamente impassibile e di solito scappate a gambe levate da siffatta femmina. Vi garba un monte quella che vi chiama, vi cerca, vi messaggia allorquando siete spariti dopo un coito ambulante, della cui gradevolezza ella non ha avuto nemmen modo di rendersi conto, troppo presa a far presa su di voi (invece di prendervi a sberle!), quella che vi fate vivi ogni tanto se fa cenno d’essersi stancata a rincorrervi o solo se ha allentato il passo, quella – insomma - che gratifica il vostro ego di maschio col complesso del pisello piccolo. Quella che non vede perché ha troppo fumo negl’occhi e quel che brucia è la propria autostima. Quella alle cui spalle potete fare di tutto perché non si volta mai, annichilita dall’insicurezza.
Donne – se scappano, lasciateli scappare – ma avete mai visto la Gioconda o I Girasoli scendere dalla cornice e rincorrere un visitatore che non si è soffermato abbastanza a guardarli per accorgersi che sono dei capolavori? Peggio per loro. Se sono sciocchi, ignoranti, vuoti o insensibili. Che vorreste mica un uomo così accanto? Ma secondo voi, un cuoco appassionato vorrebbe cucinare per un habitué del McDonalds? Che valore possono avere le perle per i porci? E allora, smettete di gettarvi nella loro merda! Siete preziose, creative, uniche, meravigliose. Fiori rari in attesa della mano che saprà cogliervi. Non fatevi strappare come foste erbaccia. E’ bene che davanti al quadro si fermi solo colui che è in grado di cogliere i dettagli e le sfumature, apprezzare lo spessore e la curvatura della pennellata, valutare l’atmosfera, interpretare il momento… gli altri sono solo perdita di tempo. Quelli che gettano un’occhiata frettolosa e passano senza quasi soffermarsi tranne che per sbirciare narcisisticamente il riflesso del proprio volto sulla cornice lucida, è bene che passino oltre e possibilmente trovino la pace del moscerino sul parabrezza, che prima o poi incontreranno nel loro svolazzare. Selezione naturale.
E se avete sempre fatto così… si può cambiare!
Donne – se scappano, lasciateli scappare – ma avete mai visto la Gioconda o I Girasoli scendere dalla cornice e rincorrere un visitatore che non si è soffermato abbastanza a guardarli per accorgersi che sono dei capolavori? Peggio per loro. Se sono sciocchi, ignoranti, vuoti o insensibili. Che vorreste mica un uomo così accanto? Ma secondo voi, un cuoco appassionato vorrebbe cucinare per un habitué del McDonalds? Che valore possono avere le perle per i porci? E allora, smettete di gettarvi nella loro merda! Siete preziose, creative, uniche, meravigliose. Fiori rari in attesa della mano che saprà cogliervi. Non fatevi strappare come foste erbaccia. E’ bene che davanti al quadro si fermi solo colui che è in grado di cogliere i dettagli e le sfumature, apprezzare lo spessore e la curvatura della pennellata, valutare l’atmosfera, interpretare il momento… gli altri sono solo perdita di tempo. Quelli che gettano un’occhiata frettolosa e passano senza quasi soffermarsi tranne che per sbirciare narcisisticamente il riflesso del proprio volto sulla cornice lucida, è bene che passino oltre e possibilmente trovino la pace del moscerino sul parabrezza, che prima o poi incontreranno nel loro svolazzare. Selezione naturale.
E se avete sempre fatto così… si può cambiare!
E se vi piace così, smettete di lagnarvi e di parlare male delle donne, please! :-)
mercoledì, novembre 30, 2005
Vaccini
Stò un po’ latitando a causa di un virus (almeno io credo si tratti di questo, anche se il mio collega esperto dice di no) che non mi da modo di collegarmi continuativamente a internet e non mi lascia usare il programma di videoscrittura in modo decente. Stamani dovrebbe arrivare il beneamato intervento del tecnico e quindi sono ad una postazione diversa approfittando dell’assenza di una collega e quindi sono qui!
Ieri sera ho ascoltato alla radio la trasmissione di Mollica… che disappunto non essere li, caspiterina! Perdincibacco!
Ieri sera ho ascoltato alla radio la trasmissione di Mollica… che disappunto non essere li, caspiterina! Perdincibacco!
mercoledì, novembre 23, 2005
Parole parole
Sono riuscita a lasciare il mio nome e il mio numero in segreteria! Giuro che se ce la facciamo ad andare alla trasmissione il 29 novembre, non chiederò niente di più a Babbo Natale!!! :)
Sono una donna che vive d'emozioni e non di cose!
Intanto ho ricevuto l'invito per il Raduno... e faccio il conto alla rovescia!
Sono una donna che vive d'emozioni e non di cose!
Intanto ho ricevuto l'invito per il Raduno... e faccio il conto alla rovescia!
martedì, novembre 22, 2005
Milano da bere
Ho avuto la bella idea di un «viaggio» mordi e fuggi a Milano. Io non c’ero mai stata; passata si… di striscio in autostrada, come scalo in aeroporto… e ritenevo che fosse una grossa mancanza la mia. Perché credevo che Milano fosse una metropoli europea. Avendo vissuto a Parigi, brevemente a Stoccarda, visitato fugacemente Londra Lione Atene Monaco e Innsbruck, visto città dell’Europa “povera” come Spalato, Fiume, Dubrovnik, Zagabria ma anche grandi città italiane come Roma, naturalmente tutte le toscane, ma anche Bologna, Venezia, Ferrara, Catania, Reggio Calabria... mai mi era capitato di essere così delusa da una città!
A Milano si fa il breakfast, il lunch, il brunch, l’happy hour e si spende un capitale per mangiare e bere dei veri porcai! Per Milano girano come zombie personaggi ombre di se stessi che rincorrono inutilmente icone di benessere a discapito della parte vera dell’essere umano. Bruttissima impressione. Non me ne vogliano i “milanesi” ma non li invidio per niente!

E per fortuna che alla Triennale c’era The Keith Haring Show! Non avrei mai creduto mi potesse piacere così tanto! A prima vista lo si potrebbe prendere per un ciarlatano ed è questa la sua forza, perché ti trascina dentro la sua follia in un battibaleno e dopo qualche tela inizi a pensare che fosse un genio! Un visionario, un utopista che si è dato totalmente al suo sogno – visione onirica - e alla sua missione. Magari se Milano fosse stata bella, non saremmo nemmeno entrati in un museo e ci saremmo persi questo spettacolo!
Credo sia una fortuna non essere mai tristi al momento di rientrare da un viaggio. Perché comunque è sempre una festa accarezzare con gli occhi le care dolci colline trapuntate di vigneti, orlate di cipressi, incastonate di splendidi borghi, ricamate da sinuose strade di campagna della mia cara splendida Toscana. Che sia estate o inverno, primavera o autunno, i colori sono sempre una gioia, gli odori fragranti. Le feste e le sagre non mancano mai a ricordare i cicli della Natura e la Natura è profondamente nella nostra cultura e nel nostro quotidiano.
Milano è brutta, veramente brutta e anonima.
Ecco, anonima è la parola giusta! Non sa di niente, non dimostra un carattere, uno stile, un’anima. E’ vuota, insipida. Sporca, incompiuta. Non esiste una strada senza una transenna, un cantiere aperto. Una via senza un muro scritto, scarabocchiato, imbrattato. Un locale che dia l’impressione di essere schietto, originale, incontaminato, ricercato in modo sincero e non artificioso. A Milano si fa il breakfast, il lunch, il brunch, l’happy hour e si spende un capitale per mangiare e bere dei veri porcai! Per Milano girano come zombie personaggi ombre di se stessi che rincorrono inutilmente icone di benessere a discapito della parte vera dell’essere umano. Bruttissima impressione. Non me ne vogliano i “milanesi” ma non li invidio per niente!
E per fortuna che alla Triennale c’era The Keith Haring Show! Non avrei mai creduto mi potesse piacere così tanto! A prima vista lo si potrebbe prendere per un ciarlatano ed è questa la sua forza, perché ti trascina dentro la sua follia in un battibaleno e dopo qualche tela inizi a pensare che fosse un genio! Un visionario, un utopista che si è dato totalmente al suo sogno – visione onirica - e alla sua missione. Magari se Milano fosse stata bella, non saremmo nemmeno entrati in un museo e ci saremmo persi questo spettacolo!
Credo sia una fortuna non essere mai tristi al momento di rientrare da un viaggio. Perché comunque è sempre una festa accarezzare con gli occhi le care dolci colline trapuntate di vigneti, orlate di cipressi, incastonate di splendidi borghi, ricamate da sinuose strade di campagna della mia cara splendida Toscana. Che sia estate o inverno, primavera o autunno, i colori sono sempre una gioia, gli odori fragranti. Le feste e le sagre non mancano mai a ricordare i cicli della Natura e la Natura è profondamente nella nostra cultura e nel nostro quotidiano.
giovedì, novembre 10, 2005
Doppi e mezzi sensi...
Amore... sei proprio la mia mezza mela! :)
Credevo di essere la tua BANANA!
Ah... hai ragione scusa. Sei la mia MEZZA banana!:)
Hahaha!
Scusa sai ma te la sei cercata! Me l'hai messa praticamente in bocca! :)
Credevo di essere la tua BANANA!
Ah... hai ragione scusa. Sei la mia MEZZA banana!:)
Hahaha!
Scusa sai ma te la sei cercata! Me l'hai messa praticamente in bocca! :)
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