giovedì, dicembre 01, 2005

Teorema

Mi giro intorno e vedo una folla di amiche, colleghe, conoscenti, donne perse fra lacrime unghie e ripicche dietro uomini mediocri che, per darsi un tono da macho fanno i bastardi assicurandosi un folto seguito di femmine. Così come in tenera età impariamo che è piangendo che otteniamo attenzione e nutrimento, così gli uomini hanno imparato che la fedeltà della donna si ottiene – in mancanza della certezza di possedere le doti per farlo in modo naturale - solo diventando il loro tormento in modo da toglier loro la capacità di sentire senza interferenze fuorvianti.
Io sono diversa. Non so per quale arcano motivo ma per fortuna non ambisco al maltrattamento spinto. Lo riterrei un grave oltraggio alla mia persona. Forse qualcuno potrà scambiare la mia femminescenza per presunzione ma un uomo per conquistarmi deve dignitosamente sopportare i miei eccessi di prove più o meno palesi. E la dignità non è meno importante della pazienza, anzi. E se non lo fa, peggio per lui. Non sono mica merce a buon mercato, perché mai dovrei correr dietro all’acquirente! Mi sento un bel negozio di lusso nel quale non si fanno mai i saldi. E se voglio, lo sconto lo faccio io! Io costo... ma vendo roba bella! ;)
Come TUTTE le DONNE! Se avessero la pazienza d'attendere l'estimatore giusto...
Solo con Corrado ho avuto una pazienza sovrumana - quasi angelica - che ha rischiato di farmi venire spesse volte un travaso di bile. Ero certa che ne valesse la pena perché avevo riconosciuto fra le sbarre delle prigioni che ci attanagliavano al momento, l’uomo perfetto per me. Sono stata lentamente perseverante senza mai costringermi a compiacere il suo ego. Solo volutamente, a scopo acquisitivo. E non nascondo di aver provato un sottile piacere nel prendermi gioco di questo bisogno maschile. Gratificazione indotta. Insomma, non se n’è mai accorto o comunque non ne ha mai avuto le prove dei miei cedimenti emotivi e questo lo disturbava non poco! Perché voi uomini non ci siete abituati alla donna (solo apparentemente) distrattamente impassibile e di solito scappate a gambe levate da siffatta femmina. Vi garba un monte quella che vi chiama, vi cerca, vi messaggia allorquando siete spariti dopo un coito ambulante, della cui gradevolezza ella non ha avuto nemmen modo di rendersi conto, troppo presa a far presa su di voi (invece di prendervi a sberle!), quella che vi fate vivi ogni tanto se fa cenno d’essersi stancata a rincorrervi o solo se ha allentato il passo, quella – insomma - che gratifica il vostro ego di maschio col complesso del pisello piccolo. Quella che non vede perché ha troppo fumo negl’occhi e quel che brucia è la propria autostima. Quella alle cui spalle potete fare di tutto perché non si volta mai, annichilita dall’insicurezza.
Donne – se scappano, lasciateli scappare – ma avete mai visto la Gioconda o I Girasoli scendere dalla cornice e rincorrere un visitatore che non si è soffermato abbastanza a guardarli per accorgersi che sono dei capolavori? Peggio per loro. Se sono sciocchi, ignoranti, vuoti o insensibili. Che vorreste mica un uomo così accanto? Ma secondo voi, un cuoco appassionato vorrebbe cucinare per un habitué del McDonalds? Che valore possono avere le perle per i porci? E allora, smettete di gettarvi nella loro merda! Siete preziose, creative, uniche, meravigliose. Fiori rari in attesa della mano che saprà cogliervi. Non fatevi strappare come foste erbaccia. E’ bene che davanti al quadro si fermi solo colui che è in grado di cogliere i dettagli e le sfumature, apprezzare lo spessore e la curvatura della pennellata, valutare l’atmosfera, interpretare il momento… gli altri sono solo perdita di tempo. Quelli che gettano un’occhiata frettolosa e passano senza quasi soffermarsi tranne che per sbirciare narcisisticamente il riflesso del proprio volto sulla cornice lucida, è bene che passino oltre e possibilmente trovino la pace del moscerino sul parabrezza, che prima o poi incontreranno nel loro svolazzare. Selezione naturale.
E se avete sempre fatto così… si può cambiare!
E se vi piace così, smettete di lagnarvi e di parlare male delle donne, please! :-)

mercoledì, novembre 30, 2005

Vaccini

Stò un po’ latitando a causa di un virus (almeno io credo si tratti di questo, anche se il mio collega esperto dice di no) che non mi da modo di collegarmi continuativamente a internet e non mi lascia usare il programma di videoscrittura in modo decente. Stamani dovrebbe arrivare il beneamato intervento del tecnico e quindi sono ad una postazione diversa approfittando dell’assenza di una collega e quindi sono qui!
Ieri sera ho ascoltato alla radio la trasmissione di Mollica… che disappunto non essere li, caspiterina! Perdincibacco!

mercoledì, novembre 23, 2005

Parole parole

Sono riuscita a lasciare il mio nome e il mio numero in segreteria! Giuro che se ce la facciamo ad andare alla trasmissione il 29 novembre, non chiederò niente di più a Babbo Natale!!! :)
Sono una donna che vive d'emozioni e non di cose!
Intanto ho ricevuto l'invito per il Raduno... e faccio il conto alla rovescia!

martedì, novembre 22, 2005

Milano da bere

Ho avuto la bella idea di un «viaggio» mordi e fuggi a Milano. Io non c’ero mai stata; passata si… di striscio in autostrada, come scalo in aeroporto… e ritenevo che fosse una grossa mancanza la mia. Perché credevo che Milano fosse una metropoli europea. Avendo vissuto a Parigi, brevemente a Stoccarda, visitato fugacemente Londra Lione Atene Monaco e Innsbruck, visto città dell’Europa “povera” come Spalato, Fiume, Dubrovnik, Zagabria ma anche grandi città italiane come Roma, naturalmente tutte le toscane, ma anche Bologna, Venezia, Ferrara, Catania, Reggio Calabria... mai mi era capitato di essere così delusa da una città!
Milano è brutta, veramente brutta e anonima.
Ecco, anonima è la parola giusta! Non sa di niente, non dimostra un carattere, uno stile, un’anima. E’ vuota, insipida. Sporca, incompiuta. Non esiste una strada senza una transenna, un cantiere aperto. Una via senza un muro scritto, scarabocchiato, imbrattato. Un locale che dia l’impressione di essere schietto, originale, incontaminato, ricercato in modo sincero e non artificioso.
A Milano si fa il breakfast, il lunch, il brunch, l’happy hour e si spende un capitale per mangiare e bere dei veri porcai! Per Milano girano come zombie personaggi ombre di se stessi che rincorrono inutilmente icone di benessere a discapito della parte vera dell’essere umano. Bruttissima impressione. Non me ne vogliano i “milanesi” ma non li invidio per niente!
Keith Haring
E per fortuna che alla Triennale c’era The Keith Haring Show! Non avrei mai creduto mi potesse piacere così tanto! A prima vista lo si potrebbe prendere per un ciarlatano ed è questa la sua forza, perché ti trascina dentro la sua follia in un battibaleno e dopo qualche tela inizi a pensare che fosse un genio! Un visionario, un utopista che si è dato totalmente al suo sogno – visione onirica - e alla sua missione. Magari se Milano fosse stata bella, non saremmo nemmeno entrati in un museo e ci saremmo persi questo spettacolo!

Credo sia una fortuna non essere mai tristi al momento di rientrare da un viaggio. Perché comunque è sempre una festa accarezzare con gli occhi le care dolci colline trapuntate di vigneti, orlate di cipressi, incastonate di splendidi borghi, ricamate da sinuose strade di campagna della mia cara splendida Toscana. Che sia estate o inverno, primavera o autunno, i colori sono sempre una gioia, gli odori fragranti. Le feste e le sagre non mancano mai a ricordare i cicli della Natura e la Natura è profondamente nella nostra cultura e nel nostro quotidiano.

giovedì, novembre 10, 2005

Doppi e mezzi sensi...

Amore... sei proprio la mia mezza mela! :)
Credevo di essere la tua BANANA!
Ah... hai ragione scusa. Sei la mia MEZZA banana!:)
Hahaha!
Scusa sai ma te la sei cercata! Me l'hai messa praticamente in bocca! :)

mercoledì, novembre 09, 2005

Mai prendersi troppo sul serio

Un paio di giorni fa stavo parlando con il mio ragazzo al telefono. Presa da un impeto d’amore, parafrasando una recensione scritta sul retro di Donne che corrono coi lupi, gli dicevo qualcosa del tipo: “perché tu sei un uomo che corre con una donna che corre coi lupi”. E lui, per niente scosso o emozionato da questo attestato di stima, con un tono un po’ alla Panariello mi risponde: “senti là in quanti siamo a correre!”.
Sono tre giorni che ogni tanto ci ripenso e rido. E’ proprio l’uomo per me, fatto apposta per me!

martedì, novembre 08, 2005

Il Clan delle Cicatrici

Una cicatrice è lì per ricordarti una ferita. Perché sennò? Una cicatrice può indurti a valutare i rischi e allo stesso tempo ricordarti che ce l’hai fatta e che sei guarita. E che hai saputo superare le prove in passato e quindi potrai superarne delle altre. Se sposto la testa di lato e con la coda dell’occhio guardo indietro al mio passato, è delle cicatrici che sono orgogliosa. Sono loro che rendono robuste le mie gambe. A volte anche pesanti ed è difficile fare un passo avanti. Ma basta che porti la mia attenzione al disagio e là dentro è racchiusa la risposta. I segreti invece sono la morte dell’anima. La Donna Selvaggia continua a vivere e respirare a fatica dentro di noi e a cercare la falla da spaccare per venire fuori ad ululare. Tenere dentro di sé segreti vergognosi, avere dolori di cui non si può parlare, privarsi del perdono, crea ferite che non si cicatrizzano, imputridiscono ed avvelenano la nostra psiche, che non rendono forti ma vulnerabili. Un segreto può essere un tradimento, un desiderio giudicato, una debolezza, un dramma familiare al quale si è costrette a partecipare mantenendo il silenzio, un’ambizione audace repressa, un sentimento mai dichiarato.
[…] Se tuttavia una donna desidera serbare i suoi istinti e la capacità di muoversi liberamente nella psiche, può rivelare il suo o i suoi segreti ad un essere umano degno di fiducia, tutte le volte che lo ritiene necessario. Di solito una ferita non viene disinfettata e poi abbandonata a se stessa: viene pulita e medicata più volte mentre va guarendo.
Quando un segreto viene finalmente rivelato, all’anima occorre di più di una semplice risposta come: “Davvero? Ma che peccato” oppure “Insomma, tanto si sa che la vita è dura”. Chi parla deve cercare di non svalorizzare la questione. Ed è una fortuna se chi ascolta lo fa col cuore aperto e trasale, rabbrividisce, prova quel dolore senza crollare. In parte la guarigione da un segreto sta nel raccontarlo in modo che altri ne siano toccati. Così una donna comincia a riprendersi dalla vergogna ricevendo il soccorso e le cure che le mancarono al momento del trauma. […]
E’ così che si cura la ferita. Condividendo il segreto. Non semplicemente raccontandolo ma condividendolo. Talvolta si racconta per acuire il dolore, si racconta alle persone sbagliate per farsi ulteriormente giudicare e si tace alle persone che ci amano per timore che non ci amino più. O per timore che ci comprendano, più che per il contrario. Una volta ho passato una serata strana con un’amica, complici forse consapevoli due Negroni, in un luogo del tutto inusuale per aprire l’anima, in mezzo alla folla e al rumore assordante ci siamo aperte l’un l’altra e ci siamo scoperte profondamente unite e abbiamo condiviso le paure e il dolore. Mi sa che una delle foto là sotto è stata scattata proprio quella stessa sera.
Quella sera quella mia amica è entrata a pieno titolo nella mia tribù, ovvero nel Clan delle Cicatrici.

lunedì, ottobre 31, 2005

Halloween

Ragazze... stanotte è la nostra notte! Piantate le radici, connettetevi all'energia della luna nuova... riempitevi della sua energia! E' l'ora di esprimere il vostro desiderio!!!

L'orso della luna crescente

Ho quasi finito di leggere Donne che corrono coi lupi... Mi mancherà, forse un giorno lo rileggerò. Ho iniziato a leggerlo nel luglio del 2004... impossibile leggerlo più velocemente. E' veramente molto intenso e denso di energia, entusiasmante. Un libro che ti accompagna e ti forma. Ti aspetta e ti forgia. Ho incontrato una storia speciale, che mi ha colpita più delle altre perchè l'ho vissuta in prima persona.
E' un libro che consiglio a tutte le donne.

sabato, ottobre 29, 2005

A trentatrè anni ho capito che...

... la maggior parte della gente ha paura a stare da sola e s'accoppia a caso. Ci son quelli a cui va bene tutto, basta poter ricalcare tranquillamente e senza pretese la vita che la società ha programmato. Quelli a cui non va bene tutto invece, chiudendo gli occhi della mente sovrappongono, all'altra persona una persona ideale e poi pian piano si abituano. A volte le cose che non piacciono sono talmente evidenti che pur di non vederle si autoaccusano di peccare di superficialità. Anche io sono stata educata dalla società, anche io ho avuto paura a stare da sola, anche io ho fatto finta di non vedere. Ringrazio chi ha messo dentro di me questo mio terribile infaticabile implacabile carattere per cui non posso, non ce la faccio a tenere la testa sotto. Ringrazio mia madre che, seppur essendo stata il maggiore strumento di quella società omologatrice mi ha trasmesso la tenacia, l'orgoglio dell'autosufficienza, la devozione ai propri ideali; ringraziol'angelo che ha messo sulla mia strada Alessandra. Per diversi motivi. Con il suo aiuto, più o meno consapevole, ho scardinato diversi schemi e cliché. La fiducia e stima nel sesso femminile, la sorellanza. Mi ha insegnato che non ci si deve vergognare della propria capacità di sedurre per paura di apparire sciocche e superficiali ma anzi, dobbiamo andare fiere del nostro potere: il nostro cervello si giudica a parte! Mi ha spinta a vivere a pieno la mia femminilità!Con la sua fragilità e le sue ansie mi ha insegnato che sono in grado di donare. Con la sua amicizia e presenza, che sono capace di ricevere. Con la sua comprensione e appoggio, che ho il diritto ad essere imperfetta e non per questo indegna di amore. Sembrano sciocchezze, soprattutto agli uomini. Perchè la loro educazione condiziona in altri modi. Lo stesso angelo deve aver messo sulla mia strada anche Sonia, che mi ha insegnato che si vive benissimo anche senza un uomo, anche se vorrei tanto che lo stesso angelo le mettesse sulla strada la persona giusta per lei. Con lei ho vissuto la libertà ed ho scoperto che non c'è niente di male in questo. Libertà di scegliere dove passare una serata secondo l'istinto e la voglia del momento e non seguendo una logica femminile condizionata, libertà di mettersi una gonna e un bel paio di tacchi in barba al giudizio e all'invidia delle altre donne. Libertà di mettersi anche in pantaloni se non ti senti più a tuo agio perchè magari hai messo su qualche chilo, senza per questo essere giudicate e criticate. Libertà di esser se stessi, alla faccia di chi ci vorrebbe diversi!
E' merito delle mie tre migliori amiche se sono quella che sono e non quella che credevo di dover essere... ed anche mio. Viva le donne!
Tutto questo discorso per arrivare dove? Che c'entra con la premessa? C'entra... eccome se c'entra! Perchè ho dovuto lavorare molto su me stessa prima di poter esser pronta a questo amore!

martedì, ottobre 25, 2005

Il Risveglio della Dea

Ieri sera si è concluso il ciclo di tre serate che aveva come tema “la natura della femminilità”. L’energia femminile e la natura selvaggia del femminino ed in futuro il tantra e l’energia sessuale sono temi che mi affascinano e stimolano la voglia di lavorare su me stessa. Abbiamo delle risorse meravigliose dentro il nostro utero! Vorrei davvero tanto poter far diventare tutto questo il mio lavoro un giorno… per avere ancora più tempo da poter dedicare all’esercizio e spazio per sperimentare. Giocherellando con Google ho trovato questo convegno che mi pare interessante, così come anche i libri di cui si parlerà. ilrisvegliodelladea

Visitina lampo al cimitero

Mi soffermo nella cappella di famiglia giusto il tempo di un paio di preghiere e due chiacchiere con la nonna, le lascio un fiore. E’ buio, adesso fa buio presto… mancavano pochi minuti alle sette. Mi sentivo molto serena e al sicuro aggirandomi sola fra le tombe, come se mi sentissi protetta da quelle anime sagge di un’altra dimensione. Mi avvio comunque verso l’uscita per timore che mi chiudano dentro. Avevo provato a leggere l’orario fuori dall’entrata ma era mezzo cancellato, però non doveva mancar molto. Non che mi spaventasse l’idea di restar chiusa là dentro… ma non avevo la più pallida idea di come fare per uscirne, poi! Svolto l’angolo dirigendomi verso l’uscita… mi fermo… mi va di fare una foto… poi mi muovo di nuovo e, fermo, immobile sulla porta con le chiavi in mano un’ometto, il custode, che mi guarda stranito: “tu m’ha’ fatto piglià un colpo, il che tu’ ci fai a quest’ora… tutta vestita di nero fra le tombe!” E’ stato troppo comico! Eppure dovrebbe esser un luogo familiare per lui, mentre io ero pienissimamente a mio agio. Mi è venuto in mente di rispondergli “c’è ma d’aver aver paura de’ vivi, mica de’ morti!”

lunedì, ottobre 24, 2005

Donare il sangue non costa niente


Ieri siamo stati al pranzo sociale dei donatori della sezione di Segromigno in Monte. Dopo un iniziale imbarazzo dovuto ad almeno una cinquantina di paia d'occhi che mi scrutavano come si fa con le intruse (saremo stati almeno 500 persone = 10% di curiose - perchè erano donne quelle che mi guardavano) mi sono tranquillizzata sedendoci al tavolo insieme ai compagni d'infanzia o poco più di Corrado. Beh, ormai sono a pieno titolo nella comunità chiusa Segromignotta! Ho anche il Diploma!!! :)

mercoledì, ottobre 19, 2005

_____________RADUNO NUMERO UNDICI!!!

Allora pare sia ufficiale!
Il RADUNO sarà a FIRENZE !!!!
Claudio Baglioni
sarà a casa nostra!!! Non so descrivere la gioia che mi da questa notizia! Numero uno perché finalmente ci è stata data una data!
Il 17 dicembre alle 17…
al Palasport di FIRENZE! Numero due perché sarà a FIRENZE! E con questo dimostra ancora una volta il suo amore per la nostra bellissima città! Ho proprio voglia di partecipare attivamente all’organizzazione delle coreografie, al comitato d’accoglienza dei Clabbers e del mio amatissimo Claudio! Chissà se sarà la volta buona che riuscirò a parlarci, a fargli delle foto!(per questo sarà meglio che ci pensi Corrado, sennò verranno tutte tremolanti!)

MI SCOPPIA IL CUORE!!! :)

venerdì, ottobre 07, 2005

mercoledì, ottobre 05, 2005

Estratto conto

Per motivi di lavoro ho spesso a che fare con somme, resoconti, liste, aggiornamenti, insoluti, sconti, provvigioni, premi, scadenze…
Mi sono domandata tante volte… ma quante volte l’ho “incontrato” Claudio?
Vediamo se con l’aiuto del Web riesco a stilare una bella lista con tanto di date luoghi e nome dell’evento!
Dunque, in progressione cronologica:
1. 20 settembre 1985, Stadio Pistoia, Tour Notti di Note
2. 15 marzo 2000, Palasport Firenze, Tour Blu
3. 08 aprile 2000, Palamalaguti Bologna Tour Blu
4. 31 maggio 2000, Palaevangelisti Perugia, Tour Blu
5. 10 giugno 2000, Palaeur Roma, 6° raduno Clab
6. 19 agosto 2000, Anfiteatro Fiesole, Tour “Sogno di una notte di Note”
7. 18 agosto 2001, Sporting Club Salle des Etoiles Montecarlo, Per Incanto
8. 06 ottobre 2001, Foro Italico Stadio Pallacorda Roma, 7° raduno Clab
9. 15 dicembre 2003, Palasport Montecatini, tour Crescendo
10. 09 marzo 2004, Palasport Firenze, tour Crescendo
11. 20 luglio 2004, Parco Mediceo di Villa Demidoff Pratolino, tour Cercando
12. 12 settembre 2004, Viterbo, 10° raduno Clab
13. 07 dicembre 2004, Santa Cecilia Roma, Cercando un Gran Finale
14. 02 luglio 2005, Circo Massimo Roma, Live 8

E questo perché E festa sia di inizio anno a Roma è stato rimandato a causa dello Tsunami, il concerto a bordo del Costa Fortuna di aprile è stato annullato a causa della morte del Papa (avevamo già i biglietti) e a Lampedusa non sono potuta andare… ehm… a causa di Corrado che non poteva venire (fosse stato più vicino nulla mi avrebbe fermata!) …perché sennò la lista sarebbe stata molto più lunga!
Aspetto con impazienza che venga comunicata la data del prossimo raduno, stò andando in crisi di astinenzaaaa!
Claudio dove sei!!!!

lunedì, ottobre 03, 2005

La conquista della PAURA

Talvolta la gente trova che essere teneri e schietti sia pericoloso
e sfinente.
L'apertura sembra esigere e consumare molta energia, perciò si
preferisce nascondere il proprio cuore tenero.
La vulnerabilità può a volte rendervi nervosi.
È scomodo sentirsi nudi e crudi, perciò desiderate intorpidirvi.
Cercate qualche anestetico, qualcosa che vi fornisca intrattenimento.
Allora riuscite a dimenticare il disagio della realtà. La gente non
desidera vivere la propria schiettezza nemmeno per quindici minuti...
Per il guerriero, l'impavidità è l'opposto di quel metodo.
L'impavidità è una questione d'imparare come essere.
Sii quel che sei: questo è il messaggio, che è una
sfida per quello che chiamiamo il mondo crepuscolare,
ovvero il mondo della comodità nevrotica in cui usiamo ogni cosa
per riempire il vuoto.
(Chögyam Trungpa, "La conquista della paura" )

venerdì, settembre 30, 2005

La vertigine non è paura di cadere ma voglia di volare

Trovo quest’affermazione assolutamente geniale. Mi ha colpito in mezzo alla fronte, direttamente al terzo occhio. Sembra una frase banale ma propone un punto di vista completamente speculare a quello usuale e per questo sconvolgente. Soffro di attacchi di panico, fortunatamente leggeri, molto leggeri…. si potrebbero definire forti attacchi d’ansia. Ma sono molto invalidanti per una iperattiva indipendente come me! Soprattutto vivo questa cosa come una limitazione, come una debolezza, come una falla nelle mura della mia fortezza.
E se l’attacco di panico fosse una manifestazione della mia voglia di volare e un colpo di piccone a quelle mura troppo alte? Questa domanda mi stà facendo tremare le mani. Solo al formularla nella mia mente sento arrivare le sensazioni dell’attacco di panico. Forse è la domanda giusta.

Mi fido di te, io mi fido di te. Cosa sei disposto a perdere?

E questa pare essere la risposta. Fidarsi dell'amore, della vita, di se stessi.

Le mura tengono. Tengono ancora al sicuro questo cuore che però ha una tremenda voglia di amare. Mi sento incapace. Ecco cos’è. L’attacco di panico è la lotta fra la paura di cadere e la voglia di volare.

lunedì, settembre 26, 2005

Identità scaduta

Sono forse l’unica italiana con una foto con sfondo naturalistico sulla carta d’identità? Venerdì sono andata a rinnovare il documento e di quello scaduto mi hanno restituito la foto. Identità a rendere. Sono cambiate molte cose da quell’identità a questa.
Identità
Sono cambiata io, la mia autocoscienza e l’indirizzo di casa. Stesse considerazioni le feci a suo tempo quando rinnovai la carta scaduta quest’anno. Sempre in meglio. Paradossalmente mi sento più bella e più giovane, felice, cosciente, donna. Spero di fare le stesse considerazioni fra cinque anni. Avrò un nuovo indirizzo, sarò più consapevole e quindi serenamente felice.

mercoledì, settembre 21, 2005

Da stasera si ricomincia...

Danza del Ventre
Luglio 2004 - Saggio di Danza del Ventre

Per pigrizia, mancanza di tempo, progetti che assorbivano la mia attenzione e la mia creatività, la scorsa stagione non è a passo di danza che ho proseguito il mio cammino di crescita femminile, ma da stasera… l’energia femminile torna a ondeggiare sensualmente! Chissà se il prossimo anno riuscirai a non venire a vedermi! No che non ci riuscirai! :) Perché quel progetto eri tu! :)

lunedì, settembre 19, 2005

A dieta!

Ma non era un blog in cui si parlava d’amore questo? Dell’amore in generale, d’accordo, ma in particolare di quello che lega un uomo ad una donna…
E allora? Mi sto rammollendo? Ho messo a letto il mio spirito selvaggio? O l’ho messo a tavola con i piedi sotto e ben allungati? A giudicare dai rotolini che ho messo su, parrebbe proprio di si! :)
Perché si ingrassa quando ci si innamora? Se l’amore è corrisposto è chiaro… sennò… è il contrario! Per lo meno questo è quel che succede a me. E l’idea di mettermi a dieta da una parte mi piace, perché vorrei per una volta essere contemporaneamente innamorata ed in forma… dall’altra mi spaventa per l’associazione mentale che ho a causa delle esperienze passate (altresì detto SCHEMA) che “Helga magra” = “Helga infelice”.
Però quando ingrasso non mi piaccio più e se non mi piaccio più temo di non piacere più nemmeno al mio uomo ed entro in paranoia. Ieri il mio amore mi ha detto una delle cose più belle che mi abbia mai detto e per di più è stato anche piuttosto convincente: non dimagrire, mi piaci molto di più così che prima! (questa è la traduzione… non si può per pudore e privacy riportare la frase reale!)
A dieta mi ci metto lo stesso, perché ho deciso che voglio star bene e devo farlo per me stessa, per il mio benessere psicofisico. Devo solo trovare un modo equilibrato ma che non mi faccia morire di fame! :)

Tra fango e neve...

Magnolia (Negrita)
Lentamente scivola la tua mano su di te
Quel tanto che basta per trasformare ogni carezza in un gemito
Ti guardo accaldata contorcerti tra le lenzuola umide
Golosa ed implacabile
Forza, fammi male fin che vuoi
Lo sai

Pioggia io sarò per toglierti la sete
E sole salirò per asciugarti bene
Vento arriverò per poterti accarezzare
Ma se vuoi, se tu vuoi,
Tra fango e neve, fango e neve impazzirò

Ti ammiro per come ti approcci a questi anni mutevoli
Mi piace quel tuo senso pratico
La tua forza e l’ironia
I cieli neri intorno a noi sono soltanto nuvole
Che dolcemente soffi via
E niente può far male più
Lo sai

Pioggia io sarò per toglierti la sete
E sole salirò per asciugarti bene
Vento arriverò per poterti accarezzare
Ma se vuoi, se tu vuoi,
Tra fango e neve, fango e neve impazzirò
Viareggio...
Finché pioggia diverrò per toglierti la sete
Sole io sarò per asciugarti bene
Vento arriverò per poterti accarezzare
Ma se vuoi, se tu vuoi,
Tra fango e neve impazzirò

Vieni con me vieni con me…

Fino alla fine fino alla fine del mondo...

mercoledì, settembre 14, 2005

Caccia alle Streghe!

Medium, chiarudente, ciarlatana…
Mi domando perché quando si scopre il diverso dalla norma la paura fa diventare diffidenti al punto da sbattere addosso ad una persona i peggiori aggettivi. Nemmeno il beneficio del dubbio.
Paura paura, via via, brucia la strega, bruciala!
La cronaca di questi giorni ci parla di un’infermiera che ha ricevuto il dono dopo due stati di coma e un tumore.
Sente le voci, parla con le anime.
Ha ridato la pace ai genitori di una ragazza scomparsa tre anni fa, dando indicazioni del luogo dove si trovava: a 122 metri sul fondo del Lago di Como. E’ stata creduta da dei sommozzatori volontari che hanno individuato l’auto e recuperata dal nucleo dei Carabinieri. Questo è quanto. L’ha trovata. Spiegatemi come ha fatto e datemi le prove se volete sostenere che non è quel che dice di essere.

venerdì, settembre 09, 2005

Joe Temerario

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Ha aperto il concerto con Una città per cantare. Fra le mie preferite, fra le altre ha cantato Sei volata via, Cambio stagione per finire con la meravigliosa Non abbiam bisogno di parole.
A mio avviso è un ottimo artista anche se come intrattenitore lascia un po’ a desiderare. Non è un animale da palcoscenico come il mio Claudione insomma… ma non ha tradito le mie aspettative, è stata una serata piacevole, nonostante la pioggia che ininterrottamente è venuta giù per tutta la durata del concerto (appena un’ora e mezza – forse ridotto a causa delle pessime condizioni del tempo!)
Ci vuol altro che la pioggia per impedirmi di assistere ad un concerto! Ad un concerto di un cantante che mi piace! Purtroppo, anche se molto vicini, non siamo riusciti a vedere un gran che… fra gli ombrelli! E quindi non abbiamo potuto far altro che ascoltare e guardare ciò che ci circondava… Ron parla degli occhi, degli sguardi e degli specchi dell’anima… parla molto spesso di occhi nelle sue canzoni.
Ho visto con tenerezza un padre che stringeva un figlio sotto l’ombrello e cantava mestamente una canzone poco conosciuta; ho visto una signora sulla sessantina agghindata a festa, con i sandali coi tacchi e gli strass in una pozzanghera e lo sguardo perso e umido d’emozione; ho visto gente frustrata e violenta che litigava per futili motivi di ombrelli e spazi non rispettati; ho visto una giovane donna seduta sotto il palco in mezzo all’acqua che ascoltava in religioso ed immobile silenzio.

Altro che Baglioni! E' lui il vero mito della canzone italiana!

Anche Nino D’Angelo a Mèlito quest’estate ha adempiuto egregiamente al suo compito: farci morire dal ridere! “Viva l’ammòre!” – siamo riusciti ad ascoltare solo due canzoni però… poi siamo andati a cercare una pizzeria, un ristorante, un chiosco qualsiasi per mettere sotto i denti qualcosa – e siamo finiti per mangiare una brioche con gelato – con grande disappunto di Corrado! :) Perché Nino si esibiva alla sagra del pesce… ma il pesce non c’era. Misteri del Sud!

mercoledì, settembre 07, 2005

Viaggiatore sulla coda del tempo

Mi ero quasi arreso all'idea che questa vigilia non avrebbe avuto fine. Sera dopo sera, sarei sceso a lucidare il mio sogno, quasi fosse davvero il momento di partire, ma non sarei partito mai. Prigioniero di una veglia senza tempo, in bilico tra il sospetto che esista davvero qualcosa da inseguire e l'incapacità di tagliare i fili e lasciarmi alle spalle tutto ciò che alle spalle sarebbe rimasto. E invece, no. Accade così. All'improvviso. Il punto esclamativo che ci fa da bussola piega la schiena e diventa interrogativo. Resta lì, immobile, affacciato alla finestra della coscienza, con il sorriso di chi attende una risposta. Possiamo voltarci dall'altra parte, fingere di ignorarlo, ascoltarlo o meno, ma non possiamo ricacciarlo là da dove è venuto. Mi ha preso in contropiede, in un'ora di quelle che abitano la terra di nessuno, che divide la notte dal giorno e mi ha costretto ad aprire la carta geografica dell'esistenza, seguire con il dito le strade percorse e indagare le ragioni che, ad ogni bivio, mi hanno spinto a prendere quella e non un'altra discrezione. Non fosse stato per quel palloncino che, dietro la finestra, saliva a cercare il tetto della notte, non avrei mai trovato la forza di andare. C'era un'energia sconosciuta in quell'immagine: il richiamo irresistibile di stagioni lontane. Ha attraversato la pelle della memoria come una rasoiata, scaraventandomi nel cuore del bambino che sono stato e ricordandomi che per quello sguardo - l'unico capace di verità e stupore insieme - ho sempre provato nostalgia. Nostalgia di una stagione nella quale riuscivamo a prendere tutto anche dal niente, il cui richiamo sale ancora più forte adesso, in questo presente nel quale riusciamo a non prendere niente nemmeno dal tutto. Sono uscito che lei Domani dormiva ancora, incapace di spiegarle che avevo bisogno di strapparmi di dosso una realtà nella quale l'evidenza soffoca e inganna. Un arrivederci, non un addio. Sarei tornato, trovata la terra di utopia, dove le cose sono come dovrebbero essere: un mondo a forma di lei. Viaggiare per viaggiare, senza barattare il viaggio con la meta, ne preoccuparmi del fatto di non sapere bene dove andare. Meno si sa, più si va lontano, pensavo. Legando un'ancora e un aquilone, ho tracciato la rotta. Un viaggio verticale, a cercare il cielo al di là del sole e la terra sotto il mare, attraversando questo abisso di luci e suoni a riempirmi gli occhi di meraviglie, come se ogni secondo fosse l'ultimo, dentro il dolore amaro del non poter versare quell'abisso anche nel suo cuore. Volevo raggiungere il tempo e fissarlo, almeno un istante, negli occhi, per capire cos'è questa cosa che abbiamo creato e che, a un certo punto, ci sfugge di mano, ci rende schiavi e ci uccide. Ma, di fronte a questa notte senza fondo, ho capito che fissare il tempo negli occhi non si può. Se siamo fortunati, riusciamo appena a scorgerne la coda. Ma è bugiarda come l'orizzonte: più ti avvicini, più si allontana. Il futuro è così, inganna da lontano e il tempo si traveste da spazio. Per smascherarlo ho costruito questo oggetto strano. L'orologio che divide con me questa stanza. L'unico che mi permette di misurare I illusione che non sia più la musica ad andare a tempo, ma il tempo che va a musica. Sarei potuto arrivare ovunque, ma non sarei mai riuscito a sbarcare da me stesso. I ricordi sono zavorra che pesa della quale, però, non ci si può liberare. Se li lasci cadere, hai l'impressione di salire in alto, ma, in realtà, è un altro quello che vola al tuo posto. Mi sono chiesto tante volte se ci fosse qualcuno all'ascolto. Se, da qualche parte, due occhi scrutassero questo lato della notte, se un dito indicasse nella mia direzione o un orecchio percepisse un suono, un segnale, un respiro lontano e indistinto come la voce del mare per chi si avvicina ad una conchiglia. Ma niente. Sono domande destinate a vagare senza risposta. Eppure non ho mai smesso di trasmettere. Né mi arrendo all'idea che tornerà un tempo nel quale riscopriremo il bisogno e il gusto di incontrarsi. Mentre guardo le foto e lascio scorrere le immagini che ho di lei, mi rendo conto che non è solo il ricordo che invecchia. Questo profilo che quasi fatico a riconoscere non è l'effetto della distanza o di una memoria che perde definizione e si mangia i dettagli. Domani invecchia, invecchia davvero. Lo so, lo sento ed evidentemente lo sentono anche queste immagini che cambiano, giorno dopo giorno, tra le mie mani. E' come se lei mi volesse dire qualcosa. Volesse farmi capire che in questa asimmetria temporale, in questa deriva di anime che si allontanano, siamo destinati a diventare le sponde opposte di un oceano che non potremo mai più attraversare. Ascolto queste parole vorticare dentro di me e mi chiedo chi sarà la Domani che incontrerò, se mai mi capiterà di incontrarla. Qui, in questa immensa scatola di vetro che fa soffocare, in questo labirinto infinito, in questa continua partenza senza arrivo, mi rendo conto che Domani diventerà sempre più ieri e che non so più dove sia, ne che nome abbia il tempo nel quale poterla raggiungere per essere ancora insieme. Legando il palloncino, mi sono illuso di poter imprigionare il sogno senza pensare che il sogno nasce libero ed è lui che sceglie noi. Possiamo farci tela per i suoi pennelli, ma non ci è dato dipingere; possiamo lasciarlo atterrare, ma non possiamo tracciare la rotta. Deve essere libero di migrare e portare scompiglio in altri cuori e altre coscienze, solo così corriamo il rischio di incontrarlo ancora e ritrovare il desiderio di partire. Così credo di aver sciolto il nodo e lasciato che volasse via. E, mentre lo guardo salire verso il tetto della notte, mi piace pensare che possa passare anche davanti alla tua finestra a consegnarti questi pensieri disordinati e la voglia di seguirne la scia. Chissà, forse, allora riusciremo a incontrarci ancora. Dopo tutto, se anche tu vedi la stessa luna, vuol dire che non siamo poi così lontani.
Claudio Baglioni

Il viaggio come metafora della vita

"Quando si va verso un obiettivo, è molto importante prestare attenzione al Cammino. E' il Cammino che ci insegna sempre la maniera migliore di arrivare, e ci arricchisce mentre lo percorriamo."

Paulo Coelho – Il Cammino di Santiago

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"… fa che il viaggio di un uomo non sia la bugia di una meta ma la verità della strada più lunga e segreta…"

Claudio Baglioni – Per Incanto

martedì, settembre 06, 2005

Sì, viaggiare...

Distrutta, sfinita, a pezzi! Ci siamo fatti il totale di circa 5.000 Km in treno in 4 settimane! Basta, mi dondola tutto! Mi sento la testa vuota come quando sono sbronza, solo che non sono sbronza!
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Ho deciso. A casa! Almeno il prossimo fine settimana sto a casa. Mi trasferisco da Corrado, da venerdì sera a lunedì mattina!
Magari, eh?! Non ci crede nessuno che non mi verrà in mente di andare da qualche parte! Mh… ad esser sinceri, nemmeno io! :)

Viaggiare. A volte mi domando se è una passione o un’ossessione. Sono curiosa di vedere cose nuove, assaporare sensazioni sconosciute, catturare scorci di vita, sperimentare angoli con visuali diverse. Ogni viaggio, che porti più o meno lontano, per molto o poco tempo, ti lascia sempre qualcosa ed ha sempre un perché. Ti porta sempre delle risposte, allarga gli orizzonti e a volte sfrangia i dettagli inutili ovvero chiude a cerchio delle linee che non hanno più strada, esplodendo come una bolla di sapone. E come l’acqua e sapone che torna ad esser acqua e sapone, le emozioni ritornano ad essere semplici emozioni pronte ad esser investite e rivestite di nuove spinte verso nuove vie. Energia che torna allo stato originario, pronta a tornare in circolo. Mi domando se mai avrò posa e forse mi spaventa e spaventa chi mi circonda ma poi mi guardo allo specchio e vedo che io sono questa, mai uguale, sempre diversa, in continua evoluzione e proprio per questo sempre la stessa. E proprio per questo mi ama chi mi ama e mi detesta chi non mi comprende. Viaggiare, si può anche senza muoversi. Col pensiero, con un libro, con una canzone, un ricordo, un odore, un’espressione colta nel volto di un estraneo, di un bambino. Non riesco a fermarmi. Proprio non ci riesco. La notte sogno, sempre molto. Ma stò viaggiando o forse fuggendo?

Fuggire dalla mediocrità, dalle gabbie e dagli schemi, alla ricerca dell’essenza delle cose, della purezza delle emozioni e dei sentimenti. Alla ricerca di luoghi magici e rigeneranti. Senza mai fermarsi per non dare il tempo agli schemi chi chiudersi intorno. Come passare una cimosa sulla lavagna e scrivere di nuovo e cancellare ancora impegnandosi a dimenticare di saper scrivere.
Alla ricerca di un equilibrio. Credo fortemente che per vivere non si debba ne’ isolarsi all’interno di una nicchia di simili e quindi preservarsi all’interno di una élite ne’ arrendersi agli schemi sociali e cedere all’ipocrisia della vita che rincorre l’apparire. Nessuna delle due cose ti arricchisce ne’ ti preserva dall’infelicità. La sfida è vivere con i propri valori, in continua ricerca di sé stessi, sfruttando l’onda provocata dal dolore della convivenza col mondo contingente per cercare di tirarsi sempre sopra il pelo dell’acqua. E’ faticoso ma questa è la vita. A volte piove anche in mare e sembra poca la differenza fra stare sotto o stare sopra. Ma prova a respirare, sotto! L’anima è aria, respiro divino. Pneuma. L’anima soffoca se manca la libertà di respirare.
Viaggiare sì, ma anche saper fermarsi e trovare il coraggio di ripartire. Riuscire a sentire il momento giusto per ogni cosa e questo speciale senso si atrofizza vivendo in modo arrendevole.

mercoledì, agosto 31, 2005

Bonjour la France

Mi dispiace enormemente non avere il tempo per scrivere sul mio blog. Da quando siamo rientrati dalla Calabria sono riuscita a fare un solo post e… mezzo su quello culinario… non ho nemmeno caricato tutte le foto su flickr! Questa è la seconda “infernale” settimana di rientro al lavoro… ma domani si parte di nuovo! Parigi! Festa mega galattica sabato sera per l’opening della boutique parigina di uno dei marchi che produciamo e viaggio e soggiorno all inclusive offerto dalla maison! E io mi porto anche Corrado! Eh eh… ognuno lavora per la ditta che si merita! :)

giovedì, agosto 25, 2005

Pentidattilo

Siamo arrivati ai piedi di questo suggestivo paese disabitato e ci siamo fermati a bere qualcosa in un chiosco arrampicato sulla roccia. Alcune donne all'ombra di un ombrellone mondavano patate. Non so nemmeno come abbiamo cominciato a parlare con loro. Una di esse, la più giovane, che doveva avere almeno 45 anni, con un sorriso speciale diceva che presto il paese non sarebbe più stato deserto, che la gente sarebbe tornata ad abitarlo e lei aveva tutta l'intenzione di esser la prima. Ci spiegava che fino ad oggi, lavorando in città, era impossibilitata per via della distanza e soprattutto dei disagi dell'inverno. Ma adesso non lavorava più in città.
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"Sai, io sono credente, o meglio, religiosa. Vicino alla natura mi sento parte di essa e mi sento più vicina a Dio".
Ho sentito una gradevole familiarità e affinità con quella donna semplice. Una Donna Selvaggia, una Sorella, una Strega. Fa piacere incontrare propri simili! Viene voglia di ballare intorno al fuoco!

domenica, agosto 07, 2005

Chiuso per ferie

Un piccolo messaggio per salutare gli amici bloggers... domattina sveglia alle 5.00, partenza alle 5.30 da Segromigno per passare da mammà a Agliana e farci accompagnare alla stazione... l'Eurostar parte da Firenze alle 8 circa e alle 4 saremo a Reggio Calabria... quindici giorni interi interi insieme al mio Amore! :) Mi dovrà chiedere pietà! :)
Allora ciao... ho preso tutto, si... vabbè è uguale, se mi manca qualcosa lo compro! :)
Baci... al 22/8!

giovedì, agosto 04, 2005

Rumori

Stamattina ero da sola nell’ufficio del mio principale a vestire e spogliare il manichino per fare le foto ai capi della collezione estiva del prossimo anno. Così assorta, nei movimenti ripetitivi e meccanici ho isolato un suono familiare che proveniva dal laboratorio al piano di sotto… il rumore di una macchina da cucire e più precisamente quello di una taglia e cuci che mi ha riportato all’infanzia, a quando mia madre lavorava in casa, notte e giorno, perché le spese erano tante con due figli e mio padre, operaio, era in cassa integrazione. Era sempre curva su quella macchina, sempre nervosa ed arrabbiata e triste perché non poteva essere la donna e la madre che avrebbe voluto. Mi riprendeva sempre perché avrebbe voluto che l’aiutassi nelle faccende di casa, che era sempre un disastro perché non aveva il tempo e la forza di rimediare a tutto. Io mi sentivo incompresa ed abbandonata. Non ero capace di fare quel che mi chiedeva perché lo pretendeva e mi rimproverava continuamente. Non aveva lo stesso atteggiamento con mio fratello, maschio, che tutto quello che faceva di buono era buono e quel che faceva di sbagliato era perdonato. Quel che facevo di buono io non era mai abbastanza e quel che sbagliavo diventava una voragine che ingoiava qualsiasi merito. Guardo alla mia infanzia con gli occhi di una adulta, forse non del tutto obiettivi, ma ci provo…
9 aprile 1974
Eppure ero una bella bambina sana, intelligente e sensibilissima. Sempre attiva e a volte solitaria persa nelle mie fantasie e nelle mie mille domande. Molto creativa e curiosa. Ero molto brava a scuola, riuscivo a tener testa agli adulti nelle conversazioni, seppur con l’innocenza di una bimba. Gli argomenti che attiravano la mia attenzione erano gli stessi di oggi. Ero già io. Mentre mio fratello è sempre stato una peste, ha sempre rotto tutto quello che gli capitava fra le mani, ha sempre fatto dispetti anche piuttosto gravi agli adulti, a scuola non combinava nulla, era distratto e litigioso. E’ stato bocciato diverse volte, gli hanno dovuto mettere l’insegnante di sostegno.
La mente di una bambina non riesce a comprendere il motivo di una così evidente differenza di rapporto. Ho sentito chiaramente che la mia unica colpa, irrimediabile, era quella di essere FEMMINA. Nonostante questo non ho mai rinnegato la mia femminilità. Non è stata questa la mia reazione. L’ho sentita e vissuta come un’ingiustizia ed ho fatto della mia vita una rivendicazione del diritto di essere FEMMINA. Forse sono riuscita a perdonare almeno un po’ mia madre… che infondo è sempre stata orgogliosa di me. Lei ha sicuramente subito lo stesso atteggiamento da bambina, anzi… probabilmente l’attacco al suo diritto di esser femmililmente un individuo è stato molto più feroce ed ha inevitabilmente assorbito gran parte di quella cultura stupida, inutile, deleteria. Mi ha cresciuta come poteva e come sapeva. E forse, se non fossi stata costretta a farlo, non avrei cercato di comprendere i doni che noi donne ci portiamo dentro.

lunedì, agosto 01, 2005

Hit definitiva! :)

AstroHIT Reginella

Io azzarderei qualche interpretazione. Trovo siano scontate le ultime posizioni del Capricorno e della Vergine in quanto segni di Terra notoriamente razionali, realista come un’analista contabile il primo, diffidente il secondo; fa difetto l’altro segno di Terra, il Toro, più aperto al cuore: segno esteta, amante del bello, fortemente attaccato ai valori come la famiglia e il lavoro. Lo fa con passione, molto senso critico e perfezionismo. E’ molto vanitoso e ama essere celebrato.
Il Cancro, a mio avviso, è il segno più dolce dello zodiaco. E’ uno dei 4 segni cardinali, il segno dell’apertura dell’estate, il segno della Luna (infatti è di un lunatico spossante!), è il segno della Madre, è il segno più femminile in assoluto! E’ naturale che sia il segno più attratto dalla musica di Claudio! L’Acquario… sognatore e chiacchierone, vive in un mondo tutto suo, fatto di fantasie che diventano più importanti della realtà! La Bilancia, generoso ed esigente, esteta come il Toro, infaticabilmente fedele, capace dell’impossibile in amore. Come un soldato per la Patria. Ha però spesso un’idea tutta sua della realtà che lo circonda. Non a caso è un segno d’aria! Il Pesci, romantico, sognatore, introverso all’inverosimile! Anche quando appare estroverso, c’è sempre una grossa fetta che tiene solo per sé! Del Toro ne abbiamo già parlato. Aggiungerei solamente che se il Cancro è la Madre, il Toro è il Padre.
Ariete, fuoco e fiamme! Passione testarda. Amante del bello sì, ma di quel ch’è bello per lui, non gli interessa cosa pensano gli altri e va fino infondo, senza mentire mai, in primo luogo a se stesso. Gemelli, il segno più estroverso, giocherellone, solare, egocentrico (quasi quanto il Leone!) spesso tacciato di superficialità… e, ahimè, sono d’accordo. La profondità non è il suo forte, ama cogliere a piene mani in buono della vita. Scorpione passionale, il segno sessualmente più attivo, dicono! Lo trovo un po’ individualista ed egoista. Non lo capisco molto. Così come il Sagittario… non lo saprei descrivere, non lo riesco ad inquadrare.
Queste almeno sono le mie personalissime opinioni!

venerdì, luglio 29, 2005

Sondaggio estivo Reginelliano!

E’ estate fa caldo, al Sud (profondo… tutti tengono a specificare “profondo Sud!” :ma quanto mai sarà profondo sto’ Sud?!) sono tutti al mare… altrimenti non si spiegherebbe la scarsa affluenza alle urne! O forse sono tutti al Nord, a lavorare al fresco?! :) (Nord 40% - Centro 39 % - Sud 19% - Estero 2%)
Lo sapevamo già che la maggior parte siamo donne…
… basta guardarci intorno ai concerti!

Anche se i maschietti sono un fiero 24%!!!
E la nostra età media? 34 anni! Passando da 21 per arrivare a 54 (una fiera coetanea del Nostro!)
Ma la cosa più stupefacente è che l’età media delle donne è 36 e quella dei maschietti invece è 29!!!! La coppia baglioniana perfetta è quindi lei più grande di lui di ben 7 anni!!! ;)Vabbè, questa è una congettura mia… un po’ di parte! :)
Allora, Reginelli Baglioniani… questo è il responso del sondaggio!



Mi spiace per quelli che non hanno fatto in tempo a partecipare… ma tanto è un gioco estivo e poi comunque ho avuto circa 70 risposte, non male per avere un quadro attendibile, no?
Si può azzardare un’interpretazione del risultato senza incappare in acerrime polemiche?

giovedì, luglio 28, 2005

Diario

Mese intenso questo luglio, che si è aperto con il Live8 a Roma, che si chiuderà con il fine settimana a Venezia. Passando per un giorno di ferie nel cuore della settimana il giorno dopo il compleanno del mio Amore, del quale abbiamo approfittato per donare il sangue (la mia prima volta) e per rilassarci serenamente insieme passeggiando nel centro di Lucca e sulle mura. Un mese che comprende il mio onomastico, il primo della mia vita, finalmente trovato dopo intense ricerche. Volevo anch’io un giorno che festeggiasse il mio nome, sempre stato diverso, strano, inusuale, che non passa inosservato. Come me del resto. Un mese nel quale sono finalmente riuscita a ritagliare spazio per me stessa e anche per le persone a cui voglio bene e che contano davvero e conteranno per sempre nella mia vita… in ordine di apparizione… Sonia (sempre la prima), Gabriele (sempre secondo), Tiziano (sempre presente), Alessandra (sempre assente). Questi sono i miei amici, chissà se ne avrò altri nella mia vita, ma ad oggi sono questi. Difetti e difettacci compresi. Un mese in cui ho cantato a squarciagola con il mio Claudio, saltando pazza di gioia, in cui ho gridato il mio amore per il mio Corrado, in cui ho pianto e riso di gusto. In cui mi sono arrabbiata e sentita felice, in cui mi sono ubriacata.
E’ anche il mese in cui il popolo occidentale si è sentito partecipe della storia unito nella musica per abbattere la povertà e in cui si è sentito impotente di fronte all’assurdità degli attacchi terroristici di Londra e Sharm El Sheik.In cui abbiamo visto la grandezza dello spirito umano e la bassezza più gretta e disperata. L’Amore e la Paura. Il Bene e il Male. Due facce della stessa medaglia.

martedì, luglio 26, 2005

La Paura

Io la conosco bene la paura… da 504 giorni soffro di attacchi di panico. Ho imparato a conoscere il significato della parola Paura. Il significato del sentimento Paura. Il significato della Sua presenza nella mia Vita. Forse. La paura è un sentimento generato dalla non accettazione della Morte. Della fine di un qualcosa, di uno stato di rassicurante immobilità… fittizio, dato che la Vita scorre, niente è fermo, la proprietà è un’illusione, la stabilità un inganno. La Morte è una fase della Vita nella Vita. Un passaggio, una porta da chiudere per poterne aprire una nuova. Probabilmente siamo così lontani dalla Natura da non metabolizzare mai totalmente che Vita e Morte sono fasi alterne del ciclo vitale, necessaria l’una all’altra affinché non si risolva tutto in una pozza stagnante di sentimenti e corpi liquefatti e imputriditi. Pare che Morte non significhi Fine di tutto. Se ne fossimo consapevoli fino in fondo non vivremmo la Morte (chiusura di un ciclo) con paura e la Paura con rifiuto, ma la accetteremmo nella nostra vita come qualcosa di necessario. La Paura come un sentimento propulsivo. Accade invece che la paura ci fa da zavorra. Invece di andare a ripulire la ferita che ci fa male, la lasciamo imputridire, ignorandola e negandola non ne agevoliamo la guarigione. E’ lì che i mostri della psiche prendono nutrimento e crescono e proliferano. La paura è per l’anima come il dolore è per il corpo: ti mostra dove e cosa curare! Non è certamente un lavoro facile, perché i mostri della psiche sono esseri vivi anche loro e non volendo perdere la loro oasi dentro di noi hanno imparato benissimo come fare a farci desistere, come illuderci di aver lavorato bene, come nasconderci l’ultima ferita, come approfittarsi dei nostri momenti di stanchezza, come lusingarci con illusorie vittorie. E’ così che siamo tentati di non intraprenderlo nemmeno questo cammino. Ci si annichilisce nella Paura. E come il gatto che si morde la coda, giriamo intorno alla Vita senza mai coglierne l’essenza, nemmeno per un attimo.

lunedì, luglio 25, 2005

Love is the answer

Gli presentavano dei bambini perché li accarezzasse, ma i discepoli li sgridavano. Gesù, al vedere questo, s'indignò e disse loro: "Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite, perché a chi è come loro appartiene il regno di Dio. In verità vi dico: Chi non accoglie il regno di Dio come un bambino, non entrerà in esso". E prendendoli fra le braccia e ponendo le mani sopra di loro li benediceva"(Mc 10,13-16; Cfr, Mt 19,13-15 e Lc 18,15-17).

A questo mondo malato d’odio e di potere che nasconde la sua brama meschina dietro l’ipocrisia di una fede religiosa non è possibile controbattere con la guerra se si vuole davvero trovare una risposta. La risposta è l’amore, la purezza e l’innocenza del bambino. Crescere nuovi individui con le favole e i valori, l’esempio e l’amore, la coerenza e il contatto. Coltivare il bambino interiore dentro di noi, coccolarlo e rassicurarlo, indirizzarlo al rispetto del prossimo, alla gioia ed ai valori dell’uomo figlio del Dio unico.
Se ognuno di noi si dà con costanza ed impegno, coerenza e senza falsi moralismi, negli ideali e negl’atti… ognuno può gettare una goccia d’amore a stemperare il mare d’odio che sta per travolgerci. La paura è il contrario dell’amore, l’odio è il prodotto della paura.
Amore, amore, amore…

venerdì, luglio 22, 2005

Sangue

Te dici che io mi arrabbio facilmente. Forse non è poi così vero… esplodo, do in escandescenze… è vero. E non dico: “sono fatta così.” Ma piuttosto:”sono fatta così, so che è un mio difetto, a volte riesco a contenermi e a lasciare che il sangue si raffreddi… a volte proprio non ci riesco, a volte non ci provo nemmeno… sono molto migliorata rispetto al passato, segno che ci ho lavorato” e anche “Questo è il lato negativo della medaglia, sono certa che il mio temperamento riesca toglierti il fiato! Non esistono medaglie con una faccia sola ed il mio lato peggiore è costellato di difetti ma non oscuro!”
Voglio crescere, evolvermi, spogliandomi e non mettendomi addosso nuove maschere!
Non è vero che mi arrabbio facilmente. Mi arrabbio molto, violentemente, intensamente ma non spesso! La verità è che quando mi arrabbio non puoi non notarlo, lascio il segno! Nessuna mia arrabbiatura rimane inosservata e quindi sembrano molte ma non è così. Io agisco d’impulso, col cuore e col sangue che scorre, piuttosto che “fartela pagare” aspettando il momento giusto, il momento che non te l’aspetti, che sei più vulnerabile… non riuscirei a farlo senza sentirmi falsa… e così sembro cattiva, pericolosa, rischiosa. Non mi va d’esser temuta.
Io ho più paura dei rancorosi, vendicativi implacabili e meschini che ti sorridono e non sai mai quando arriverà il colpo, quelli che non lo sai nemmeno che li hai offesi o delusi (o forse superati) perché ti sorridono ma che ti giudicano e condannano senza possibilità d’appello, e ti penalizzano subdolamente e a volte nemmeno sai chi devi ringraziare della mazzata.
Chi vuole amarmi deve necessariamente accettare il rischio di guardarsi allo specchio, deve esser coraggioso. Troppo comodo prendere solo il buono, il facile, l’utile e il dilettevole! Se fossi diversa non sarei più io… o no? Ma lasciami arrabbiare se ne ho voglia… lasciami essere me stessa!

mercoledì, luglio 20, 2005

Preghiera

Accogli, mio Dio, le parole che mi salgono dal cuore,
proteggi anche questa notte il mio amore.

Veglia su di lui mentre si addormenta
e fa' che nel sonno riparatore trovi la forza
per una vita più intensa e l'energia per un lavoro più fecondo.

Fa' che domattina si svegli senza aver dimenticato il mio nome;
fa' che riceva subito il mio saluto;
fa' che il mio pensiero lo accompagni per tutta la giornata
e lo difenda da ogni cosa bassa e volgare;
fa' che contiunui ad amarmi come l'amo.

E tu, che hai creato il mondo,
consenti che questa scintilla nata in me viva,
diventi fiamma e non si spenga mai.

Rendi questo nostro amore più alto e profondo,
liberalo dalla viltà e dagli inganni
affinché cresca nella gioia e si espanda nella luce.

Fa' che la mia vita serva alla sua
e la sua anima si specchi nella mia,
fa' che mi chiami e gli risponda,
che mi cerchi e mi trovi, oggi, domani e sempre.

Insegnaci a soffrire l'uno per l'altra,
mostraci la via dell'elevazione
perché ancora uniti di cielo in cielo
possiamo ricongiungerci in te, mio Dio, e così sia.


Da qualche tempo sono iscritta ad una newsletter che ogni giorno invia dei pensieri scelti fra quelli che i lettori della newsletter stessa inviano alla redazione.
Mi capita spesso che siano in sintonia col mio pensiero del giorno. Ho ricevuto questa preghiera oggi, l'ho trovata molto bella ed ho desiderato farla mia.
Rispecchia i miei desideri e il mio impegno.

martedì, luglio 19, 2005

Manawee

Io penso che per amare si deve conoscere in modo profondo, accettare e comprendere (dal latino comprehendere, prendere con) sospendendo il giudizio. La madre ama il figlio perché lo conosce profondamente avendolo compreso in se dal suo concepimento alla nascita. Non le importa quali siano le sue manifestazioni esteriori ed esterne, lo ama e lo accetta.
Nelle relazioni affettive si instaurano sempre meccanismi pericolosi, retaggio dell’educazione e della società che ti condiziona. Anche il rapporto madre figlio non ne è esente… anzi è forse la prima palestra di apprendimento al condizionamento.
Liberare la propria vera natura è il lavoro più difficile ed affascinante che si possa accettare ed è il viaggio che ti porta dove puoi scoprire i tuoi tesori interiori e lungo il quale puoi incontrare i tuoi simili. La Donna Selvaggia sceglie l’Uomo Selvaggio come compagno.
La donna selvaggia, quando diventa consapevole di se stessa sceglie un compagno che ha desiderio di apprendere. Un uomo che non ha desiderio di apprendere non è adatto alla donna selvaggia.

L'Uomo Selvaggio ama la sua natura più intima e selvaggia e quella esteriore e seduttiva. Ama la sua luce e il suo buio. E non smette mai di andare a conoscerla nel profondo. Di cercare il suo nome. Solo così non la perderà mai.
Sono infinitamente affascinata da questo testo intenso e denso che evoca in me conoscenze ancestrali, mi risveglia e mi sorprende al tempo stesso. Ogni donna dovrebbe leggerlo ed ogni uomo che ama una donna selvaggia.

lunedì, luglio 18, 2005

Io sono una Strega

Le streghe non sono cattive, cosa credete? Chi vi ha detto questo? Se credete a quello che vi hanno detto senza darvi delle prove, perché non credete allora a quel che vi dico io?
Le streghe sono donne consapevoli. Sono donne prima curiose e poi consapevoli. Sono donne che amano i propri poteri e le altre donne. Sono donne che non fanno guerra a le altre donne ma sono sorelle e madri della propria madre e madri e figlie della propria figlia. Sono donne, bambine, vecchie, che hanno un profondo contatto con la Madre Natura e sprofondano le dita delle mani e dei piedi nella nuda terra e le sue energie sono in sintonia con essa. Crescono ed imparano ed accrescono il loro potere e la conoscenza ed il potere ancestrale delle sorelle che sono state e che verranno. Sono donne che sentono, percepiscono, amano.

Io credo che se Dio ha un sesso, Dio è femmina!

mercoledì, luglio 13, 2005

Stasera...

... esco con Tiziano! Sarà almeno un anno che non andiamo fuori insieme... mi pare proprio dall'anno scorso che siamo andati a fare shopping un sabato! Chi è Tiziano? Lo vedete quel bambino biondo lassù, nella foto in testa al blog? Si quello al mio fianco sul pattino.... che frigna! :)

Silenzio

Non ho mai tempo, il tempo mi sfugge ed io lo rincorro. Sono sempre stata molto impegnata, ho mille interessi, mille amici. Avevo impostato la mia vita senza la presenza di un fidanzato e già il mio tempo era un tempo pieno. Adesso il mio Còcò riempie gran parte del mio tempo "libero" e gli interessi e gli amici sono gli stessi di prima... questo è l’effetto dell’essere innamorati ma restare comunque le stesse persone (a parte un lieve, appena percettibile aumento di peso dato dall’inevitabile rilassamento! ;) Ai miei interessi e a me stessa dedico fatalmente meno tempo (se non si considera tempo per se stessi quello che dedico al mio meraviglioso amore)… agli amici pure. Non mi pare normale non riuscire a restare una sera, dico una, a casa! Sola! Tranquilla, con un libro in mano. Quando riesco a farlo… mia madre ha voglia di chiacchierare. Sensi di colpa per non riuscire ad esser presente come vorrei con le persone a cui voglio bene… e a causa di questo mi privo del tempo per me stessa. Errore fatale, la Helga interiore si ribella. No! Non chiedetemi di vedere meno Corrado! E che sono, la Croce Rossa? Non solo mi privo di alcuni dei miei piccoli ma necessari rituali… mi dovrei forse privare anche della mia coppia, seppur parzialmente? Se vedessi meno lui liberando un po’ del mio tempo andrebbe a finire che non dedicherei più tempo a me stessa… ma ci sarebbe sempre qualcuno che bussa alla mia porta e che ha bisogno di parlare… e io, quando ci parlo io con me stessa? Con me stessa devo parlare, non ho bisogno di parlare con nessuno e che nessuno mi trovi soluzione a questo problema.
Sono sempre talmente di corsa che di solito sfrutto il tempo che passo in macchina per andare dal mio uomo per fare qualche chiamata che non ho avuto modo di fare nella giornata. Ieri no. E’ stata dura ma ho spento anche la radio.
Ci ho messo mezz’ora per vincere la tentazione compulsava di chiamare tutte le persone che mi venivano in mente alle quali dovevo dire che… ma che?
Cosa devo dire a me stessa! Il silenzio mi tira fuori l’ansia, la depressione, altrimenti non mi riempirei la vita così. Ma è necessario ed in esso mi rigenero. Ho il terrore della routine, della noia. E’ vero. Tanto da far iperlavorare la mia vitalità congenita. Ma non mi annoia la meditazione, la lettura, il tempo passato a riflettere in silenzio sulle luci che mi si accendono in questi rari momenti di solitaria crescita personale. I miei rituali, le mie pietre, la mia musica. Il mio angelo custode. Le percezioni, i sogni. Il contatto con la mia natura femminile. Il mio equilibrio. La mia essenza.

lunedì, luglio 11, 2005

Amore Vs Orgoglio

Ma perché dopo un po’ ci si trova sempre a mettersi sul ring per vedere se siamo in grado di metter KO quello che è il tuo compagno e non un avversario? Si cerca di vedere se siamo in grado di scovare e colpire i punti deboli, se, in pratica siamo in grado di averlo in nostro potere. O, al contrario, accusiamo l’altro di colpi bassi cercando di individuare qual è la sua tecnica militare nei nostri confronti. Perché temiamo di esser sopraffatti, abbandonati, usati? Tutto si risolve in una bolla di sapone scoppiata se uno dei due non accetta di salire sul quadrato… ma una volta sopra… sono entrambi in balia di sentimenti che poco hanno a che vedere con l’Amore!
La ricetta più facile per uscire da questo pericoloso circolo vizioso è… (ma bisogna mettersi in testa di farlo onestamente e ad oltranza… non per far abbassare la guardia all’altro…) aprirsi con fiducia a ciò che la vita ci porta, nel bene e nel male, in quanto siamo noi stessi che abbiamo causato e causiamo quel che ci arriva e dato che solo noi sappiamo quel che ci serve per far si che il nostro cammino sia un cammino di crescita, accettiamo l'idea che non dobbiamo aver tutto sotto controllo! In parole povere? Relativamente alla situazione specifica (ma credo che questo valga per tutte le relazioni): guardarsi onestamente negli occhi, allo specchio. Individuare lo schema che sta dietro ad ogni nostro comportamento inconsulto, individuare lo stesso schema che ci è appartenuto in una relazione precedente (non necessariamente amorosa) ed evidentemente non ancora risolto ed osservarsi dall’esterno. Ha una funzione polivalente. Non solo rischiamo di risolvere la questione ridendoci sopra, ma impariamo a conoscerci e a diventare consapevoli di noi stessi e dei nostri meccanismi e forse a smantellare il vecchio schema. Come riuscirci? Con onestà e costanza. Mentire a sé stessi non ha mai portato da nessuna parte.

PS: Oggi è il mio onomastico! Già... è Santa Helga! :)

mercoledì, luglio 06, 2005

Coincidenze

Il mio amore...Oggi è una data importante… due anni fa sono rientrata in Italia e per coincidenza è anche il compleanno del mio dolce amore…
Da qualche anno, d’estate, nel periodo compreso da fine maggio ai primi di luglio,mi accade sempre qualcosa che mi cambia la vita in modo radicale…
Nel 2000 sono andata a vivere con Gabriele, nel 2001 ci siamo lasciati, nel 2002 sono andata a vivere a Parigi e nel 2003 sono tornata per sempre. Nel 2004 vivevo con terrore l’attesa dell’evento che mi avrebbe sconvolto di nuovo l’esistenza anche se sentivo che era l’entrata di Corrado nella mia vita che avrebbe rivoluzionato tutto… ma non ne avevo la certezza razionalmente matematica! :)
E quest’anno? Cosa succederà? Ho sempre paura che sia qualcosa di brutto perché gli eventi sono stati a volte belli, a volte brutti… anzi, ad esser precisi… una volta belli e una brutti… sempre che quello dell’anno scorso si possa considerare bello! ;)perché, Corra’… ti sei fatto suda’! Diciamocelo che sono stata un mito nel rincorrerti senza fartene rendere conto… nel tenerti al laccio senza che te ne accorgessi… e alla fine t’ho catturato!:) Che pazienza che ho avuto… e chi mi conosce sa che sarebbe stato impossibile senza l’ala protettrice del mio angelo custode!Angelo
Chissà… magari lo scoprirò il prossimo anno cosa mi è successo di sconvolgente quest’estate…

martedì, luglio 05, 2005

Io&Coco

Un caldo infernale nella Roma torrida di un luglio infuocato! Ho esagerato? No... nn credo! Faceva davvero caldo!

lunedì, luglio 04, 2005

Live 8 Roma - 2 luglio 2005

HelgaEccomi qui, stanca, esausta, rincoglionita ma felice! Felice di aver assistito ad un evento storico come il Live 8 a Roma. Ho letto in giro sul web che eravamo 700 mila persone! E’ un’energia incommensurabile. E’ bellissimo pensare che un progetto nel quale si crede possa essere realizzato, se lo si vuole veramente. Bob Geldolf è un personaggio incredibile… ha organizzato tutto questo in pochissimo tempo, ha cercato e convinto gli artisti più importanti uno per uno, ha messo su la macchina organizzativa, ha coinvolto le più grandi città del mondo in un evento storico ma anche pericoloso per l’ordine pubblico!Ci sono frasi ed immagini che mi hanno colpito… fra le tante, al di là di ogni possibile ipocrisia… una bellissima ad accoglierci, scritta sotto i grandi schermi vicino al palco: “WE DON’T WANT YOUR MONEY, WE WANT YOUR VOICE” stà dignitosamente ad indicare che non si tratta di fare l’elemosina, ma di riscrivere le regole del gioco! E poi un altro discorso che ho sentito in un collegamento non ricordo da dove (sicuramente da Londra o da un paese di lingua anglosassone) e non ricordo chi, ma non importa… importa quello che diceva: 30 mila bambini muoiono ogni giorno di fame. Se morissero 30 mila persone tutte insieme nella stessa città occidentale, ogni giorno, giorno dopo giorno, 30 mila persone a Filadelfia, 30 mila a Londra. 30 mila a New York, 30 mila a Berlino, 30 mila a Parigi e via così… certamente l’occidente avrebbe già trovato il modo di fermare questa piaga. E allora significa che si può fare. Io penso che si possa fare. Basta volere, si possono fare anche i miracoli, figuriamoci se non si può fare questo.
E’ reale, succede ogni giorno. E’ inutile e superfluo che anche io mi metta a fare disquisizioni a carattere politico, c’è chi lo fa più egregiamente di me. Io posso spingere solo la forza del mio pensiero più in là, nella certezza che tutto questo sia servito a fare qualcosa che cambia.
Spero che questo luglio 2005 rimanga positivamente nella storia.
Tutti i media parlano moltissimo dei concerti americani e soprattutto di quello di Londra. Io credo che sia stato egregio anche quello di Roma. Molte delle canzoni che ho citato nel mio blog sono state cantate sabato sera. Purtroppo siamo arrivati tardi per ascoltare Ron (E non abbiam bisogno di parole) ma siamo stati fortunati ed è stata un’emozione improvvisa e fortissima l’entrata sul palco della grande Donna che è Fiorella Mannoia che intonava Sally… ho di nuovo i brividi soltanto a pensarci!
Inutile mentire, aspettavo LUI… sapevo che ci sarebbe stato e dato che non c’era scaletta non sapevo quando ed è quindi stata un’esplosione mista di gioia e sorpresa vederlo apparire di bianco vestito seduto al piano quando il palco ha preso a ruotare dopo l’esibizione della Pausini (che non ho gradito, personalmente, ma dato lo scopo dell’evento ho apprezzato). Un boato della folla lo ha accolto e poi subito un “ohhh” di delusione quando ci siamo accorti che era ritornata sul palco la Pausini attaccando la prima strofa di Mille giorni di te e di me… sbagliando, perché vuol fare la fenomena ma non ne ha i numeri… anche se le sue vendite e i consensi all’estero sembrano smentirmi. Comunque anche lei faceva parte della schiera dei 4 grandi del grande finale. Ma lui… l’imperatore CLAUDIO è stato la star del finale, ha duettato con tutti. Con la Pausini, appunto. Con Antonacci, con la Cortellesi, con Zero, con Venditti. Gustosissimo “Roma Capoccia” di e con Venditti, con Carlo Verdone alla batteria e Alex Britti alla chitarra acustica. Io mi sono divertita un sacco, bello bello bello! E’ stato bellissimo! Ed è stato bellissimo condividerlo con l’uomo che amo! Un evento mediatico, musicale, storico. Quante volte nella vita si potrà mai dire: io c’ero!

venerdì, luglio 01, 2005

Cantando in ogni momento

Ci sono molte canzoni che appartengono ad un momento preciso della mia vita, ad un emozione precisa e sono quindi chiuse insieme in un cassetto della mia memoria. In questi giorni ho voglia di riaprire quei cassetti, togliere la polvere, buttar via quelle sensazioni che non hanno più ragione di esistere, sciogliere quei nodi che non serve più che stringano. Chissà se alla fine di questo meticoloso lavoro di ricapitolazione riuscirò a capire perché ho deciso di farlo.
Tutte queste canzoni non sono di Claudio. Sembra strano? E perché mai! Claudio è sempre, è tutti i giorni, è tutte le emozioni, vecchie e nuove. Non riesco a relegare e confinare nessuna canzone di Claudio ad uno spazio tempo definito. Si. E’ un autore che amo davvero tanto, mi appartiene fin nel profondo e mi sorprende scoprire che è così da sempre, da quando l’ho incontrato la prima volta…
Si prospetta una pausa di qualche giorno… sarò a Roma per il Live 8 questo week end, insieme al mio dolce amore… e spero di godermi un fantastico concerto… ci sarà anche il Grande Mago! :)

Sognando l'Amore

Adesso vieni qui e chiudi dolcemente gli occhi tuoivedrai che la tristezza
passerà, il resto poi chissà verrà domani...
Voglio star con te, baciare le tue labbra e dirti che in questo tempo dove
tutto passa,dove tutto cambia noi siamo ancora qua…
E non abbiam bisogno di parole, per spiegare quello che è nascosto in
fondo al nostro cuore ma ti solleverò tutte le volte che cadrai e raccoglierò
i tuoi fiori che per strada perderai e seguirò il tuo volo senza interferire
mai perché quello che voglio è stare insieme a te senza catene stare
insieme a te…dai...dai…dai
Vieni più vicino, e scogli i tuoi capelli amore mio il sole ti accarezza, ti
accarezzo anch'io e tu sei una rosa rossa…
Vieni più vicino, accendi questo fuoco amore mio e bruceranno tutte
le paure adesso lasciati andare…

E non abbiam bisogno di parole per spiegare quello che è nascosto in fondo
al nostro cuore ma ti solleverò tutte le volte che cadrai e raccoglierò
i tuoi fiori che per strada perderai e seguirò il tuo volo senza interferire
mai perché quello che voglio è stare insieme a te senza catene stare
insieme a te
…dai…dai…dai
(E non abbiam bisogno di parole - Ron)

E' così che intendo l'amore... ho sempre sognato un uomo in grado di amarmi in questo modo, ma non solo.

giovedì, giugno 30, 2005

Attraversando la vita

Ci fanno compagnia certe lettere d'amore parole che restano con noi e non
andiamo via ma nascondiamo del dolore che scivola lo sentiamo poi
abbiamo troppa fantasia e se diciamo una bugia è una mancata verità
che prima o poi succederà cambia il vento ma noi no e se ci trasformiamo
un po' è per la voglia di piacere a chi c'è già o potrà arrivare a stare con noi
Siamo così è difficile spiegare certe giornate amare lascia stare tanto
ci potrai trovare qui con le nostre notti bianche ma non saremo stanche
neanche quando ti diremo ancora un altro sì
In fretta vanno via delle giornate senza fine silenzi che familiarità
e lasciano una scia le frasi da bambina che tornano ma chi le
ascolterà e dalle macchine per noi i complimenti dei play boy ma non
li sentiamo più se c'è chi non ce li fa più
cambia il vento ma noi no
e se ci confondiamo un po' è per la voglia di capire chi non riesce più
a parlare ancora con noi
Siamo così dolcemente complicate sempre più emozionate delicate
ma potrai trovarci ancora qui nelle sere tempestose portaci delle rose
nuove cose e ti diremo ancora un altro sì è difficile spiegare
certe giornate amare lascia stare tanto ci potrai trovare qui con le nostre
notti bianche ma non saremo stanche neanche quando ti diremo ancora un altro sì.
(Fiorella Mannoia - Quello che le donne non dicono)

Camminando da sola...

Sally cammina per la strada senza nemmeno guardare per terra Sally
è una donna che non ha più voglia di fare la guerra Sally ha patito troppo
Sally ha già visto che cosa ti può crollare addosso Sally è già stata
punita per ogni sua distrazione o debolezza per ogni candida carezza
data per non sentire l'amarezza senti che fuori piove senti che bel rumore
Sally cammina per la strada sicura senza pensare a niente ormai guarda
la gente con aria indifferente sono lontani quei momenti quando uno
sguardo provocava turbamenti quando la vita era più facile
e si potevano mangiare anche le fragole
perché la vita è un brivido che vola via
è tutt'un equilibrio sopra la follia sopra follia
senti che fuori piove senti che bel rumore
Ma forse Sally è proprio questo il senso il senso del tuo vagare forse
davvero ci si deve sentire alla fine un po' male Forse alla fine
di questa triste storia qualcuno troverà il coraggio per affrontare
i sensi di colpa e cancellarli da questo viaggio per vivere davvero
ogni momento con ogni suo turbamento e come se fosse l'ultimo

Sally cammina per la strada leggera ormai è sera si accendono
le luci dei lampioni tutta la gente corre a casa davanti alle televisioni
ed un pensiero le passa per la testa
forse la vita non è stata tutta persa
forse qualcosa s'è salvato forse davvero non è stato poi tutto sbagliato
forse era giusto così eheheheh forse ma forse ma si
cosa vuoi che ti dica io senti che bel rumore

(Sally - Vasco Rossi)


03 febbraio 2003 - da una e-mail scritta in aereo - tornando a casa, quando la mia casa non era la mia casa
[…] C'è una canzone che mi è entrata dentro da qualche tempo anche se mi è sempre piaciuta molto. Si tratta di SALLY di Vasco, nella versione cantata dalla Mannoia. Mi sento un po’ Sally da un po’ di tempo. Mi sento come qualcuno che è finalmente arrivato alla fine del tunnel e si aspetta di trovare il sole perché quando è entrato c'era il sole e faceva caldo e invece piove e tira vento ed è buio perché nel frattempo s'è fatto notte. Mi domando se forse non avrei fatto meglio a non prenderlo mai quel tunnel... bastava curvare un po’ e prendere il pilone di cemento. Ma non l'ho fatto. La cosa + saggia da fare è fermarsi e aspettare che torni il sole, così anche se piove sarà comunque + facile viaggiare.[…]



23 maggio 2004 - da una e-mail scritta da casa quando casa era finalmente casa

[...] Come ti dicevo, purtroppo tutte le mie fragole sono andate perse. Avevo anche pensato di riscrivere quei brani, ma non avrebbero lo stesso sapore. Erano delle istantanee della mia vita, la protagonista si chiamava Chiara… non so come avevo scelto questo nome. Momenti ancora vividi nella mia mente, di solitaria riflessione, momenti in cui sono arrivate alla mia consapevolezza nuove idee circa me stessa, la vita… sentimenti emozioni sensazioni sapori odori percezioni sensoriali, pensieri che seguono le volute del fumo di una sigaretta che scorre via veloce dal finestrino appena abbassato, canzoni dimenticate che riaffiorano portando con se un ricordo dolcemente doloroso, il rumore dei tacchi di donna che risuona deciso sull’ordinato pavé dei marciapiedi parigini, la scoperta di un’espressione sconosciuta del proprio volto riflessa sul cristallo di una vetrina, i passi veloci di una bambina che sotto il peso della cartella respira le nuvole. [...]

mercoledì, giugno 29, 2005

Corra’… fa’ caldo…

Ma le coccole, col caldo, che fine fanno? I rapporti si raffreddano in modo inversamente proporzionale all’aumento della temperatura estiva o si possono trovare delle alternative gratificanti? Beh… compensative forse ma sostitutive è impossibile ed ecco che spuntano i ventilatori e il melone fresco…

martedì, giugno 28, 2005

Incubo?

Stanotte è stata un incubo: credevo d’essere in un girone dell’Inferno di Dante… mio fratello rientrando ha fatto entrare in casa un animale che solo esteriormente era Alì… dentro c’era Gigì! E’ montato sul letto ed ha cominciato a mordermi le braccia, ma di gusto… e poi miagolava rantolando… alla fine, siccome lo spingevo via ha deciso di andarsene ed è cascato di sotto dalle scalette del letto e ha cominciato a miagolare come un forsennato allora mi son detta…. ma che siamo sicuri fosse Alì? lo sai… fra il sonno si fanno pensieri strani che assumono forme e dimensioni anormali e reali allo stesso tempo… con enorme fatica sono riuscita a trovare l’interruttore dell’abat jour e…. fsfsfsfs! fiammatina… boom! Niente luce…. ma vaff… m’è toccato alzarmi e scender giù dal letto a enorme rischio e pericolo della mia incolumità psico-fisica… del gatto nessuna traccia… probabilmente è andato a rompere le scatole al cane, al piano di sotto… che c’è anche più fresco…

lunedì, giugno 27, 2005

Specchi


L'amore è fuoco. A causa delle sofferenze d'amore milioni di persone
vivono una vita che ne è priva.Soffrire per amore non è soffrire invano.
Soffrire per amore è creativo.Porta a livelli di coscienza più alti.
Colui che non ha conosciuto l'altro in un amore profondo , non sarà in grado di sapere chi è perchè non avrà uno specchio nel quale osservare
la propria immagine riflessa.
Osho

La differenza

29/06/04
... che differenza c'è fra FIDARSI ed AFFIDARSI?


Domanda compromettente?
Come mai mi poni questi quesiti?

venerdì, giugno 24, 2005

Ci sono giorni in cui...

… ho poca pazienza, questo è uno di quelli. Sono esattamente al 9° giorno del ciclo, quindi all’inizio della fase della Vergine… (Le energie, seppur ancora rivolte verso l’interno cominciano a spingere verso l’esterno. E’ una fase di rigenerazione dopo la morte. Una fase operativa, di egocentrismo. Sessualità ludica. Ci si occupa di noi stesse, del nostro piacere per la vita. Fase di semina. – Questo diceva la Silvia Gaia, sotto la Tenda della Luna). Ah già, a proposito… devo prendere appuntamento dal parrucchiere!
Però nn la prendo male, ci rido su! Rido della gente che normalmente mi farebbe inca**are e invece mi fa ridere… li sento talmente lontani da nn aver voglia nemmeno di cercare di farmi comprendere! :)
E stasera esco con la Sonia… e nn è nemmeno in forma: è “caricata a molla”… oddio oddio!

Massime...

Chi ama davvero, ama anche se stesso.
Chi ama solamente gli altri,
ha qualcosa che non và.
(Erich Fromm)


E chi ama solo se stesso?!
Resta solo, intimamente solo… (Helga)

Vabbè, poi per dirla tutta... credo che se si è capaci di amare solo se stessi, poi di amore non si tratta.
L'amore è uno stato della coscienza, fondamentalmente. E quando si è centrati in quella dimensione si ama tutto, se stessi, gli altri, la natura...

mercoledì, giugno 22, 2005

Tempo di maturità... nostalgie... la magia di internet!

Questa è la traccia del tema che ho svolto io quando ho fatto la maturità! Riuscissi a riavere quel tema!

Illustri il candidato il senso e il valore del seguente brano attraverso opportuni riferimenti ai Canti conosciuti e alle caratteristiche stilistiche dell'opera leopardiana. "Che cosa è la vita? Il viaggio di uno zoppo e infermo che con un gravissimo carico in sul dosso, per montagne ertissime e luoghi sommamente aspri, faticosi e difficili, alla neve, al gelo, alla pioggia, al vento, all'ardore del sole, cammina senza mai riposarsi dì e notte uno spazio di molte giornate per arrivare a un cotal precipizio o un fosso e quivi inevitabilmente cadere" (Zibaldone).

Adoravo il Leopardi. Non l'ho mai ritenuto un pessimista... mi viene voglia di andare a trovarlo di nuovo! :)

lunedì, giugno 20, 2005

Imparare ad amare

L’istinto ad amare, a chiedere e a dare amore è innato in ogni essere vivente. Molti gattini sono nelle nostre case dopo aver subito il “trauma dell’abbandono” e dopo aver quindi dovuto prematuramente affrontare il distacco emotivo o dopo aver subito maltrattamenti. Questo rimane indelebile nel loro codice relazionale. Ci sono gattini timorosi che fuggono non appena ti avvicini: per loro il prossimo è una minaccia; e gattini che sanno solo fare la guerra: per loro prevale l’istinto della caccia. La fortuna del gatto è la sua innata curiosità! Così come lo mette in pericolo, la curiosità lo salva dal chiudersi nella tana.
Questo mondo è pieno di gattini smarriti, abbandonati, impauriti che non sanno amare, che reagiscono mordendo e graffiando alla mano che vuole accarezzarli o fuggendo temendo d’essere aggrediti. Ma questo non significa che non abbiano amore… solo che prima di tutto non sanno riceverlo, non sanno di meritarlo, non riescono a credere che tu voglia dargliene…

Vi presento Gigì

Con calma, pazienza amore e fermezza quando serve... vedrai che anche il tuo gattino inizierà a fare le fusa...

venerdì, giugno 17, 2005

Senza musica

Il prossimo 22 giugno uscirà, finalmente! Lo aspetto come un nuovo LP, perché mi da tanto e sono certa che mi darà tanto, anche… senza musica!



E' impagabile quella sensazione di gioiosa attesa, di trepidante ansia di avere il nuovo strumento di sogno e crescita fra le mani! E' sempre così, quando aspetto un nuovo album o un concerto di Claudio o un romanzo di Coelho!
Un ponte fra me e il mio universo segreto che è poi la mia vita quotidiana!

giovedì, giugno 16, 2005

C’era un cavaliere bianco e nero…

Alì… deve il suo nome ad un personaggio del romanzo “Voglio la testa del Principe Azzurro” (Roger Zelazny/Robert Schekley – Bring me the Head of the Prince Charming) … e così è stato!
IMGP1013
E’ nato una notte d’Agosto del 1999… un veterano, nato nel secolo… nel millennio scorso!
IMGP1016
Con me appena ha aperto gli occhi, con me sempre. Eppure non conosco i suoi segreti, dove passa i suoi giorni e le notti, con chi divide le sue scorribande, da chi difende il suo territorio.
Discreto, fedele, tenero, buffo, affettuoso, impacciato, imbranato.
IMGP1017
Con me ha vissuto in quattro case diverse, quattro giardini, quattro mondi e si è sempre adattato.
E’ sempre rientrato a casa quando rientro io, anche per un breve saluto, una struciatina alle gambe, la coda a bandiera, un trillo di saluto.
IMGP1018
Dorme fra le mie gambe, in fondo al letto, quando capita. Ogni volta che sono triste è lì, viene a cercarmi. Non pretende mai…
IMGP1019
Fa un po’ l’offeso se lo trascuro, ma non mi abbandona mai!

mercoledì, giugno 15, 2005

Lasciati andare...

Girasole
Lascia sfumare tutto il resto all'orizzonte... abbadona il giudizio, strumento della paura, lasciati inondare dal giallo del SOLE, che porta luce, calore, chiarezza, leggerezza... apri il cuore, affidalo all'amore e alla tua ancestrale saggezza!

lunedì, giugno 13, 2005

Perché.... è veramente necessario sapere perché?

Vent’anni fa mi sono innamorata di quest’uomo impacciato e timido, talvolta presuntuoso ed arrogante. Colto, brillante, profondo. Un bell’uomo. Un Grand’Uomo. Questa è la canzone che mi ha rapita.
Ha vent’anni ma è sempre nuova, ad ogni ascolto mi ripeto che è un grande e che mi sono innamorata di lui senza sapere il perché ed il perché, ed un perché sempre nuovo, lo scopro ogni volta!

La vita è adesso
nel vecchio albergo della terra
e ognuno in una stanza
e in una storia
di mattini più leggeri
e cieli smarginati di speranza
e di silenzi da ascoltare
e ti sorprenderai a cantare
ma non sai perché...

La vita è adesso
nei pomeriggi appena freschi
che ti viene sonno
e le campane girano le nuvole
e piove sui capelli
e sopra i tavolini dei caffè all'aperto
e ti domandi incerto chi sei tu...
sei tu... sei tu... sei tu...

Sei tu che spingi avanti il cuore
ed il lavoro duro
di essere uomo e non sapere
cosa sarà il futuro...
Sei tu nel tempo che ci fa più grandi
e soli in mezzo al mondo
con l'ansia di cercare insieme
un bene più profondo...

E un altro che ti dia respiro
e che si curvi verso te
con un'attesa di volersi di più
senza capir cos'è...
E tu che mi ricambi gli occhi
in questo istante immenso
sopra il rumore della gente
dimmi se questo ha un senso...

La vita è adesso
nell'aria tenera di un dopocena
e musi di bambini
contro i vetri
e prati che si lisciano come gattini
e stelle che si appicciano ai lampioni... milioni
mentre ti chiederai dove sei tu...
sei tu... sei tu... sei tu...

Sei tu che porterai il tuo amore
per cento e mille strade
perché non c'è mai fine al viaggio
anche se un sogno cade
...
Sei tu che hai un vento nuovo tra le braccia
mentre mi vieni incontro
e imparerai che per morire
ti basterà un tramonto...

In una gioia che fa male
di più della malinconia
ed in qualunque sera ti troverai
non ti buttare via...
E non lasciare andare un giorno
per ritrovar te stesso
figlio di un cielo così bello
perché la vita è adesso...
è adesso...
è adesso...


Perché io ti ami, non so. Ogni giorno è una scoperta, ogni dubbio una conferma, ogni domanda una risposta, ogni lacrima un sorriso, ogni aspettativa una sorpresa.
Possiamo solo immaginare uno scopo, desiderare una meta... possiamo solo vivere l'attimo presente. Oggi io so che il mio cuore è colmo di amore e di paura ed ad ogni goccia di amore che cresce una goccia di paura svanisce.
L'amore è gioia e luce... la paura è buio... vedo i miei mostri amore mio. Stammi accanto, oggi. Ogni oggi della mia vita io ti voglio accanto. Perché ti amo.

venerdì, giugno 10, 2005

Liberare se stesse per liberare l'amore

Il lavoro più profondo è di solito il più buio. Una donna coraggiosa, che sta diventando saggia, svilupperà il territorio psichico più povero, perché se costruisce soltanto sul terreno migliore della sua psiche, avrà come panorama l’aspetto più misero di sé. Non abbiate dunque paura di indagare il peggio. Soltanto così è garantito un aumento del potere dell’anima. In questa sorta di sviluppo territoriale psichico brilla la Donna Selvaggia.


(da "Donne che corrono coi Lupi - Barbablù" di Clarissa Pinkola Estés)

martedì, giugno 07, 2005

Dio li fa e poi l’accoppia…

Così si dice! Eh… Mai detto mi parve più veritiero!
Ma sarà possibile che una rompiballe logorroica segalitica come me, che quando è in fissa riesce a far incazzare anche un santo, riesca al massimo a tirar fuori un “Helga, caspiterina!” da quella boccuccia lì? Eh… perché se mi seguisse sai che schianti? Per resistere con me ci vuole uno proprio così! E diceva di nn aver pazienza… Dai e dai si incazza anche lui! E’ solo che è difficile da vedersi per chi nn lo conosce… assume un’espressione inconfondibile: sguardo glaciale, sorriso tagliente. E a me mi garba un monte con quell’espressione che mi passa l’ira funesta e me lo prenderei a morsi! E basta che gli faccia un sorriso che si scioglie come un cioccolatino… mah, speriamo che duri! :)