giovedì, giugno 29, 2006

Fase dell'Incantatrice

Fa’ caldo. Tanto caldo. Da quattro giorni, si soffoca. Giorno e notte. Le zanzare, maledette. Mi sento gonfia, da ieri mi fa male la pancia. Proprio all’altezza della cicatrice dell’appendicectomia. Mi fa male sempre, soprattutto quando mi alzo e quando mi siedo. Il ventilatore, timido palliativo la notte, mi lascia incriccata. L’aria condizionata in auto ed in ufficio alla lunga mi fanno venire il mal di testa. Ed inoltre è iniziato il conto alla rovescia fatidico di ogni fine mese. Quindi a tutto questo devo aggiungere la sindrome premestruale. Un po’ nervosa si… ma a questo giro m’è presa diversa: mi rendo conto che cucino per dispetto. Sarà possibile che sia del tutto casuale che da due giorni esagero con il sale e col peperoncino? Apparentemente si, ma siccome sono certa che la casualità ha sempre una finalità ben precisa… e siccome Corrado non ama molto il peperoncino (è delicato, gli vengono le labbra a canotto!) chissà che non voglia inconsciamente essere criticata!?
Ieri sera, io sulla soglia di casa sul retro, Corrado nella piccola corte, lavando la moto:
Io: Amore, che vuoi per cena?
Lui: La pasta! (tono entusiasta)
Io: La pasta? (tono deluso)
Lui: Eh, mi chiedi cosa voglio… la pasta! Stasera ho fame, me la merito!
Io: (dubbiosa: se lo merita? e che ha fatto di straordinario… ) Ma… io volevo fare il secondo!
Lui: Beh, fai anche il secondo.
Io: Mh. Vuoi il pesce o le bistecchine di maiale? C’è anche il pollo, ma l’ho fatto anche ieri sera. (Fettine di pollo leggermente infarinate e dorate in padella con abbondante paprika, ndr)
Lui: (tira su la testa preoccupato, senza guardarmi in faccia per non farmi accorgere dell’espressione che ha fatto) No! Il pollo stasera no… l’abbiamo mangiato ieri… pesce!
Io: Allora lo metto a scongelare nel microonde.
Io, scarsa voglia, soprattutto pensando all’enorme quantità di pentole padelle e tegami che mi sarebbero voluti per cucinare mi metto all’opera frugando nella dispensa e nel frigo. Non ho voglia di preparare il sugo per la pasta, la sostanza è quella. C’è il pesto pronto ma a lui il pesto non piace. Un po’ stucchino ma mangiare mangia… manca poco alle tre cifre sulla bilancia ormai. Uffa… ci sono i funghi in frigo, una manciata di rucola… ci sarebbe la pancetta, ma mh, troppo pesante poi…
Io: Amore? Ma il pesce come lo faccio, al pomodoro?
Lui: Si, si va benissimo al pomodoro.
Mi metto all’opera. Un caldo ‘sti fornelli.
Dopo una mezz’oretta si va a tavola.
Io: Acc’… non ho fatto nulla di contorno, però.
Lui: Non fa niente, non ti preoccupare. Tanto nel pesce c’è il pomodoro.
Io: (ma il pomodoro mica è a fette… vabbè, non ne ho voglia) eh si, hai ragione…
Lui si siede, io riempio il suo piatto e glielo metto davanti.
Lui: (sorpreso e deluso)
Ma non è pasta!
Io: Amore è... risotto, ti ho fatto il primo!
Lui: Ah… va bene.
Comincia ad allargarlo sul piatto colla forchetta e ne assaggia un po’. Espressione da Fantozzi con arancino vulcanico.
Io: Amore, brucia… attento!
Lui: (tira su la testa con le lacrime agl’occhi) Amore, c’è il peperoncino…
Io: Beh… si forse è un po’ troppo salato e forse il peperoncino… non dovevo proprio mettercelo eh? Sai, stò facendo gli esperimenti… (bugiarda! so cucinare benissimo!) per capire cosa ti piace (non gli piace il peperoncino ho già sperimentato varie volte! lo sopporta, ma in modiche quantità)
Lui: No no va bene… (poco credibile, gli si leggeva la sofferenza in faccia ma da bravo, forchettata dopo forchettata lo mangia tutto)
Io: Ma quanto mi ami?
Lui mi sorride.
Io: Mi devi proprio amare tanto eh?
Lui: Si! (sorride)
Io: Se te l’aveva fatto la tua mamma un piatto così…
Lui: (interrompendomi)… col cavolo!
Questo invece un
dialogo di qualche giorno fa, riportato da lui sul suo blog. Dimostra quanto sia in soggezione nei confronti di questi particolari, pericolosi momenti del ciclo femminile.

mercoledì, giugno 28, 2006

Poropò-poropò-poropoppoppoppopò!

Non sono un’appassionata di calcio ma da sempre dico d’esser romanista… eh già, si. Una toscana romanista. L’ho deciso da bambina, avevo circa 10 anni e cominciavo già a sentirmi una piccola adulta e a comprendere che nella vita vanno fatte alcune scelte importanti. E in Italia si sa, nei dati anagrafici di una persona, oltre alla data di nascita ci sono anche il segno zodiacale con relativo ascendente e la squadra di calcio per cui tifi. Tutta roba definitiva, insomma. Nel periodo in cui maturavo quella scelta – mi ricordo era estate – la ROMA vinse lo scudetto. Mi piaceva la tonalità del rosso delle magliette e Falcao mi pareva uno straniero di carattere, qualcosa di esotico da ammirare, insomma. Però se mi chiedete chi è l’attuale allenatore, chi sono i giocatori… nemmeno lo so. A parte Totti… che stà antipatico a tutti e invece a me piace da morire! Semplice come un bambino. Il mio è un amore e odio per Roma. Per la città di Roma e per i Romani. A me del calcio non me ne frega niente. Però… adoro il Mondiale e pazientemente, da quando me ne sono innamorata, sempre alla tenera età di 10 anni (nell’82!) lo aspetto ogni 4 anni e ogni 4 anni soffro, strillo, urlo, trepido, sudo e salto! Nell’attesa mi faccio anche l’Europeo ma non da la stessa soddisfazione.
Quello che mi piace del Mondiale è l’atmosfera - fermo restando che i calciatori restano pur sempre sostanzialmente dei bifolchi in mutande con uno stipendio sproporzionato ed in balia degli ormoni e di personaggi con ben pochi scrupoli – in quel momento quegli undici ragazzi su un campo verde ci rappresentano tutti, di destra e di sinistra, imprenditori ed operai, uomini e donne, colti ed ignoranti. Lo sport ha questo potere. Le strade sono piene di orgogliose bandiere. Cantiamo tutti l’inno con la pelle d’oca e le lacrime agl’occhi! E allora – con tutto il fiato che ho in gola, e chi mi conosce sa quanto non abbia una connotazione politica – FORZA ITALIA!!! FORZA AZZURRI!!! Questa, lo so, è la volta buona!

lunedì, giugno 26, 2006

Tutti Qui, il Tour!!!

Annunciato oggi il nuovo Tour di Claudio!!!!!!!
Direttamente via mail dal Clab: bla bla bla …
Di seguito le date finora confermate: NOVEMBRE 2006 3 Venerdì Caserta Palamaggio' 6 Lunedì Andria (BA) Pala Andria 9 Giovedì Palermo Palasport 13 Lunedì Acireale (CT) Palasport 16 Giovedì Taranto Palamazzola 20 Lunedì Eboli (SA) Pala Sele 22 Mercoledì Perugia Palaevangelisti 25 Sabato Livorno Pala Algida 27 Lunedì Genova Mazda Palace DICEMBRE 2006 4 Lunedì Verona Palasport 7 Giovedì Bologna Palamalaguti 9 Sabato Treviso Palaverde 12 Martedì Milano Datch Forum 13 Mercoledì Milano Datch Forum 16 Sabato Firenze Mandela Forum 19 Martedì Roma Palalottomatica 20 Mercoledì Roma Palalottomatica ... il tour continua...
Praticamente a Firenze è la stessa data del raduno dell’anno scorso! Mi dispiace per Vale ma non ci sarò nemmeno quest’anno al suo compleanno… Chi mi ama mi segua, non è un raduno ma solo un concerto!
E il 12° raduno allora? Dovrebbe temporalmente posizionarsi fra dopo O’scià e prima dell’inizio del Tour! Oppure poco prima di O’scià come due anni fa? Magari… a metà settembre sarebbe l’ideale! Oh Claudio, quanto mi manchi!!!

venerdì, giugno 23, 2006

La tortura del sonno

Se c’è una cosa che mi manda fuori di testa è essere svegliata di soprassalto. Quando sono un po’ più tesa, ansiosa, tendo ad avere un sonno un po’ più leggero ed agitato e quindi ogni minimo rumore mi risveglia e il mio cuore va in fibrillazione e difficilmente riesco a riprender sonno. In questo modo non riposo bene. Anzi, mi sveglio sempre più nervosa ed irritabile. Adesso poi che è iniziato anche il caldo siamo costretti a tenere le finestre aperte e quindi i rumori si sono amplificati ed anche il caldo fa la sua parte nel disturbarmi. Il risultato è che da due mesi sto subendo la tortura del sonno. Vorrei vedere morte quelle orride inutili bestie dei volpini della vicina che latrano ed abbaiano per nulla alle ore più disparate, vorrei alle due la notte sentire in lontananza e sempre più vicino un unz – Unz – UNz – UNZ che si schianta alla prima curva contro il muretto del circolo, vorrei sentire il rombo della motocicletta che si spegne sull’asfalto fra le scintille e la pelle consumata… vi sembrano pensieri e desideri normali di una mente serena? Tutto si amplifica. Quando non dormi per uno due giorni, sei stanco. Una settimana, sei a pezzi, due settimane hai bisogno di ferie. Due mesi, hai bisogno di uccidere!
Ieri pomeriggio sono uscita prima dal lavoro per vedere la partita e dopo mi sono addormentata un po’ sul divano. Al risveglio mi sentivo un'altra persona. Stanotte abbiamo chiuso tutte le finestre, come se fosse inverno, ed abbiamo tenuto il ventilatore acceso. Ho riposato male perché faceva caldo, ma per lo meno mi sono svegliata solo due volte! La relatività delle cose. In altri momenti, due volte mi sarebbero sembrate troppe…
Devo trovare una soluzione.
Anche perché, quando vivi con un’altra persona non puoi fare come ti pare. Non ci sono solo le tue di esigenze. Ad esempio, un paio di settimane fa, prima di andare a letto ho chiuso la finestra dello studio, dalla quale la mattina arrivano i rumori dei furgoni che vengono a scaricare dal macellaio accanto e i simpatici trilli degli uccellini che si svegliano. Simpatici la domenica mattina quando fai colazione fuori! Lui, senza rendersi conto che l’avevo chiusa io e del perché, la riapre senza che io me ne accorga. La mattina, puntualmente, uno dei tanti risvegli ad opera dei portatori di ciccia. L’aveva aperta per far circolare l’aria. Che fai, glielo dici?… è giusto, fa caldo. Lo lasci riposare bene, almeno lui.
Il bagno è proprio infondo al corridoio. Perfetta per il ricircolo d’aria, quindi vietato chiudere la porta del bagno. Peccato che dia a nord ed appena fa giorno entra la luce, la finestra ha le persiane ma non gli scuretti e punta dritta sulla nostra faccia. Lui non se ne rende conto, a casa dei suoi dormiva con una semplice tendina anche in piena estate.
E’ vero che quando si vive insieme non si può tener conto solo delle proprie esigenze ma anche di quelle dell’altro. Ma se per rispettare l’altro arrivi alla pazzia, poi rischi di ucciderlo. Ma perché gli uomini, se non provano in prima persona quello che provi tu, non sanno rendersi conto che hai bisogno di qualcosa? Esempio. Sono le sette, una donna sa che il proprio uomo torna alle 8,30 allora si mette a far qualche faccenda in casa, poi prepara la cena in modo che sia pronta alle 8,30 e cena col suo uomo. Un uomo: sono le sette e sa che la donna torna a casa 8,30… fruga nel frigo e nella dispensa, tira fuori Pringles e birra e forse si fa un panino sbriciolando tutto sul divano davanti alla tv… la donna si farà da mangiare da sola quando torna.
Secondo me manca qualcosa nel cervello degli uomini che inibisce la percezione delle esigenze della donna. Quella cosa è invece presente nel cervello della donna. Allora, affinché lui si renda conto che convivenza significa anche collaborazione passiamo alla fase espressiva, cioè manifestiamo le nostre necessità. Niente, non serve a niente. Solo a farci appiccicare l’etichetta addosso di rompicoglioni. Riuscirà sempre ad addurre qualche scusa per giustificare, anzi motivare, anzi legittimare il proprio operato. E inizia la guerra. No! Non è così che si fa con un uomo, ho scoperto! Non serve e sfianca. Bisogna fargli provare le tue stesse esigenze, bisogna aver la forza di comportarsi come loro, ad oltranza finché non capiscono la lezione e si comportano con te come vorrebbero che tu ti comportassi con loro. Le loro mamme hanno messo loro in testa che il pisello è uno scettro che da loro diritto a fare quel che gli pare. La mia suocera serve i figli a tavola come se fossero al ristorante. Ad esempio, suo fratello ma anche la sorellina – lui non si spinge fino a tanto – se hanno finito la pasta e ne rivogliono ancora, prendono il piatto lo porgono alla madre che lo prende, si alza fa il giro dietro al tavolo e rimette la pasta nel piatto dalla pentola sul fornello che è esattamente dietro alla schiena del figlio! Ma siamo matti?!
Vorremmo solo che foste un po’, solo un po’ più sensibili! Così ci evitereste di far diventare le nostre esigenze le vostre esigenze!
Tutto questo per dire che sono stata costretta a tenere sveglio Corrado una notte con la tortura del sonno, così s’è reso conto e ha trovato, o almeno c’ha provato, una soluzione. Ha chiuso tutte le finestre ed ha comprato un bel ventilatore.

giovedì, giugno 22, 2006

Bisogno del sogno

E’ un brutto periodo questo. Non riesco ad essere pessimista per natura e quindi cerco di reagire in qualche modo, ma sono davvero davvero stanca. Non riesco a dormire bene e abbastanza e questo incide in maniera significativa sul mio sistema nervoso. E’ vero che sto affrontando un cambiamento molto importante e i fallimenti passati sono forse li, sulla testa del letto appollaiati come avvoltoi. Il fatto è che mi sento sola ad affrontare tutto questo. Ho un enorme bisogno di controllo su tutto quello che riguarda la mia vita, dalla gestione economica a quella puramente logistica della casa, del tempo e del tempo libero, che non ce n’è. Ho bisogno di riorganizzare tutto e farci rientrare anche le mie vecchie sane abitudini di cura del mio corpo e della mia anima. Ho bisogno di poter non dover pensare anche agli altri, a far loro notare cosa lasciano per strada, gli impegni che si sono presi, far la guerra con l’irresponsabilità. Ho bisogno di poter rilassarmi. Non mi piace aver bisogno di. Non fa bene alla salute fisica e mentale, lo stato di bisogno! Avrei bisogno di una vera vacanza, in solitudine, in un luogo rilassante… ma non ne ho voglia.

mercoledì, giugno 14, 2006

Ci festeggiamo?

Per chi non ha un giorno da festeggiare come anniversario ed ha un grande amore, ogni giorno è buono per celebrare un evento. Ebbene… oggi è il 2° anniversario del nostro primo incontro … ehm… fisico, amore mio. Quindi stasera festeggeremo! Indovina come? :)

Terzo tour de Paris – parte quinta

Martedì 16 maggio, oltre che ad essere il 55° compleanno del mio amato Claudio è anche il penultimo giorno a Parigi. Ci siamo lasciati Montmartre per ultima dato che saremmo stati alloggiati là, gli ultimi giorni. Ci siamo fatti quindi il giretto de la Butte cominciando dalla sterminata scalinata che monta a fianco della téléphérique. Ci siamo concessi un lungo momento di relax seduti sulla scalinata di fronte al Sacre Cœur. La giornata era tersa e luminosa e la città più bella del mondo ai nostri piedi. Un suonatore di fisarmonica prepara la sua postazione al centro della terrazza panoramica e attacca a suonare alcune musiche da colonna sonora. Un cenno interrogativo rivolto altrove ci porta a guardare la panchina alla nostra destra, sulla piccola terrazza a metà scalinata: il tizio risponde al cenno in modo affermativo e continua a dar da mangiare ai piccioni che gli si affollano intorno e addosso, incurante del rischio aviaria. L’amplificazione è buona, inizia il concerto. Un momento perfetto, abbiamo la sensazione che non manchi nulla.
Continuiamo il nostro giretto visitando la bellissima e recente basilica che sembra una torta di panna montata per poi dirigerci verso la graziosa e caratteristica place du Tertre piena di pittori veri e ritrattisti improvvisati, ristorantini, crêperies e boutiques di souvenirs. Tornando un po’ indietro curiosiamo fra i segreti di famosi artisti, scovando i cabarets che frequentavano Apollinaire, Modigliani e Picasso, le case in cui hanno abitato artisti come Manet, Van Gogh, Utrillo. Luoghi modesti, come erano allora questi artisti maledetti e poveri. Luoghi che si ritrovano spesso nei quadri degli impressionisti come il celebre Moulin de la Galette di Monet, oggi un ristorante.
A mezzogiorno ce ne andiamo da Montmartre per immergerci di nuovo dentro Parigi. La consueta visita di cortesia che non manco mai ogni volta che salgo a Parigi, e che non avevo ancora fatto questa volta, alle ex colleghe de La Perla in rue Faubourg St. Honoré. Una piccola famiglia per me, ormai lontana ma molto importante in quel periodo. Ho rivisto con piacere tutti ma soprattutto la Tata Maé, anche se era un po’ fuori forma. Chissà se un giorno verrà a trovarmi in Italia.
Ci siamo fermati in un self service nei pressi de la Madeleine, che ero solita frequentare con la piccola Véro durante la pausa pranzo. Chissà che fine ha fatto, cucciola scapestrata! Tornando verso l’albergo ci siamo fermati al cimetiere de Montmartre dove, tra le altre abbiamo visto la tomba di Emile Zola e di Yolanda Gigliotti in arte Dalida. Questo cimitero monumentale è talmente grande che rappresentava un problema per la viabilità del quartiere e hanno dovuto addirittura costruire un orribile quanto pittoresco cavalcavia che lo attraversa. E’ curioso vedere dei monumenti sepolcrali che fanno capolino dai pilastri di acciaio dipinti di verde. Vagando fra le tombe, ne ho viste molte che originariamente dovevano essere davvero monumentali e bellissime, a testimonianza però non di grande spirito ma di grande disponibilità economica. Altre, forse più modeste e magari anche più antiche erano in condizioni migliori e piene di fiori. Quel che è un luogo comune è apparso li evidente e solido davanti ai miei occhi. Niente di tutto ciò che è materiale può anelare all’eternità! Solo le opere lasciano un segno nel tempo. Il resto è polvere. E’ così che anche la famiglia più facoltosa che lascia un’eredità cospicua a chi dovrà lustrare la sua pietra e riempire i vasi di marmo verrà dimenticata – e che invece la chanteuse dal forte fascino riceve fasci di fiori ogni giorno come un tempo, alla fine dello spettacolo, dentro il proprio camerino.
Dopo un riposino torniamo sulla vetta de la Butte per cenare in place du Tertre, serviti da due improbabili marinaretti molto acchiappaturisti. Passeggiata a caccia di souvenirs per amici e colleghi (quelli per casa li avevamo fatti al supermercato: vino!) e a nanna!

lunedì, giugno 12, 2006

Ci frequentiamo?

Mi sono innamorata. Beh, che c’è di nuovo? Lo sapevamo. E’ vero. Ma oggi lo amo di più di ieri. Non c’è un motivo. E forse è proprio questo il motivo.

venerdì, giugno 09, 2006

Amori in corso

E’ il titolo di una bellissima canzone del mio Claudione ma ho ritenuto fosse il titolo più adatto a questo post…
Fino ad oggi la Posta del Cuore era solo un blog, ma presto diventerà un sito vero e proprio: www.lapostadelcuore.com!
L’unica cosa che mi preoccupa è di riuscire a sentirlo mio… dovrò imparare a fare la webmaster!
Questo è il mio commento di pochi minuti fa al lavoro di Corrado:
“Prevedo che sarà una collaborazione molto complessa, ti sei trovato una cliente atipica: molto esigente e che non paga. Non mi piace per nulla questa pagina di lavori in corso... soprattutto la scrittina in basso mi pare maschile. Solo un uomo avrebbe potuto scrivere così... vorrei che si redirigesse sul mio blog semplicemente cliccando sull'immagine o disegno. Grazie amore! ;)” E questa la sua risposta: ” Ahi Ahi Ahi, si comincia male! ;)”
Adesso devo solo capire cosa farci sopra! Troppe idee, poco tempo…

mercoledì, giugno 07, 2006

Terzo tour de Paris - parte quarta


Parigi, quarto giorno. Lunedì 15 maggio. Oggi si cambia albergo e quindi da Opéra si va a Montmartre. Siccome il martedì il Louvre è chiuso e mercoledì dobbiamo partire è anche l’ultimo giorno utile per visitarlo. E’ anche il giorno migliore il lunedì perché una buona parte della massa dei turisti del fine settimana è tornato a casa. Non ero mai stata al Louvre prima di oggi ed ero molto eccitata, non vedevo l’ora di varcare finalmente quella soglia. Come la spiego l’emozione shockante che mi ha preso alla gola e alla testa? E’ stato come un enorme déjàvue… tutte le immagini viste sui libri fin da quando ero bambina, erano lì in carne ed ossa, una dopo l’altra, in modo incessante e continuo. E’ stato come entrare nella storia in modo consapevole. Gli anni, le persone, tutte le suggestioni del passato erano li, reali che mi gridavano tutti insieme da quelle pietre! Mi sono sentita mancare non appena ho intravisto, entrando nella sala, i colossi della Mesopotamia sulla mia destra. Nello stesso istante la mia attenzione e il mio sguardo è stato attratto dalle statue dell’antica Grecia al piano sottostante. Mi sono sentita avviluppata dentro qualcosa di immenso. Non mi vergogno a dire che non sono riuscita a contenere tutta quell’emozione ed ho iniziato a piangere come una fontana. Poi mi sono lentamente ripresa per scoppiare di nuovo in lacrime di fronte alla Vergine delle Rocce. Non racconto altro perché il Louvre va visto, goduto, gustato in solitudine.
A mezz’ora dalla chiusura ci hanno letteralmente raccolti ed indirizzati verso l’uscita, così come mio padre fa la sera con le galline… in modo più elegante però. Dopo 5 ore dentro il museo siamo tornati in albergo per un breve riposino prima di prepararci per la cena. Solo che senza rendercene nemmeno conto ci siamo addormentati, mezzi vestiti in posizioni improbabili. Ad un certo punto mi sono svegliata un po’ rintontita e ho guardato l’ora sul cellulare. Mezzanotte e mezza!!! Ho costretto Corrado a spogliarsi come si fa coi bambini insonnoliti e ci siamo trascinati sotto le coperte. Una giornata decisamente intensa.

martedì, giugno 06, 2006

Certi giorni

Certi giorni sono come certe notti, sono più importanti di altri anche se sono giorni normali. Oggi non sono andata in ufficio e ci siamo comunque alzati molto presto. Molto più presto degli altri giorni. Siamo andati a Lucca - siamo iscritti là come donatori del sangue - ed erano già passati sei mesi dall'ultima volta. Ho preso anche l'opuscolo informativo per l'iscrizione nel registro donatori di midollo. Non so se ne avrò il coraggio, ma ci rifletterò. Corrado, fra le altre cose, doveva passare a trovare un cliente. Un tipo molto particolare, un artista, uno scultore abbastanza famoso che ha (a ragione) deciso di affidare la creazione del proprio sito e quindi la visibilità nel web del suo personaggio e delle sue opere, alle mani e al genio di Corrado. Non mancherò certo di segnalarvi il link non appena sarà pronto il sito!
Abbiamo passato con lui circa un'oretta, nel suo laboratorio pieno di polvere di marmo, materiali vari, martelli, lime e scarpelli e nel suo immenso studio che assomiglia molto di più ad una galleria d'arte. Si doveva parlare del sito, della struttura da dargli, per cercare di capire che cosa effettivamente lui volesse. Invece abbiamo passato la maggior parte del tempo a parlare dell'ispirazione, delle mostre, di Parigi, dei materiali. Un uomo che trasuda semplicità tanto quanto creatività. La parola non è il suo mezzo ideale di espressione e lo fa egregiamente con la materia. Dice che se sei sincero ed esprimi quello che hai dentro non può che venire fuori qualcosa che tocca l'anima di chi sta davanti alla tua creazione. Che sia in grado di capirla o meno, non importa. Qualsiasi sia l'arte attraverso la quale dai forma al tuo sentire. Se sei te stesso, se ascolti il tuo cuore e il tuo stomaco si vede, si sente.

lunedì, giugno 05, 2006

Nostalgia?

Ho ricevuto questa mail che gira per internet, l'ho trovata molto carina e ve la giro. Non potrete che sorridere se siete più o meno della mia stessa generazione... :
" Lo scopo di questa missiva é quello di rendere giustizia a una generazione, quella di noi nati fine anni 60 e agli inizi degli anni '70 (anno più, anno meno), quelli che vedono la casa acquistata allora dai nostri genitori valere oggi 20 o 30 volte tanto, e che pagheranno la propria fino ai 50 anni. Noi non abbiamo fatto la Guerra, né abbiamo visto lo sbarco sulla luna, non abbiamo vissuto gli anni di piombo, né abbiamo votato il referendum per l'aborto e la nostra memoria storica comincia coi Mondiali di Italia '90. Per non aver vissuto direttamente il '68 ci dicono che non abbiamo ideali, mentre ne sappiamo di politica più di quanto credono e più di quanto sapranno mai i nostri fratelli minori e discendenti. Babbo Natale non sempre ci portava ciò che chiedevamo, però ci sentivamo dire, e lo sentiamo ancora, che abbiamo avuto tutto, nonostante quelli che sono venuti dopo di noi sì che hanno avuto tutto, e nessuno glielo dice. Siamo l'ultima generazione che ha imparato a giocare con le biglie, a saltare la corda, a giocare a lupo, a un-due-tre-stella, e allo stesso tempo i primi ad aver giocato coi videogiochi, ad essere andati ai parchi di divertimento o aver visto i cartoni animati a colori. Abbiamo indossato pantaloni a campana, a sigaretta, a zampa di elefante e con la cucitura storta; la nostra prima tuta è stata blu con bande bianche sulle maniche e le nostre prime scarpe da ginnastica di marca le abbiamo avute dopo i 10 anni. Andavamo a scuola quando il 1 novembre era il giorno dei Santi e non Halloween, quando ancora si veniva bocciati, siamo stai gli ultimi a fare la Maturità e i pionieri del 3+2. Siamo stati etichettati come Generazione X e abbiamo dovuto sorbirci Sentieri e i Visitors, Twin Peaks e Beverly Hills (ti piacquero allora, vai a
rivederli adesso, vedrai che delusione). Abbiamo pianto per Candy-Candy, ci siamo innamorate dei fratelli di Georgie, abbiamo riso con Spank, ballato con Heather Parisi, cantato con Cristina D'Avena e imparato la mitologia greca con Pollon. Siamo una generazione che ha visto Maradona fare campagne contro la droga. Siamo i primi ad essere entrati nel mondo del lavoro come Co.Co.Co. e quelli per cui non gli costa niente licenziarci. Ci ricordano sempre fatti accaduti prima che nascessimo, come se non avessimo vissuto nessun avvenimento storico. Abbiamo imparato che cos'è il terrorismo, abbiamo visto cadere il muro di Berlino, e Clinton avere relazioni improprie con la segretaria nella Stanza Ovale; siamo state le più giovani vittime di Cernobyl; quelli della nostra generazione l'hanno fatta la guerra (Kosovo, Afghanistan, Iraq, ecc.); abbiamo gridato NO NATO, fuori le basi dall'Italia, senza sapere molto bene cosa significasse, per poi capirlo di colpo un 11 di settembre. Abbiamo imparato a programmare un videoregistratore prima di chiunque altro, bbiamo giocato a Pac-Man, odiamo Bill Gates e credevamo che internet sarebbe stato un mondo libero. Siamo la generazione di Bim Bum Bam, di Clementina-e-il-Piccolo-Mugnaio-Bianco e del Drive-in. Siamo la generazione che andò al cinema a vedere i film di Bud Spencer e Terence Hill. Quelli cresciuti ascoltando gli Europe e Nik Kamen, e gli ultimi a usare dei gettoni del telefono. Ci siamo emozionati con Superman, ET o Alla Ricerca dell'Arca Perduta. Bevevamo il Billy e mangiavamo le Big Bubble, ma neanche le Hubba Bubba erano male; al supermercato le cassiere ci davano le caramelline di zucchero come resto. Siamo la generazione di Crystal Ball ("con Crystal Ball ci puoi giocare."), delle sorprese del Mulino Bianco, dei mattoncini Lego a forma di mattoncino, dei Puffi, i Volutrons, Holly e Benji, Mimì Ayuara, Poochie, Yattaman, Iridella, He-Man, Lamù, Creamy, Kiss Me Licia, i Barbapapà, i Mini-Pony, le Micro-Machine, Big Jim e la casa di Barbie di cartone ma con l'ascensore. La generazione che ancora si chiede se Mila e Shiro alla fine vanno insieme. E poi i Chips, il tenente Kojak, il dottor Quincy, Starsky & Hutch, Supercar Kitt, Magnum P.I., i Robinson, i Jefferson, il mio amico Arnold, Genitori in bluejeans, i mitici ragazzi della terza c, College, Classe di ferro, Automan, Hazzard, A-Team, Mac Gyver, Simon & Simon, Riptide, Charlie's Angels, l'Incredibile Hulk, Sandokan, Fantasilandia, Mananimal, Strega per amore, La casa nella prateria, Happy days, La famiglia Addams, Casa Keaton, Mork e Mindy, Hardcastle & McCormick, Wonder woman, Batman, L'uomo da sei milioni di dollari, La donna bionica, Ralph super maxi eroe, Furia, Rin Tin Tin, Lassie, i V-Visitors. La generazione che ricorda l'Italia Mondiale '82, e che ci viene un riso smorzato quando ci vogliono dare a bere che l'Italia di quest'anno è la favorita. L'ultima generazione a vedere il proprio padre caricare il portapacchi della macchina all'inverosimile per andare in vacanza 15 giorni. L'ultima generazione degli spinelli.Guardandoci indietro è difficile credere che siamo ancora vivi: viaggiavamo in macchina senza cinture, senza seggiolini speciali e senza air-bag; facevamo viaggi di 10-12 ore e non soffrivamo di sindrome da classe turista. Non avevamo porte con protezioni, armadi o flaconi di medicinali con chiusure a prova di bambino. Andavamo in bicicletta senza casco né protezioni per le ginocchia o i gomiti. Le altalene erano di ferro con gli spigoli vivi e il gioco delle penitenze era bestiale. Non c'erano i cellulari. Andavamo a scuola carichi di libri e quaderni, tutti infilati in una cartella che raramente aveva gli spallacci imbottiti, e tanto meno le rotelle!! Magiavamo dolci e bevevamo bibite, ma non eravamo obesi. Al limite uno era grasso e fine. Ci attaccavamo alla stessa bottiglia per bere e nessuno si è mai infettato. Ci trasmettevamo solo i pidocchi a scuola, cosa che le nostre madri sistemavamo lavandoci la testa con l'aceto. Non avevamo Playstation, Nintendo 64, videogiochi, 99 canali televisivi, dolby-surround, cellulari, computer e Internet, però ce la spassavamo tirandoci gavettoni e rotolandoci per terra tirando su di tutto; bevevamo l'acqua direttamente dalle fontane dei parchi, acqua non imbottigliata, che bevono anche i cani! E le ragazze si intortavano inseguendole per toccar loro il sedere e giocando al gioco della bottiglia o a quello della verità, non in una chat dicendo :) :D :P Abbiamo avuto libertà, fallimenti, successi e responsabilità e abbiamo imparato a crescere con tutto ciò. Tu sei uno di nostri? Congratulazioni! Invia questo a tutti coloro che hanno avuto la fortuna di crescere come bambini. "

Cos'è Amore?


Uno strano senso d’insoddisfazione da sempre caratterizza il mio animo. Mi spinge a cercare, con gli occhi, con il corpo, con la mente. Anche l’amore nasce così, poi muore. 
Questa mia inquietudine prima alimenta e poi stanca. È sempre stato così fino ad oggi ed è forse la mia maggiore inquietudine ora.
Sì è vero, sono sempre stata io ad andarmene. Ma da chi era ormai altrove, salvo poi ritornare assetato di parole, assordato dal silenzio della mediocrità. Ma non ero più lì. Stanca della luce riflessa. Del suono di un’eco. Non era Amore allora?

Voglio qualcuno come me, anzi che sia il contrario di me ma con gli stessi valori. Ed è così: scontrarsi ed incontrarsi. Con gli stessi obiettivi e strade diverse, che si toccano, incrociano e non si allontanano mai troppo. Entrambi in movimento, con il proprio ritmo, alla propria velocità, prendersi per mano e lasciarsi con la voglia di tornare. Ognuno un sole, ognuno una stella polare. 
Definire Amore non è possibile. Coglierlo nell’attimo però forse sì. Una fotografia. 
In questo attimo è diverso dall'attimo prima e probabilmente da quello che sarà. Così diverso ma è sempre lui, qui accanto a me. L’Amore mio. Ciò che vive non può essere costretto all’immobilità di un’istante, al ripetersi ossessivo di ciò che abbiamo colto come perfezione. Non può essere ingannato con i sensi, confuso con le parole, segregato nell’immaginario. Se vuole diventare carne e non restare solo un’idea, deve poter volare e rischiare ogni momento di perdere quota e precipitare.
Tutto questo semplicemente per dirti che ti amo e che spero davvero che tu abbia abbastanza forza di carattere per sopportare anche tutte le mie stramberie.

martedì, maggio 30, 2006

Piccola nota estemporanea...

... per l’invidia di almeno metà dei frequentatori di questo blog: ieri, andando a fare footing nelle campagne intorno a casa – e quando dico intorno non dico a 30 km, ma a 2! – ho fatto un incredibile incontro: Walter Savelli e i suoi occhiali bianchi. Ebbene si… questo significa che uno dei più grandi musicisti italiani abita vicino a noi. E non solo. Beh… potrebbe ricevere visite… in quel caso ho già avvisato Corrado: io mi butto sul cofano! :)

lunedì, maggio 29, 2006

Terzo tour de Paris - parte terza


Domenica 14 maggio. Se è vero che a Parigi è difficile trovare una boutique, un panettiere, una farmacia, un ristorante o un caffè che non facciano parte di una fredda catena è altrettanto vero che è anche la città dei mercatini. Fissi, settimanali o bisettimanali, generali, alimentari o di sola frutta verdura e fiori. Una festa di colori, di profumi, un brulicare di gente diversa da quella che incontri sulla metro. Improvvisamente i tratti del viso si distendono, la gente sorride, parla, si chiama da un posto all’altro. Le mille etnie si fondono nelle mille varietà di prodotti esposti sulle bancarelle. Passeggini e carrellini della spesa tipo trolley si incrociano perfettamente in un disordine di traiettorie perfetto. Uscendo dalle rotte turistiche siamo ci siamo immersi nel marché d’Anvers , nel quartiere de la Bastille.
In una botteghina inghiottita dal mercato si vendevano ogni genere di spezia e assaisonnement per ogni varietà di ristoranti, dall’italiano al cinese, dal pachistano al libanese. Siamo entrati dentro e sedotta dagli aromi non ho potuto fare a meno di acquistare qualche colorato pacchettino di spezie e la semoule per il couscous. Nonostante la bottega fosse minuscola la coda era lunga. Invitati dal proprietario che sollecitava “caisse ouverte à l’extérieur!” ci siamo diretti da lui per scoprire che la sua cassa non era altro che un sacchetto tenuto aperto da lui che ti invitava a fare il conto da sola via via che mettevi dentro un pezzo! E nel frattempo chiacchierava con altri clienti! Molto pittoresco!

Ed ancora, lungo la strada i brocantes stavano rimettendo dentro i loro furgoni
le curiose cianfrusaglie, così simili ma così diverse da quelle nostre, com’è simile e diversa la storia recente dei due paesi. Mangiamo qualcosa à la Bastille e poi ci dirigiamo verso place des Vosges, il delizioso giardino interno di una delle tante dimore del re, oggi restituito ai francesi che ne approfittano volentieri. Così come ne approfittiamo noi.
Sotto le logge un concerto di archi improvvisato da degli studenti di conservatorio accompagna un’altrettanto improvvisata mostra di arte: decine e decine di pittori e soprattutto pittrici espongono le loro opere dove un tempo passeggiavano re e regine, cortigiani e prelati.
Per concludere la giornata turistica andiamo a visitare il cimitero monumentale di Père Lachaise . Purtroppo siamo arrivati quasi all’ora di chiusura e non accedendo dall’entrata principale non sapevamo che erano disponibili delle piantine, quindi l’abbiamo girato a caso incontrando qualche tomba di personaggi famosi e di facoltosi parigini, molte delle quali in stato decadente se non fatiscente. Per l’atmosfera lugubre non è mancato nemmeno il classico gatto nero e, dopo aver notato il wc chimico di fianco alle steli di una famiglia in cui si chiamavano tutti uguali… non ho potuto fare a meno di pensare a Totò e alla sua livella! Torniamo stanchi in albergo per una doccia tonificante e ci dirigiamo verso il Quartiere Latino per cenare a prezzo fisso: la migliore cena di tutta la vacanza l’abbiamo fatta lì! Un modesto ristorantino con cucina francese, carne ottima e servizio cortese.

venerdì, maggio 26, 2006

Terzo tour de Paris - parte seconda

Secondo giorno, sabato 13. Saint Sulpice. Una chiesa che mi ha sempre incuriosito ma che non avevo mai trovato l’occasione di visitare. Dopo l’enorme successo de Il Codice da Vinci pare che sia stata presa d’assalto dai turisti. Si trova nell’esclusivo quartiere di Saint Germain des Prés, non distante dalla Sorbona. Per prima cosa ci siamo goduti l’aria fresca del mattino, i suoni attutiti della città – quel rumore sordo di vita che senti solo nelle piazze parigine – seduti sui cilindri di pietra che delimitano la piazza dell’imponente fontana dei quattro cardinali circondata dai castagni in fiore dal piazzale della cattedrale di Saint Sulpice. Per la verità di turisti non ne ho visti molti da quelle parti, ho visto molti più parigini. Ce n’erano molti, vestiti a festa che entravano ed uscivano dalla chiesa. Siamo entrati anche noi e mi è parso di entrare in un altro mondo. Stavano officiando la messa e cantando in francese gli stessi nostri canti, le stesse nostre preghiere. Affascinata dall’atmosfera mi ero dimenticata il segno della croce. Avvicinandoci alla navata centrale ci rendiamo conto che eravamo entrati proprio al momento della conclusione di una cerimonia solenne. Un cardinale ed un vescovo con tutto il loro seguito sfilavano verso l’uscita distribuendo sorrisi e benedizioni.
Ci siamo diretti verso l’Ile de la Cité passando per il mercatino di Saint Germain e per il Quartiere Latino sempre brulicante e denso di odori e profumi. Stava iniziando a piovere e ci siamo riparati dentro Notre Dame, sempre affascinante e suggestiva. Con il cielo fuori nuvoloso, era ancora più cupa e solenne. Abbiamo proseguito il nostro cammino visitando la Sainte Chapelle, proseguendo verso il punto estremo dell’Ile e tornando indietro costeggiando la Conciergerie abbiamo attraversato la deliziosa Place Dauphine . Il famoso mercatino dei fiori con le sue bancarelle e i mille colori e profumi era poco distante e abbiamo concluso li il nostro tour quotidiano prendendo la metro per tornare in zona albergo. Abbiamo optato per un po’ di shopping e ci siamo diretti quindi verso i grandi magazzini.
Siamo tornati in albergo per una doccia, cambiarci e poi a cena à la Souris Verte. Un ristorantino che frequentavo molto spesso quando vivevo a Parigi e del quale avevo un delizioso ricordo… questa volta mi è sembrato mediocre.

martedì, maggio 23, 2006

Resoconto turistico-tragicomico del terzo tour de Paris

Arrivo e primo giorno. Siamo atterrati ad Orly alle 22,30 circa. A quell’ora abbiamo preso il primo bus Orlybus che ci ha lasciati a Denfert Rocherau . Da li abbiamo preso la RER B fino a Châtelet les Halles dove abbiamo preso la correspondance M4 fino a Strasbourg Saint-Denis e quindi la M9 fino a Bonne Nouvelle . Siamo arrivati all’hotel in rue de l’Echiquier che era già mezzanotte. L’accoglienza fredda e formale, piuttosto seccata del portiere di notte ci ha fatto dubitare di essere approdati ad un quattro stelle che chiede di norma per quella stanza 300 € a notte. E nessuno che si offre di portarci le valigie. L’ascensore basculando si arresta con un rimbalzo al primo piano. Percorriamo i corridoi con la carta da parati nuova qua e la rigata e strappucchiata dai carrelli delle cameriere che rifanno le camere al mattino. I fiori finti nel vaso con l’acqua, polverosi. Entriamo nella 111, esausti. Ci spogliamo senza fare nemmeno la doccia e crolliamo sul letto. Il cuscino alto e duro ci costringe ad una posizione innaturale, in qualsiasi modo ci rotoliamo nel letto. Caldo, una sensazione di colla. Ma per quale maledetto motivo i francesi hanno talvolta l’abitudine di mettere coprimaterassi incerati? La stanza da direttamente sul davanti dell’hotel. Gruppi di ragazzi passano per la strada a qualsiasi ora della notte, ubriachi, gridando. Sono stanca. L’atteggiamento del portiere di notte mi ha disturbata. Il pensiero di mia zia mi tormenta tutta la notte che passo in dormiveglia, pregando. La mattina mi sveglio più stanca di prima. Usciamo dopo una doccia e ci fermiamo per un coreografico cappuccino con croissant in un caffè su Boulevard Poissonnière. Io che chiedo sempre un cappuccino con poca schiuma… la barista, sentendo che eravamo italiani ha deciso di far bella figura con due cappuccini stile Monte Bianco… portandoceli orgogliosa al tavolo!
Che si fa stamattina? Imbocchiamo la metro dalla vicina stazione di Bonne Nouvelle, prendiamo la M8 e usciamo à la Concorde per una passeggiata verso la Tour Eiffel, attraversiamo la Senna passando per les Invalides, fermandoci un paio di volte per una piccola pausa sulle numerose panchine nei numerosi piccoli e grandi giardini sparsi per la città. La giornata non è malvagia, non brilla il sole ma non fa freddo. Gli Champs de Mars sono per metà “pelouse à repos” e quindi la gente è assiepata solo sulla metà di destra. Invidio il loro coraggio: la terra è ancora molto umida. Ai piedi della Torre brulicano centinaia di turisti, molti dei quali in fila per salire su. Noi optiamo per un po’ di relax all’ombra della Torre. E’ l’ora di pranzo. Ci allontaniamo per rifornirci di cibo e vettovaglie ed intercettiamo uno dei numerosi paninari parigini con formule sandwich boisson dessert tornando a consumare su una panchina negli Champs de Mars con deliziosa vista sulla Tour Eiffel. Una piccola baguette thon cruditées io, una ai semi di papavero poulet cruditées Corrado. Una classica Orangina, che a Parigi la Fanta non sanno quasi cosa sia e una petite bouteille d’eau, che altro non è che acqua! Ma le opere d’arte sono i dessert. Presi direttamente dalle scenografie di Eurodisney… un rettangolo al caramello e cioccolato per Còcò e una mini torta alle fragole per me. Una sigaretta e un po’ di chiacchiere e siamo pronti per ripartire alla scoperta di Parigi. La scelta è fra salire sulla Torre adesso che i turisti sono tutti a mangiare o di fare un giro in bateau mouche. Optiamo per la seconda e ci apprestiamo a goderci il panorama da un punto di vista diverso: dalla Senna. Un fotografo indiano con una grande macchina ci ritrae tutti, scattando metodicamente su ogni ospite. La guida audio ci accompagna nel tour ma mi stanco presto di ascoltarla, i sedili sono stretti e scomodi e la posizione in cui ti costringe quella sorta di telefonino non è molto confortevole. Decido di godermi l’escursione nature, con il naso in su, un po’ a destra e un po’ a sinistra. Scatto qualche foto. Fa caldo, il sole splende ma una leggera brezza allevia il calore: Corrado è tutto rosso! Coppiette di innamorati un po’ buffi si fanno foto a non finire con sfondo ora questo ora quel monumento - impallando tutti gli altri, che un po’ borbottano e un po’ sorridono divertiti dalle scenette. Vale la pena fare questa gita sul battello anche solo per il giro dell’Ile de la Cité! Rientriamo in albergo per un riposino e usciamo quindi di nuovo per un po’ di spesa per il mattino e dell’acqua, qualche succo di frutta, compote à la poire, pain au lait avec petites de chocolat e del pain brioche. La colazione in albergo era considerata extra: 19 € a testa! Ma siamo matti? Siamo andati ben oltre il fondo dei nostri risparmi per questa vacanza che abbiamo comunque voluto fare! Abbiamo concluso la giornata cenando al McDonald’s dietro l’angolo, che non è propriamente francese… ma di strada e a buon mercato!

venerdì, maggio 19, 2006

A casa!

I’m back!
Siamo tornati mercoledì sera… stanchi morti! E’ stata una vacanza decisamente alternativa, una visita a Parigi in chiave diversa. In primis per il budget ridotto all’osso… e per dispetto i prezzi sono aumentati anche in Francia! A noi il contraccolpo dell’euro arrivò subito, tanto che per me andare a Parigi significava anche shopping sfrenato! Negli ultimi tre anni ci hanno ripreso e di nuovo superato. Niente più shopping a Parigi! Mi sono sentita finalmente una turista anch’io. Un po’ a malincuore. Ho perso molto della lingua francese, la uso molto poco e mi sono trovata in difficoltà, mi sono dimenticata molte parole di uso comune, modi di dire, espressioni colloquiali, giochi di parole, intonazione. Un po’ sulla fine della vacanza mi sono ripresa, ma tanto ritornando a casa riperderò velocemente tutto quanto. Adesso incespico un po’ nell’italiano, ma domani sarà già tutto a posto! :)
Corrado ha buttato giù un diario giorno per giorno, nei rari momenti di pausa… lo userò come canovaccio per riscrivere il mio e metteremo insieme le nostre foto. Ce ne sono alcune davvero belle. Ora torno al lavoro, che ho una montagna di fogli sulla scrivania!

mercoledì, maggio 10, 2006

Parigi è sempre un punto d'inizio!

Lo possiamo considerare un viaggio di nozze? Domani partiamo per 6 giorni per la nostra meta preferita: Parigi. Molti mi dicono: ma non t’è venuta a noia? Non saprei dire nemmeno quante volte ho volato, viaggiato in treno o in macchina verso Parigi… forse venti o più. Ma Parigi è sempre là che mi aspetta. E fortunatamente anche Corrado si è innamorato di questa bellissima città e questa è la terza volta che ci andiamo insieme! Ci manca ancora tanto da vedere, è una città immensa e generosa, piena di storia e modernissima, suggestiva in ogni angolo! Questa volta il nostro obbiettivo principale è il Louvre, ma anche i luoghi del Codice da Vinci, come spunto di un nuovo percorso. Voglio fare anche un po’ di shopping eno-gastronomico, mi mancano certe cose particolari che qua ovviamente non si trovano e adesso che ho casa mi posso finalmente sbizzarrirre (aggiornerò presto il blog culinario finalmente!) Purtroppo questa volta sembra che il meteo non ci sia amico. A gennaio l’anno scorso abbiamo beccato forse l’unica settimana di sole della stagione, a settembre era quasi afoso. Avevo scelto maggio sperando nella fortuna… vedremo! Ci porteremo anche il mio modesto pc portatile così scarichiamo via via le foto! Abbiamo intenzione di farne molte questa volta! Alloggeremo in due alberghi diversi, Holiday Inn in entrambi i casi. Una figata!
Stasera passerò a trovare una zia molto malata. Spero di ritrovarla al mio rientro, se non altro per star vicina ai miei nel momento peggiore. Mia madre si sta spendendo molto nell’assisterla nonostante sia solo la cognata, infatti sono sei mesi che praticamente non la vedo. Si è persa anche una delle cose più importanti della mia vita – questa mia uscita di casa, che sarà quella definitiva. Ormai è alla fine. In questi casi, il vuoto diventa enorme e coloro che assistono gli ammalati cadono improvvisamente in depressione: avrà molto più tempo e spero che me ne lasci occupare un po’… ci vorrebbe proprio un bel bebè!
:)

martedì, maggio 09, 2006

Gaps

Mi giurano che non si vedono, mi giura che non li sente. Ma i sette anni di differenza ci sono. Adesso poi che io ho compiuto i miei 34 e lui non ancora i suoi 27 sono pure 8! Nemmeno io ci faccio più caso… ma non riesco a capire quanto io mi sia lentamente rimbambinita e quanto lui sia effettivamente più grande della sua età.
Approfitto di questo momento in cui non ha l’adsl ma solo una connessione tramite cellulare, quindi poco propenso al cazzeggiamento virtuale… mi strozza se mi legge!
Come si fa quando il gap di esperienza è così profondo?

Una parte si compensa con l’intelligenza. Una parte con la pazienza. Una parte resta scoperta.
Il resto è quello che devono affrontare tutte le coppie. In ogni caso l’uomo è generalmente quello più immaturo, all’interno di una relazione. Il mio è talmente intelligente e sensibile da riuscire a compensare l’esperienza che gli manca, rispetto alla mia, ma anche da cogliere la scusa al volo allorquando, preso in contropiede davanti all’evidenza se ne esce candidamente con un “che pretendi, infondo ho solo 26 anni!”
Ma poi, alla fine, tutta questa esperienza serve davvero o tarpa le ali? Anche qui è questione di intelligenza dosata bene con la sensibilità … beh, anch’io, insieme alla modestia, ne ho da vendere, è chiaro! ;)
Entrambe… serve e limita, sostiene e frena. E’ provvidenziale che l’uomo che hai accanto riesca a comprendere quando hai messo in moto l’una o l’altra modalità. E’ già raro che riesca a rendersi conto che vivi due emozioni distinte, figuriamoci che realizzi quali e in quale momento. Il mio si, di solito. Prima e meglio di me. Perché ha le doti migliori dell’uomo: niente seghe mentali, dritto al nocciolo. E non ha i difetti di quelli della mia età… quelli più adatti a me, secondo il costume. I cosiddetti prossimi ai 40. Se sono liberi sono reduci da una o più grosse delusioni, diventano opportunisti ed egocentrici, aridi e introversi. Una palla insomma e io non ho spiccate doti autolesioniste da crocerossina! Nel senso che quando c’è da soccorrere e sostenere il mio uomo sono presente ed attiva, ma non riuscirei mai ad impostare un rapporto in questo modo sistematicamente. Quando e se diventa un’abitudine opportunistica… ciao! Voglio ed ho voluto un uomo che avesse come prima qualità morale la chiarezza d’animo, la serenità interiore. Ma questo uomo meraviglioso ce l’ha un difetto? Si, uno su tutti! E’ lentoooooooooooo… ma di una lentezza che a volte ti leva il fiato dai polmoni! Per me poi che sono il mostro della Tanzania! Mille impegni, mille idee da fare incrociare, combaciare ed intrecciare! Nulla, lui una per volta e lentamente. E poi si riparte dal punto di partenza per fare la seconda! E nel framezzo si trastulla. E non lo smuovi! Questo è e sarà sempre il nostro maggior motivo di scontro perché è una questione caratteriale. Io accrescerò senz’altro la mia pazienza e lui si velocizzerà un po’… ma qui siamo a miglia e miglia di distanza! In continenti diversi. A dispetto delle sue origini sovietiche è piuttosto sudamericano in questo! Siestaaaa!

lunedì, maggio 08, 2006

La nostra prima casa

Finalmente la nostra casa sta prendendo forma. Dato che è in affitto e già arredata non è così semplice sentircisi bene dentro. Dopo una profonda ed accurata pulizia, abbiamo iniziato a prendere possesso degli ambienti e adesso sta iniziando ad assomigliarci un po’. Paradossalmente la prima stanza che abbiamo occupato con qualcosa di nostro e con noi stessi (la camera da letto) è quella che ha ancora bisogno di essere personalizzata. In primis dobbiamo cercare una cornice adatta al poster che Corrado mi ha regalato per il mio compleanno, che dovrà essere posizionata sopra il letto.
Il giardino è ancora un disastro, ma la cosa non mi preoccupa dato che è minuscolo e voglio piantarci solo qualche erba aromatica. Presto saremo in grado anche di invitare qualche amico a cena. Ma prima tocca ai genitori... che i miei e i suoi non si conoscono ancora...

venerdì, maggio 05, 2006

Tutto qua!

Ma nel mondo moderno esiste ancora il ruolo della donna e quello dell’uomo? Dipende. Alla donna materna, che si occupa di tutto, dall’economia domestica alle pulizie, dalla lavatrice al ferro da stiro, dal cambio degli armadi e dei letti, dalla gestione dei rapporti della famiglia con l’esterno all’approvvigionamento del frigorifero e della dispensa… dovrebbe in teoria corrispondere l’uomo paterno, che provvede al fabbisogno economico della famiglia, all’approvvigionamento dei materiali combustibili, alla manutenzione degli impianti di qualsivoglia genere e degli automezzi nonché di tutto ciò che è meccanico. Insomma, da bimbi le femmine giocano a mamme e i maschietti al meccano. Si tratta di predisposizione naturale. La vita di oggi ci costringe ad altro. Oggi sono anche le donne a provvedere al fabbisogno economico e a volte sono la colonna portante dell’economia domestica, con i loro lavori sicuri - senza ambizioni perché la passione la mettono all’interno del nucleo familiare. Le donne sono lì, con le loro calde braccia accoglienti a proteggere sostenere raccogliere i loro uomini. Però non hanno più il tempo per le chiacchiere fra donne, per la vera cura di se stesse, per cercare le erbe e pregare - se non di fretta, in modo insoddisfacente ed incompleto e piano piano dimenticano di ascoltare se stesse. Io voglio fare tutto e farlo bene.


I bambini stan sempre soli
le bambine stan sempre sole
i maschietti con i fucili
le femminucce con le bambole
i pirati i terzini e i cow boy
che giocano di qua
le signore le principesse
se ne stanno un po' più in là
ma c'e' un posto che e' un po' nascosto
dove giocano a mamma e papà
tutto qua!

giovedì, maggio 04, 2006

A.A.A. SILENZIO cercasi...

Premetto di essere in fase pre-ciclo in forte ritardo (non sono incinta, ho fatto il test anche se non avevo dubbi) e di esser quindi tendenzialmente piuttosto suscettibile ed irritabile. Non riesco a dormir bene la notte anche per colpa del dolore alla gamba e forse dei pensieri. Alle sette meno dieci di ogni mattina, puntualmente, i volpini della vicina iniziano in coro ad abbaiare. Amo gli animali, gatti in primo luogo e da quando ci sono Jerry e Freddy anche i cani, ma confesso che a quell’ora di mattina mi passano fantasie canicide a forma di polpetta avvelenata per la testa … riesco a cacciarle solo dopo qualche minuto che hanno smesso di guaire pensando che infondo quelle due orribili bestie (abbaiano sempre, continuamente, a tutti… anche al figlio della padrona) sono la quasi unica compagnia di quella povera vecchietta. A quel punto passo alle fantasie omicide. Inizia il via vai di macchine sulla strada. Sembra di essere ad Indianapolis. Credo che passino alla velocità media di trecento all’ora, scambiandosi facendo pericolose gincane. Immagino di srotolare cinghie chiodate a traverso la strada, di piazzare transenne col divieto di transito in cima alla strada…
Come si può pretendere che mi alzi dal letto di buon umore? Non posso nemmeno fumarmi una sigaretta dopo colazione – peggio di un condannato a morte - perché Corrado, costretto ad accompagnarmi al lavoro per tenersi la mia macchina durante il giorno e intasato e rappreso dall’allergia, non riesce proprio a sopportarla! Lui dice che è meglio così perché in questo momento sono pericolosa alla guida, dovrei mettere il triangolino adesivo dietro con scritto “donna in fase pre-ciclo a bordo” …
Lo so che fumare non è una bella cosa... infatti in casa non fumo quasi mai se non seduta sul davanzale della finestra al massimo una volta al giorno. In macchina era proprio l'unica che mi godevo appieno...

martedì, maggio 02, 2006

Dicono che il primo anno sia quello più difficile...

Non sono scappata all’estero… sono solo sommersa fra il lavoro e il trasloco, pratiche, volture, allacciamenti. Come se nn bastasse la macchina di Corrado ha dato forfait ed è passata a miglior vita la prima mattina che si è svegliata a casa nuova! Questo limita l’indipendenza di entrambi. Fra una settimana partiamo per Parigi! E quindi dobbiamo organizzare anche quello… e poi… mi sento spossata e a rilento, il ginocchio ha ripreso a far male e stanotte non mi ha lasciata dormire. Il ciclo è classicamente in ritardo come ad ogni cambio di stagione e cambio di vita… mi sento gonfia, statica, passiva anche se l’indole che oppone resistenza riesce ancora ad avere la meglio! Quindi sono qui, fra distinte assegni e contrassegni, numeri verdi e signorine cortesi disponibili e complicate, bolli, depositi cauzionali, liste e cataloghi, estratti conto, lista della spesa, email, rifiuti solidi urbani... ma felice! :)

mercoledì, aprile 19, 2006

Ansia

Penso sia normale… sono iper-agitata! Domani è il grande giorno. Contratto e chiavi. Ci andiamo subito, ho già le lenzuola pronte! Ci mancano miliardi di dettagli ma li sistemiamo sur place giorno per giorno! Intanto stasera mi devo ricordare di cercare il blocchetto degli assegni, che domani mi serve!

domenica, aprile 16, 2006

Punti di vista

Buona Pasqua
E dire che oggi mia mamma ha cucinato maialino arrosto!

mercoledì, aprile 12, 2006

Cronaca di una vittoria annunciata

Giuro che ieri mattina avevo paura di svegliarmi e scoprire che l’incubo Berlusconi non era finito! La giornata di lunedì, caratterizzata dall’incertezza ci ha tenuti tutti con il fiato sospeso. Le mie colleghe mi prendevano in giro dicendo che sarei stata tutta la notte sveglia a saltare da un canale all’altro ed invece sono andata a letto con un buon libro alle 11. Al contrario sono state loro ad andare a letto alle 3 del mattino per seguire i vari notiziari! Alle 7 avevo già gli occhi aperti, sentivo i miei che si muovevano silenziosamente al piano di sotto… tendevo l’orecchio per sentire se la tv fosse accesa ed eventualmente captare qualche notizia ma niente. Meglio così perché magari non avrei capito bene e sarei sprofondata inutilmente nello sconforto… dopo una ventina di minuti mia madre sale e ed entra in camera… “mamma, dimmelo via… s’è vinto o no?” “alla Camera si, al Senato non si sa”… è già qualcosa. La conferma poi all’ora di pranzo. Ho sentito una collega dire ad un’altra: “ho sentito il telegiornale, mi dispiace per voi: è tutto nostro!” – non sapendo le tendenze politiche delle due ho fatto due rapidi calcoli: donna pratica, attiva indipendente – profonda conoscitrice di tutte le soluzioni pratiche e rimedi - quella che ha parlato… superficiale ed egocentrica – nonché profonda conoscitrice di tutte le marche e firme di moda nonché gossip e reality - la seconda. Mhmm… troppo facile, come sparare sulla croce rossa!

Abbiamo vinto, si abbiamo vinto!
Col sorriso che si allarga piano piano ed un peso sullo stomaco prende il volo… lontano lontano…
Adesso si governa! Basta con le polemiche e la campagna elettorale! Adesso si torna a crescere!!! Sarà difficile perché ci sarà un ostruzionismo serrato, ma ce la faremo se restiamo uniti!

domenica, aprile 09, 2006

Auguri!

E' buona educazione non chiedere l'età alle signore... quindi oggi fatemi solo gli auguri! Li voglio da tutti i frequentatori più o meno assidui del mio blog... sono ben accetti anche in ritardo! :)
Che ci vogliamo fare la curiosità, si sa, è femmina...
Ah... la news dell'ultim'ora è che la casa sarà nostra a partire dal 20 aprile! :)

martedì, aprile 04, 2006

Ancora uno strano sogno

Eravamo all’aria aperta, io e Corrado, in mezzo ad altra gente, conoscenti… niente di importante. Eravamo separati dalla piccola folla, guardavamo tutti uno strano uccello, bellissimo e molto grande che se ne stava appollaiato sul ramo di un albero poco più in sotto. Tra noi e la radura in discesa un piccolo strapiombo protetto da una classica staccionata di montagna. All’improvviso il maestoso e morbido uccello dallo sguardo dolce e bonario apre le grandi ali spicca il volo staccandosi dal ramo dirigendosi verso Corrado come per ubbidire ad un silenzioso richiamo – come se avesse scelto lui per un misterioso merito - e si posa delicatamente sulle dita della sua mano che in un primo momento ondeggia per il peso. Mi sento gratificata dalla scena ed improvvisamente sento con impeto un sentimento misto di ammirazione e curiosità. Corrado si volta verso di me e con uno sguardo di intesa abbassa ed alza il braccio che sosteneva il rapace invitandolo così a sollevarsi in volo e ad appoggiarsi su di me. Tendo la mano per ricevere l’animale che dopo aver spiegato le ali manda in avanti le zampe unghiate per attaccarsi alle mie dita. Credo che sia in questo momento che i miei sentimenti cambiano. Dalla gioia, tenerezza, curiosità sono passata all’ansia e quindi alla paura che mi attanaglia nello stesso istante in cui le zampe fredde dell’uccello attanagliano le mie dita. Mi sono sentita senza scelta, ho cercato di liberarmi dolcemente invitando l’uccello a riprendere il volo ma più tentavo di sciogliermi e più lui stringeva le sue fredde ossute ed unghiate dita attorno alle mie, non si staccava. Ho tentato con la forza usando l’altra mano per sciogliere le sue dita dalle mie ma lui si ribellava usando il suo forte becco ricurvo. Niente panico né dolore né sangue però, solo una sorta di consapevole testa a testa fra me e lui. Credo che il sogno sia finito qui però perché non ricordo altro.

mercoledì, marzo 29, 2006

Progetti

Io e Corrado ci stiamo preparando a compiere il grande passo: andare a vivere insieme! Stiamo cercando casa e forse l’abbiamo trovata. Ho una paura enorme perché sarà dura… lui adesso ha aperto il cassetto, tirato fuori il sogno e sta tentando di realizzarlo ed ha tutto il mio appoggio. Non è certamente quel che si dice il momento migliore per fare una scelta del genere… ma chissenefrega, ce la faremo! Nonostante mille timori che affollano la testa e lo stomaco, sento crescere in me sempre più grande l’amore! Non vedo l’ora...

lunedì, marzo 27, 2006

Uno stupido incidente, una stupida distrazione

Ci sono cose che accadono, che non erano previste. Che magari non ti toccano direttamente ma ti sconvolgono abbastanza per renderti conto che è tutto stupido ed inutile a confronto del miracolo della vita. All’improvviso cambia tutto, la prospettiva si capovolge, si sposta il baricentro in modo violento, l’equilibrio si spezza. Il pensiero della morte non deve paralizzarci ma solo renderci più consapevoli del presente… e più attenti, per noi, per gli altri e per i nostri cari. La vita è preziosa e come tutte le cose preziose non va sprecata. In congetture, rinunce, litigi stupidi, lotte di potere, nascondendosi da se stessi.
Qualche anno fa ho conosciuto una donna molto forte ed onesta, piena di interessi vitale ed energica, entusiasta e curiosa. Una donna coerente e consapevole di se stessa, che ha sempre saputo riconoscere la propria strada quando si è trovata di fronte al bivio. Una di quelle persone che ti ritrovi a pensare che sei felice di aver incontrato sulla tua strada. Questa è una dura prova, senz’altro la più dura che le si sia mai presentata fino ad oggi e spero con tutto il cuore che riesca ad affrontarla.

Un mondo sommerso

Visita all’acquario di Genova. La consiglio a tutti… a tutti gli adulti che hanno nostalgia della sensazione di meraviglia che prende da bambini di fronte a qualcosa di nuovo ed inaspettato, alla vita nelle sue molteplici forme e colori… vi consiglio anche di non perdervi la proiezione del film in 3D sui mostri degli abissi!

giovedì, marzo 23, 2006

Bruciare il passato

Riprendo uno stralcio di una news apparsa qualche ora fa su gossip.it.
“Jennifer Aniston sta continuando la sua opera di smaltimento ricordi: dopo aver dato fuoco sulla spiaggia di Malibu al suo vestito da sposa, ora sembra aver deciso di sbarazzarsi dei vecchi abiti di Brad Pitt, dandoli in beneficenza.”
Non perché mi interessi di gossip, ma avevo sentito qualcosa alla radio che mi ha incuriosita e ho cercato notizie in merito. Jennifer Aniston, bella si certo, ma di una bellezza normale, esaltata dal valore aggiunto del piccolo schermo. Una sorta di cenerentola a cui era capitata la incredibile fortuna di essere la prescelta dell’uomo più bello del mondo. Quasi una favola d’altri tempi che si è poi trasformata in uno straziante dolore – perché la piccola Rachel Green non ha avuto vita facile con il principe di Holliwood ed infine è stata scalzata dalla prorompente (a suon di bisturi) Angelina Jolie. Credo che fosse veramente innamorata dell’affascinante Brad, Jennifer – cosa forse più unica che rara in un mondo come quello, in cui i matrimoni si celebrano prima dal notaio che in chiesa. Bruciare l’abito da sposa richiede una grande dose di coraggio, significa affidare al fuoco il proprio dolore per trasformarlo in energia vitale. Significa voltar pagina in modo consapevole e costruttivo. Disfarsi del passato in modo così definitivo significa liberarsi da tutti quei sentimenti deleteri che impediscono di vivere il presente. Solo una donna che ha veramente stima di se stessa riesce a farlo.

mercoledì, marzo 22, 2006

La primavera è in ritardo...

Perché mai, qual è la causa del preconcetto per cui titolare e dipendente debbano essere per forza su due fronti opposti? Fare in modo che questo accada - fa comodo a chi? Ho sempre sentito dire dividi e impera. Ecco a chi fa comodo… a chi governa! Anzi, a chi vuole imperare! Chi ha convinto i padroni che gli operai ed impiegati che chiedono di partecipare, all’impegno e al guadagno vogliono affossare le aziende? Com’è possibile che credano a simili sciocchezze? Perché vedono il nemico in ciò che è una risorsa? E’ quindi questo quello che si voleva per l’Italia nel volerla governare come si guida un’azienda? Spaccarla in due come sta cercando di fare il nostro Presidente del Consiglio!?
Amo il mio Paese e mi fa male l’aria inquinata che si respira in questi giorni pre-elettorali. Non vedo l’ora che sia finita! Credo piuttosto nel principio che l’unione fa la forza. E preferirei che l’Italia fosse governata come se fosse una famiglia, piuttosto che come un’azienda, soprattutto se l’idea dell’azienda è quella. Vorrei che si cambiasse mentalità, che si smettesse di pensare che tutto ha un prezzo, basta stabilire quale. Vorrei che il potere dei valori e non quello del denaro fosse il punto cardine di uno Stato. Che lo Stato rappresenti una garanzia per il Popolo e che il Popolo torni ad amare il proprio Stato, disponendosi al sacrificio se occorre, ma in modo equo e solidale, potendo partecipare e discutere nella trasparenza alla vita pubblica. Basta con i martellamento mediatico che ha ed ha sempre avuto (da qualche lustro in qua) l’unico scopo di abbassare la soglia culturale del Popolo, anestetizzare subdolamente il cervello, imbonire e plagiare le menti dei teledipendenti. Basta con la spazzatura, con le trasmissioni tarate con l’auditel, con questo cibo avvelenato! Basta con questa lunga stagione di piogge, voglio finalmente tornare a vedere il Sole splendere su questa magnifica variegata esuberante variopinta generosa nobile profumata accattivante terra che è l’Italia!

lunedì, marzo 20, 2006

Non esistono più le mezze... stagioni!

L’Italia, si sa, è terra di luoghi comuni, detti, massime, proverbi, adagi, tormentoni e modi di dire. C’è n’è uno, forse poco lusinghiero, che porta da decenni il mio amato Claudio sulla bocca di tutti gli italiani. Chi è che non ha mai pronunciato la frase “faccio come Baglioni...” allorquando non sia arrivata l’ora di cambiar aria, posto, luogo, compagnia? Confesso, talvolta anch’io… naturalmente in modo ironico per una sorta di vendetta su quelli che mi rivolgono questa frase con fare denigratorio nei confronti del mio diletto cantautore – che si sa, i più amano segretamente ma mai lo ammetterebbero. Ma questa è un’altra storia. Bene… credo, spero, auspico la mutazione trasgenica di questa rima nella forma ma soprattutto nel contenuto, nel momento in cui, perse clamorosamente le elezioni il signor Berlusconi si toglierà finalmente...

venerdì, marzo 17, 2006

Adoro quest'uomo testardo

L'uomo col megafono parlava parlava parlava di cose importanti, purtroppo i passanti, passando distratti, a tratti soltanto sembravano ascoltare il suo monologo, ma l'uomo col megafono credeva nei propri argomenti e per questo andava avanti, ignorando i continui commenti di chi lo prendeva per matto...
però il fatto è che lui... soffriva...
lui soffriva... davvero
L'uomo col megafono cercava, sperava, tentava di bucare il cemento e gridava nel vento parole di avvertimento e di lotta, ma intanto la voce era rotta e la tosse allungava i silenzi, sembrava che fosse questione di pochi momenti, ma invece di nuovo la voce tornava, la voce tornava... COMPAGNI ! AMICI ! UNIAMO LE VOCI ! GIUSTIZIA ! PROGRESSO ! ADESSO !ADESSO !
(L'uomo col Megafono - Prima di essere un uomo - Daniele Silvestri)

mercoledì, marzo 15, 2006

Un regalo inaspettato

Qualche giorno fa in lista (Reginella.net) è passata la notizia (poi confermata sul sito ufficiale di Baglioni) che lo spic di quest’anno sarà il dvd del raduno del 17 dicembre 2005 di Firenze. Pur essendo contenta ho dichiarato che a scegliere avrei preferito quello del 2004 che ricordavo come uno dei più bei giorni della mia vita. Immmediatamente un amico listaiolo si è offerto di fornirmi una registrazione di quel raduno, che non sospettavo nemmeno esistesse. Questo è il mio commento al raduno che passai in lista il giorno dopo:


Raduno Clab numero dieci – Viterbo, 12 settembre 2004

“Ciao a tutti, a chi c’era e a chi aspetta i nostri commenti per sentirsi un po’ partecipe a questo meraviglioso abbraccio che è stato questo decimo raduno. Sono a pezzi, stanca morta ma felice! Ho partecipato ad altri raduni in passato ma questo è stato decisamente diverso. Come del resto ogni momento della vita è unico… a questo è stato speciale davvero… la mia sensazione è stata quella di sentirmi veramente parte di un tutto, c’era un’atmosfera magica, un’energia incredibilmente positiva, come un vento vivo che ti sfiora e ti abbraccia, ti sostiene in mezzo al cielo senza farti sentire lontano. Un arcobaleno di storie ed emozioni tutte dentro un unico cuore. Eravamo tutti stanchi ma ci siamo dati fino alla fine, fino a che ce n’è! Perché si vive nel presente, perché la vita è adesso… e non è retorica, perché tutto questo è meraviglioso e ci da tanto, ci carica di amore per la vita che è questo ma è anche il quotidiano. Facciamo in modo di vivere il quotidiano con lo stesso entusiasmo e la stessa disponibilità! Mi sono sentita particolarmente recettiva, alcune cose che ha detto e cantato Claudio ieri mi sono entrate dentro con gradevole violenza, un messaggio personale tutto per me. Ho pianto e riso di cuore ieri, ballato saltato e cantato, ascoltato in religioso silenzio, immobile. Farò tesoro di tutto quello che ho imparato. Grazie a tutti i vostri cuori che hanno battuto con il mio, grazie Claudio. Vi auguro una vita piena di amore e felicità. Un bacio a tutti i vostri bambini e al bambino che è dentro di voi! Non lasciatelo morire mai!”

Nel giro di una settimana mi ha spedito i due dvd e altri due cd a sorpresa che ancora non ho avuto il tempo di visionare. Me lo sono visto in due puntate, sul mio portatile. E appena ho premuto start il mio chackra del cuore ha iniziato a vibrare e l’atmosfera di quel momento mi ha catturata di nuovo. E’ stato bellissimo rivedere un Claudio sorridente, giocoso, aperto, pronto a darsi e a ricevere… una giornata davvero coinvolgente di puro divertimento. Un vero incontro fra lui e i suoi fans. Certi momenti accadono per magia, non si possono ne programmare ne ripetere. Ho un ricordo molto forte di quella giornata in cui sono riuscita ad esser felice anche se da sola, in mezzo a sconosciuti che sentivano le mie stesse emozioni. Una bella prova per una che da sola non c’era stata mai, che non riusciva a godere di niente se non lo condivideva con la persona del cuore. Sono riuscita in quel giorno a dimostrarmi con gioia che non avevo bisogno di un uomo al mio fianco per affermare ed affrancare le mie passioni, le mie emozioni, le mie sensazioni per godermele appieno senza alcun rimpianto!
Grazie Max per questo bellissimo regalo che mi ha permesso di rivivere un momento per me così importante! :)


martedì, marzo 14, 2006

Un po' di politica, si può?

Oggi mi sono dilettata a leggere cosa si dice sul pianeta Terra della politica italiana. Avendo spesso contatti con l’estero, ho sempre avuto più o meno chiara l’immagine dell’Italia che attraversa i confini dello Stato: ci prendono per il c**o! Da una decina d’anni!
Ci stiamo riappicicando addosso l’etichetta di mafiosi un po’ ignoranti e megalomani, con scarso gusto nel vestire, humor di dubbia bontà… dicono che siamo in recessione, fluttuanti sui limiti imposti dalla UE, inebetiti dal tubo catodico e contenti di esserlo, dato che c’è un ragionevole rischio che la macchietta che ha contribuito largamente al revival dell’icona italiano anni ’20 nel mondo – venga rieletto per altri 5 anni. Date un’occhiata voi stessi: Google news, scegliete la nazione e digitate il nome del premier. Cliccate a caso, non c’è una testata giornalistica mondiale che ne parli bene – anzi! Ho fatto un’ulteriore operazione. Sono andata a vedere il sito internet di Forza Italia e di Alleanza Nazionale: sono ri**co**, buff***esch*, infan**le***i - scusate gli asterischi- non si possono esprimere giudizi in par condicio - solo riportare i fatti - allora andate a vedere voi stessi… ad esempio, su quello di FI si istruisce gli adepti ad invitare a cena un conoscente indeciso per convincerlo a votare il Cavaliere… ancor meglio, c’è una pagina che ti da la possibilità di scegliere tra vari sfottò alla sinistra da inviare in sequenza agli amici per e-mail! Ma voi li avete mai ricevuti? Io ne ricevo a quintalate da anni su Berlusconi eppure non si trovano sul sito dei Democratici di Sinistra o su quello di Rifondazione Comunista. I creativi digitali si cimentano gratis nel creare fantasiose e divertenti - che spesso lasciano però l’amaro in bocca - prese in giro su Berlusconi, le mettono in giro e… girano! Berlusconi è costretto a pagare professionisti per crearle, a metterle a disposizione sul suo sito e… non girano! E’ demoralizzante vedere certe bagatelle sulla home page di un partito politico! Siamo seri, per l’amorididdio! Ma da quando in qua è chi è al governo che fa “satira” sull’opposizione? E non solo... da quando in qua è un politico che fa satira sull'avversario? Ma non ci dovrebbero essere i comici e i satirici per questo? Ops! In Italia non più, sono banditi! Si può dire: 26 giorni all’alba!!! teniamo duro… oppure no, per la par condicio!? ;)

Il significato di un sogno

Ho fatto un sogno strano stanotte, vorrei trovarne il significato. Era notte, mi trovavo in un bosco, l’atmosfera era calda e il tempo immobile, non era troppo buio, probabilmente la luna rischiarava il mio cammino e mi sentivo serena camminando sul sentiero piuttosto largo in terra battuta. Sulla mia destra fra gli alberi e gli arbusti intravedo un cavallo e me ne rallegro- oh che bello! un lallo! – così lo chiamava mia madre quando ero piccola e così lo chiamavo io - si avvicina e mi rendo conto che in realtà non è un cavallo ma un enorme felino che mi viene vicino e cammina con me, proprio come farebbe un gatto. Nell’oscurità intravedo il suo mantello scuro e maculato, la sua voce mi attrae e mi turba, perché è al tempo stesso piacevole e spaventosa. Come se cercasse di ruggire ma piano, non vuole mettermi paura ma la sua voce è quella, non può farci nulla. Vorrei saltargli al collo e giocarci, accarezzarlo come faccio con il mio gatto ma la ragione mi dice che è pericoloso allora cerco di sbrigarmi. Arrivo a casa, che altro non è che una stanza dove dentro c’è mia madre, le dico del felino e lei mi dice di chiudere la porta subito. Mi rimane la maniglia della porta in mano e lei insiste che devo far presto allora in qualche modo chiudo la porta e restiamo bloccate dentro. E’ la cosa più saggia da fare, dobbiamo chiamare qualcuno per venire a soccorrerci.

lunedì, marzo 13, 2006

Il Tempo

Quando ho il tempo non ho voglia, quando mi viene in mente qualcosa del quale vorrei scrivere, non ne ho il tempo. Tempo… Mancano 27 giorni al mio prossimo compleanno. Seppure mi renda conto che il tempo passa, che le cose che vorrei fare aumentano in modo inversamente proporzionale al tempo a disposizione, che tutte le altre donne della mia età hanno già iniziato a strapparsi i capelli dall’ansia di arrivare a fare tutto ciò che la collettività ritiene sia giusto e doveroso aver fatto e fare a 34 anni… io per adesso mi limito a tingerli, i capelli. L’unica mia ansia è rappresentata dal desiderio, a volte compulsivo, di un figlio. Anzi. Di una figlia. E l’ansia è solo biologica perché dicono che noi donne i figli possiamo farli solo fino ad una certa età.
Mancano 27 giorni anche alle prossime elezioni… e di certo sarebbe un bel regalo di compleanno se riuscissimo a toglierci dalle palle il nostro caro (nel senso che ci costa molto) mediatico bugiardissimo presidente. E’ un uomo che mi fa molta paura, solo perché ha troppo potere. E’ malato e la gente non se ne rende conto, è un border line. La pericolosità di questa malattia sta proprio in questo, nella finezza del confine tra ciò che è e ciò che appare e che riesce a far apparire. E’terribile sorprendersi a pensare “se vince di nuovo sarebbe meglio pensarci sul serio a tornare a vivere a Parigi”… perché devo scegliere fra la Libertà e il mio Paese, le due cose più care al mio essere civico e fra le più care come essere umano?
Parigi… è magica, ha catturato anche Corrado. Fra 59 giorni partiremo per il nostro terzo viaggio insieme in quella città. Non abbiamo ancora prenotato l’albergo ma stiamo già buttando giù alcune idee di percorsi, visite, scorci. Vogliamo fare un paio di visite con itinerario a tema al Louvre, salire sulla Tour Eiffel. Cercare la luce, il riflesso nascosto.

sabato, marzo 04, 2006

I consigli d'amore di Claudio...

Ho ricevuto questo messaggio dalla newsletter del sito Patapan:

Nuova iniziativa!

Da martedì 8 marzo 2006, ogni settimana, Claudio Baglioni scriverà su una rubrica a lui dedicata sul settimanale Grazia.

Patapanews

Mi toccherà fare l'abbonamento a Grazia allora. Posso farmi mancare le lezioni del mio Vate? Pare che questa rubrica sia proprio La Posta del Cuore!

lunedì, febbraio 27, 2006

Helga la Variaga

Tempo fa avevo scoperto di avere anch’io un onomastico. L’11 luglio, che è poi anche (casualmente?) una data che per me significa molto. Rappresenta il punto di svolta, il momento primo che ha dato il via assoluto ad una serie di eventi che hanno cambiato la mia vita e mi ha reso la donna che sono oggi. Helga non solo è santa, ma Helga significa santa. (Ellosapevo io!) Una sola, ci sono decine di santi e sante con lo stesso nome in decine di lingue diverse, ma una sola Helga (quindi non ci sperate, non ho ambizioni di esser la seconda!). Poi riconosciuta come Olga perché sposò il principe di Kiev e quindi il suo nome fu tradotto. Pare fosse una semplice popolana di etnia variaga, figlia di un mercante ma talmente bella che il principe Igor la volle. Uno storico ha perfino scritto un libro su di lei (Aldo C. Maturano – Olga la Russa); ne ho trovati alcuni stralci on-line e pare davvero interessante.

[…] Il suo nome è certamente la lettura slava del nome scandinavo Helga (femminile di Helgi, che significa poi consacrato a qualche dio) e tale fatto ci costringe a credere che Olga fosse nata in ambiente variago, proprio perché, secondo gli usi del tempo, nessuno slavo avrebbe dato un nome non slavo alla sua bimba […] Secondo la tradizione locale, suo padre da buon variago, non appena avuta notizia della sua nascita, corse subito a ringraziare Bereginja (ossia la Madre Terra) del dono ricevuto, seppellendo vicino ad un albero ai margini del bosco la sua offerta di pane e birra[…] Parve anche evidente negli anni successivi che una vila (ninfa del bosco che, secondo la tradizione, nuda e bellissima abitava fra gli alberi agli angoli dei sentieri del bosco e seduceva i viandanti, giacendosi con loro piacevolmente) era lì presente, perché prese Helga sotto la sua protezione e la fece crescere sana e soprattutto bellissima tanto che la fama della sua bellezza si propagò per tutte le terre di Pskov fino a giungere a Novgorod, come ci dicono appunto le cronache che la chiamano per questo in russo antico prekràsa, ossia la bellissima. […]


Credo che prima o poi riuscirò a trovare questo libro e lo leggerò con molta curiosità ed ho la sensazione che ci troverò anche qualche messaggio.

martedì, febbraio 14, 2006

Bolero

Che l'Amore è tutto, è tutto ciò che sappiamo sull'Amore.
That Love is all there is, is all we know of Love.
(E.Dickinson)

La festa!

Buongiorno! Sono ancora sotto le coperte, col portatile sulle ginocchia e il fazzoletto dove sappiamo! Non sono ancora guarita, uffa! Però passerò tutta la giornata con il mio amore, dato che la convalescenza la sto facendo a casa sua e lui lavora in casa perchè fa il web designer e così cazzeggia quanto vuole a giornate! Stamattina è uscito per la colazione ed è rientrato con un cappuccino in un bicchiere di polistirolo, un cornetto incartato... ha disposto il tutto su di un bel vassoio rosso e me l'ha portato a letto. Sul vassoio troneggiava enorme un cuoricione di peluche con la scritta Baci ricamata e due cuoricini cuciti sopra con scritto REC e PLAY... beh, io ho acchiappato con entusiasmo il cuore ed ho pigiato REC... si REC. Perchè? Che ne so, sono malata io! E puf! Cancellata l' ardita impresa del romantico Corrado che mi aveva registrato un messaggio in macchina, tornando a casa! Ci vuole pazienza con quelli malati!

lunedì, febbraio 13, 2006

- 1 a San Valentino

Buongiorno gente! Pensavo di passare una settimana rigenerante ed un week end frizzante, per approdare serena ed appagata ad un San Valentino tutto coccole, luce di candele e musica soft ed invece sono ancora qui, a casa, senza più febbre ma con il raffreddore, il fazzoletto appallottolato nella manica della maglia, come faceva mia nonna, il colorito spento, le occhiaie, la messa in piega scombinata che sembro una matta scappata di casa con le pantofole e il cappotto e le labbra secche di cartone! Ed io che mi ero regalata una settimana tipo beauty farm, almeno dalle 18.30 alle 20! Sob! Ma domani spero davvero di uscire, di tornare al lavoro e ce la metterò tutta per trovare il tempo di una visitina al parrucchiere... perchè per domani sera avevo prenotato una cenetta intima in un posticino carino vicino casa mia. Perchè non bisogna mai dimenticarsi di coccolarsi almeno una volta al giorno, come individui e come coppia!

venerdì, febbraio 10, 2006

- 4 a San Valentino

Essendo questo un blog dedicato all'amore, non posso esimermi dal parlare della festa dedicata agli innamorati. E' probabilemte più un business che una vera festa, chi ama davvero, lo sa bene. Ma esistono anche quegli innamorati, più uomini che donne, c'è da dirlo, che non sono molto dimostrativi, che sono poco romantici e che magari hanno bisogno di un'occasione prestabilita per scuotersi e darsi da fare con le proprie compagne. Hanno bisogno di una scusa insomma, per non passare da smilelati ed effemminati. Dei veri machos insomma. Beh, a questo genere di uomini però vorrei fare una piccola raccomandazione: non vergognatevi di coccolare la vostra donna, di dirle che l'amate e che la desiderate! Se non proprio tutti giorni, almeno un paio di volte la settimana... non una sola all'anno, se non vi dimenticate anche di quella! Le donne hanno bisogno di certe attenzioni... anche perchè se non lo fate voi, prima o poi ci penserà qualcun'altro! Bene... buon San Valentino allora! ;)
E se la vostra mano è scesa per una palpatina anti-sfiga, non sono io che porto jella... è la vostra coscienza che vi dice che probabilmente avete mancato in attenzioni nei confronti della vostra donna!

giovedì, febbraio 09, 2006

Amarsi

Non so perchè ma in questi giorni mi sentivo animata da una grande voglia di fare e di prendermi cura di me stessa. Sarà la primavera che ha fatto finta di affacciarsi? Martedì pulizia del viso, mercoledì ceretta... per stasera era previsto un bel massaggio ayurvedico e venerdì, sarei uscita prima dal lavoro per passare dal parrucchiere. Va bene che tutte queste cose le faccio sempre, ma magari non tutte nella stessa settimana... e invece nulla, ho passato una notte terribile, con febbre altissima, caldo freddo incubi, dormi veglia e il tempo che non passava mai.

mercoledì, febbraio 08, 2006

Il primo amore non si scorda mai

Argomento tabù o scottante? Forse si, ma non per persone intelligenti. Almeno credo. Stavo facendo alcune riflessioni, mentre guidavo, non ricordo se ieri o stamattina. Alla radio passavano L’amore conta. Pensavo ovviamente al passato. Più ti allontani da qualcosa e più riesci a metterla a fuoco. Prima di adesso mi sono innamorata solo una volta. Le altre in cui ho creduto di esserlo erano probabilmente delle forti passioni alimentate dalle circostanze. Io credo che quando si ama davvero qualcuno, profondamente e sinceramente, lo si ama per sempre. Può cambiare il rapporto, possono scomparire molte o tutte quelle componenti che fanno di una relazione una storia d’amore, quali il sesso, la complicità, il desiderio di costruire e pianificare un futuro comune, il bisogno di incontrarsi costantemente, il contatto fisico. E’ come un tatuaggio sulla pelle, che scolora ma non scompare. Fa parte di te, punto. E non esiste modo per cancellarlo a meno di lasciare sul tuo corpo una cicatrice. E’ un sentimento strano, perché vive di se stesso, non ha bisogno di essere alimentato, curato, vissuto nel presente. E’ come una foto incorniciata ed appesa al muro.

lunedì, febbraio 06, 2006

Toscana, terra esoterica

Passeggiando nelle campagne sopra Segromigno in Monte, ci siamo imbattutti in qualcosa che assomiglia ad uno strano cimitero. Lo avevamo già notato quest'estate ma non c'eravamo addentrati per via di parecchi cartelli che indicavano che era proprietà privata ed era vietato entrare. Troppi cartelli - troppo ravvicinati l'uno all'altro per non destare curiosità e sospetto. Le placche erano ancora là ma le scritte no... il terreno rialzato rispetto ai campi, la forma circolare e l'intreccio di rami hanno nuovamente destato il nostro interesse. Ma questa volta siamo entrati. Ci siamo trovati dentro un giardino dall'atmosfera sinistra: un labirinto di siepi e croci di legno, un'intersecazione continua di viottoli in un saliscendi interminabile. Tutto in un centinaio di metri quadri al massimo. In un angolo, una sedia. Un piccolo capanno mimetizzato fra gli alberi con dentro un tavolo ed una sedia. In quanto strega posso affermare che lì non c'era niente di buono. Ho sentito fortemente un'opprimente energia negativa. Non so a cosa serva e cosa ci sia stato fatto o ci stiano ancora facendo là dentro, ma di certo nulla che glorifichi nostra Madre Terra.
Adirarsi è facile, ne sono tutti capaci, ma non è assolutamente facile e soprattutto non è da tutti adirarsi con la persona giusta, nella misura giusta, nel modo giusto, nel momento giusto e per la giusta causa.
Aristotele in Etica a Nicomaco

domenica, febbraio 05, 2006

Eccola!

Dopo un relativamente breve periodo di latitanza dato dalla congiunzione astrale della tradizionale eclisse lunare pre-strega con un lungo momento di full immersion lavorativa- eccomi di nuovo on line! Fine settimana abbastanza soddisfacente. Il clima è rimasto piuttosto mite (martedì e mercoledì da record per un fine gennaio! Nella zona di Pistoia abbiamo avuto dai 17 ai 19 gradi!!! Roba da primavera!) permettendoci - nella tarda mattinata/primo pomeriggio di ieri - una gradevolissima passeggiata sul lungomare di Viareggio che spolverava già i primi coriandoli. Rientrando a casa ci siamo fermati alla Cittadella del Carnevale. Una piazza circolare sulla quale si affacciano a raggiera le entrate di una dozzina o forse più hangar dentro i quali i maestri cartapestai viareggini sono in frenetico movimento! Lesti lesti che sabato si va in scena!